“Penso che questa sia una delle stagioni più importanti della mia carriera. Devo continuare a crescere se voglio realizzare il mio sogno di guidare in F1. Non sarà facile, non è mai facile, ma l’unica cosa che posso fare è concentrarmi su me stesso e su cosa devo fare”. Queste le parole di Gabriele Minì in un’intervista al sito ufficiale della FIA: il pilota di Prema è concentrato sul presente, ma anche sul futuro. Il palermitano è alla sua prima annata in F2, ma spera di potere compiere al più presto il salto tra i grandi, sebbene sia consapevole che servono risultati importanti per ottenere il via libera. È così che ce la sta mettendo tutta, curva dopo curva. Negli ultimi appuntamenti non è andata nel migliore dei modi, ma adesso la testa è a Imola.
Gabriele Minì e il bilancio parziale della stagione con Prema
Gabriele Minì è fiducioso per il prosieguo della sua stagione con Prema, sebbene i risultati finora siano stati altalenanti. “Al momento tutto sta andando abbastanza bene. Abbiamo disputato solo due Gran Premi, c’è ancora tanta strada da fare. Siamo stati molto veloci a Melbourne, in Bahrain abbiamo sofferto un po’ di più, ma stiamo cercando di riprenderci”, ha affermato. “Ci sono tante cose che possono cambiare velocemente. Siamo passati dall’essere i più veloci nei test invernali all’andare in difficoltà in gara. Vedremo cosa accadrà, non è qualcosa che si decide a tavolino ma lo scopriremo nel corso della stagione. Io resto fiducioso e credo nel mio team”.
Dai prossimi impegni della stagione, d’altronde, dipende anche il suo futuro. Il pilota palermitano vuole migliorarsi giorno dopo giorno e sogna in grande: “Per arrivare in F1 bisogna essere veloci e riuscire a fare cose speciali. Vincere una gara partendo dal fondo della griglia, fare tanti sorpassi belli, insomma guidare in maniera speciale. È qualcosa di cui ti accorgi subito se sta accadendo. Viene tutto con l’istinto, con le abilità. Non puoi deciderlo, l’unico obiettivo che puoi porti è quello di dare il massimo”.
Il percorso di Gabriele Minì: dai kart alla F2
Gabriele Minì ha parlato inoltre del suo percorso: “Vengo dal kart, mio padre era il mio meccanico, non è mai stato facile ma è stato molto divertente. La Formula 2 dalla TV sembra molto diversa, è molto grande, ma alla fine quando ti trovi nel paddock vivi tutto in maniera differente. È la nostra vita di tutti i giorni, quindi ci siamo abituati. Non si arriva in F2 dal kart, si passa dalla F4, dalla Formula Regional, dalla F3 e infine si arriva in F2. È stato bello ma ci è voluto tanto lavoro e grande sacrificio. Devi sacrificare tanto tempo libero e tutte le cose che i tuoi coetanei fanno di solito. Ma non mi lamento perchè sto vivendo il mio sogno”.
In questi mesi ha riscontrato grandi miglioramenti, anche a seguito di sacrifici dal punto di vista fisico, con duri allenamenti e una sana alimentazione. “Il collo è più forte, le gambe sono più forti. Le spalle, le braccia, ogni parte del mio corpo è più forte e più grande. Probabilmente questo è stato lo step più grande che ho fatto da quando faccio il pilota se penso al lavoro svolto nell’ultimo anno e nello scorso inverno”.
E dal punto di vista della guida: “Sono cambiato un po’ in tutto. In particolare nello stile di frenata, negli input in accelerazione e anche nel peso. La macchina è molto pesante, quindi devo entrare in curva in maniera più gentile, ma in alcuni punti posso essere più aggressivo. È diverso per tutti, ma dipende anche dal setup della macchina che può funzionare o meno. Conosco il mio stile di guida e com’era prima, quindi so in cosa è cambiato. Non so in cosa sia cambiato in quello degli altri”, ha concluso.

