Parla Emil Audero: il portiere del Palermo è stato intervistato dai microfoni di Goal.com Indonesia in vista della sua prima convocazione con la nazionale asiatica. Una grande opportunità per l’estremo difensore di giocarsi con questa squadra l’accesso al Mondiale 2026. Per Audero c’è però spazio per parlare del suo arrivo a Palermo e del momento della squadra, reduce dalla sconfitta con la Cremonese.
Palermo, Audero: “In rosanero grazie ad Osti, tifosi fattore in più”
Audero spiega i motivi che l’hanno portato ad accettare l’offerta dei rosanero: “Ho scelto Palermo perché Osti ha espresso la sua volontà di portarmi qui in maniera decisa. Mi hanno presentato il progetto che, da un punto di vista personale e sportivo, era quello che cercavo. Da quando sono qua sto vivendo molto bene, anche fuori dal campo. Sono contento della scelta che ho fatto, in questa città si respira calcio”.
L’arrivo in Sicilia non è stato percepito dall’estremo difensore come uno scendere di categoria: “Il fatto di appartenere a una società legata al City Football Group è un qualcosa che si percepisce quotidianamente. Da quando sono qui non ho trovato differenza con la Serie A. Mi riferisco al centro sportivo e all’organizzazione dentro e fuori dal campo. Non posso che essere soddisfatto di essere a Palermo“.
Il cammino del Palermo verso la Serie A non è per nulla facile, né scontato, dopo questa stagione. Ma c’è la possibilità di rifarsi da qui alla fine del torneo: “Dobbiamo puntare ad entrare nei playoff, ottenendo il miglior piazzamento possibile. Questo può essere un sicuramente un fattore determinante in vista delle partite che ci saranno. Io penso positivo, da qua a maggio possono succedere veramente ancora tante cose. Tutto passa dalla consapevolezza del gruppo e dalle nostre qualità. Possiamo giocarcela tranquillamente con tutti. Giocare allo stadio Renzo Barbera con i nostri tifosi può essere un fattore a noi favorevole. È ancora tutto aperto, non posso che essere positivo”.
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Audero: “La mia infanzia in Indonesia, devo migliorare la lingua. Kluivert persona per bene”
Audero ha però in testa non solo la Serie A col Palermo, ma anche il suo esordio con l’Indonesia. “Si è detto tanto di questa possibilità. Due anni fa Erick Thohir (presidente della Federazione calcistica indonesiana, ndr.) mi ha contattato e mi ha prospettato questa idea, presentandomi il progetto. Poi per vari motivi, come un infortunio alla spalla, non era stato possibile. Ora ho ritenuto fosse il momento giusto ed ho accettato. Non ho ancora avuto modo di conoscere bene il c.t. Patrick Kluivert, ci siamo sentiti telefonicamente. Mi è sembrata una persona perbene, calma e di esperienza, visto il curriculum da calciatore. Non so se giocherò col numero 12, bisogna vedere che numero c’è disponibile”.
L’estremo difensore è cresciuto con la sua famiglia in Piemonte, ma è nato ed ha vissuto in diversi momenti nell’isola situata nell’Oceano Pacifico. “Sono nato a Lombok, dove ho vissuto i primi nove mesi di vita. I miei genitori si sono conosciuti lì più di 30 anni fa, mia madre era in vacanza con un gruppo di amici, si sono incontrati in maniera causale. Poi ho sempre vissuto in Italia, ma più volte siamo tornati a Lombok quando ero più grande. Ho dei ricordi di quando ero bambino e ragazzino, sono tutti più che positivi”.
Naturalmente ci sarà da lavorare sull’aspetto della comunicazione: “Purtroppo non padroneggio benissimo la lingua. Conosco qualche parola e diversi modi di dire ma devo sicuramente migliorare. Prenderò delle lezioni, è importante sia per la Nazionale ma anche per scoprire le mie origini. Ne ho parlato con i miei genitori, mio papà era super felice ma anche mia mamma. Sa che cosa significa per me l’Indonesia e cosa rappresenta per la nostra famiglia”.

