È stato richiesto l’avvio della procedura di fallimento dell’ACR Messina. A presentarla sono stati i vertici della Procura della Repubblica della Città dello Stretto. Come ben sappiamo i magistrati peloritani stanno portando avanti le indagini legate al passaggio di proprietà avvenuto all’inizio del 2025, dalle mani di Pietro Sciotto a quelle di AAD Invest Group. Contestualmente a questa inchiesta, però, si sta lavorando per garantire una continuità alla società che, nonostante la fresca retrocessione in Serie D, attualmente rappresenta la massima espressione del calcio in città.
ACR Messina, gli step per evitare il fallimento
La procedura di fallimento dell’ACR Messina, il cui avvio è stato richiesto dai magistrati peloritani, è una procedura d’ufficio. Dunque non è previsto, come ribadito dai colleghi della Gazzetta del Sud, un decreto ingiuntivo per i creditori. La decisione su questo avviso è attesa tra poco meno di un mese. Questa verra presa dal giudice preposto a questa procedura, nel corso di un’udienza prevista per il prossimo 10 giugno.
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Intanto si attende di capire quel che accadrà, nel caso in cui la procedura di fallimento dell’ACR Messina dovesse prendere corpo. Con ogni probabilità è prevista la nomina di un curatore fallimentare, il cui compito dovrebbe essere quello di garantire il mantenimento in vita del club. In particolare, l’obiettivo sarebbe quello di rispondere alle richieste dei creditori presenti a ogni titolo.
Dal punto di vista sportivo, le due ipotesi sono l’iscrizione al campionato di Serie D (possibile solo in caso di versamento di 1,2 milioni di euro che corrispondono ai debiti), oppure la cessione del ramo d’azienda. A stabilire il modus operandi sarà lo stesso curatore fallimentare. Intanto la città torna con il fiato sospeso, dopo la delusione di ieri.

