Morris Pagniello, vice presidente del Messina, ha voluto dire la sua sul momento della squadra. Intervistato durante Antenna Giallorossa, in onda su RTP, il dirigente e socio di Justin Davis ha sottolineato che è fiducioso in vista delle ultime sfide salvezza. Anche se è conscio che le critiche per un percorso accidentato, soprattutto dopo l’addio di Pippo Romano e Giuseppe Martello, ha avuto il Messina. Tuttavia, Pagniello rinnova la fiducia all’attuale allenatore Vincenzo Feola e crede nella possibilità di salvarsi.
Messina, Pagniello: “Abbiamo ridato speranza e salvato la squadra dal fallimento”
Pagniello commenta quanto accaduto allo stadio Franco Scoglio contro la Gelbison, ricordando quanto fatto dai nuovo gruppo in questi mesi: “Abbiamo fatto tutto quello che potevamo per mettere in carreggiata la squadra, salvandola in tribunale e cercando di ottenere la salvezza sul campo. Capisco la rabbia, non possiamo entrare in campo noi ma il campionato non è finito. Queste ultime partite non saranno normali ma battaglie”.
Il vice presidente ritiene però giuste anche il confronto verbale nato dopo le polemiche coi tifosi: “Accetto anche le critiche personali, perdere quattro partite in casa sono una vergogna. Essere attaccati fa parte del calcio, devi ascoltare sia gli applausi che gli insulti. Lo sviluppo del nostro progetto è legato ai risultati, senza questi le idee del Racing Group vanno in fumo. Abbiamo messo soldi e tempo e scelto Messina. Così come Messina ha scelto noi visto, che siamo stati gli unici a presentarci. Spero che la gente capisca: eravamo morti e abbiamo ridato speranza, noi ci crediamo. In tre mesi abbiamo fatto tantissimo, ma ancora non basta”.
Pagniello e gli errori sul mercato
Il calciomercato, condotto in larga parte proprio da Pagniello è finito al centro del ciclone: “Abbiamo dato fiducia agli artefici del miracolo rimonta, inserendo sette giocatori di livello. Però alcuni non si sono adattati o non hanno avuto modo di mettersi in mostra. Si sono creati due gruppi e anche per gli allenatori non è stato facile integrarli. C’è stato poco tempo però, al netto dei tentennamenti in campo, la società ora è una delle più stabili della Serie D. Sul mercato mi prendo le responsabilità. Non c’entrano il mister Feola o il ds Evangelisti. Pensavamo che troppi stravolgimenti avrebbero potuto cambiare gli equilibri interni”.
Prosegue Pagniello: “Dopo le risoluzioni di Romano e Martello, non volevamo farne altre. Serviva un centrocampista per la stabilità del reparto. Si poteva prendere Sainz Maza ma ho deciso io di non chiudere l’operazione, per lasciare spazio a chi c’era già. Il gruppo ora è unito ma serviva un poco più di carattere da parte dei calciatori più esperti. Mi aspetto che emerga in queste ultime partite”.
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Pagniello: “Addio Martello ha creato effetto domino. Miglioramenti con Feola”
Ripercorrendo i vari addii in questa annata, Pagniello ci tiene a difendere l’attuale guida tecnica, ritenendola adeguata per centrare la permanenza in Serie D: “Non ci aspettavamo che Martello lasciasse, volevamo mettere un nostro uomo nell’organigramma ma le cose non funzionavano. Il suo addio ha creato un effetto domino: Romano non era più sereno, abbiamo scelto Parisi ma non se l’è più sentita ed è rimasto come uomo-società. Ora credo che Feola sia la persona giusta per questa sfida. L’evoluzione del gioco recente mi è piaciuta, se vedo la gara con la Vibonese e il primo tempo di domenica scorsa sono fiducioso, ma oggi prevale frustrazione e nervosismo. Sono sorpreso per i pochi punti fatti, ma la squadra ha identità”.
Infine, a chi gli chiede se la retrocessione potrebbe portare a nuovi scenari apocalittici, Pagniello risponde: “Nel calcio di oggi, non si va avanti senza business. Non voglio neanche nominare la parola Eccellenza, ma se dovessimo scendere per errori o sfortuna, il progetto andrà avanti. Siamo qui, siamo vivi, i passi falsi non ci devono togliere concentrazione dagli obiettivi. Questo dico ai tifosi”.

