Riprende il campionato di pallanuoto di Serie A1. L’Ortigia Siracusa si prepara ad affrontare la sfida più difficile in assoluto, quella contro la Pro Recco. I campioni d’Italia e d’Europa in carica saranno dunque i primi avversari della compagine aretusea nel 2024. La sfida si giocherà sabato 24 febbraio 2024 alle ore 15, presso la piscina “Ferro” di Punta Sant’Anna. Si tratta di una sfida importante per la squadra allenata da Stefano Piccardo, che ripartirà dal quarto posto con cui si è concluso lo scorso anno.
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Ortigia, parla coach Piccardo
Andiamo a leggere le dichiarazioni di Stefano Piccardo, coach dell’Ortigia Siracusa, alla vigilia della sfida contro la Pro Recco. “In questi 70 giorni di sosta abbiamo prima fatto una fase di riposo, poi abbiamo cercato di lavorare sulla condizione fisica. Non sono mancate le difficoltà, per via di alcuni infortuni, con Di Luciano che si è fratturato un dito del piede, La Rosa che ha accusato un fastidio al collo, e così via. Adesso però siamo finalmente pronti a giocare. Sul match di domani faccio una premessa: giocare già questo sabato, a una settimana dalla finale di Doha, non lo trovo generalmente rispettoso per i giocatori che hanno partecipato a europei e mondiali. Non so come riusciranno a recuperare le energie mentali e fisiche. Detto questo, noi affrontiamo il Recco, una squadra dal grande valore tecnico. Negli ultimi tre anni ha vinto la Champions e negli ultimi 16 anni ha vinto 15 scudetti. Ha 11 giocatori che hanno disputato i mondiali. Dei 3 che sono rimasti a casa, uno è ancora il centroboa più forte in Italia. Gli altri due, Ivovic e Younger, sono tra i primi cinque al mondo. Noi dobbiamo andare a Recco cercando di giocare una partita intelligente contro la squadra più forte del mondo”.
Le parole di Tempesti
Andiamo ora a leggere le impressioni del portiere dell’Ortigia Siracusa Stefano Tempesti. “Contro il Recco sarà un importantissimo banco di prova per misurare la crescita e la maturità della squadra. Sarà come ripartire da zero, perché ci sono mancati alcuni giocatori e perché manca l’abitudine alla partita, quindi le incognite sono tante. Non dobbiamo fare una tragedia nel caso in cui l’approccio a questa prima gara non dovesse essere buono, perché comunque la strada è lunga. Quando ci sono soste così prolungate, che non permettono ai giocatori di stare insieme né di fare delle partite con avversari di alto livello, può succedere di tutto. È possibile che serva del tempo per ritrovare l’amalgama”.

