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Messina, mistero sullo sponsor Visit Bahrain: accuse via social e poca chiarezza

Nel nuovo Messina targato Racing City Group rischia di esplodere il primo caso, legato al marchio Visit Bahrain. Nei giorni che hanno seguito l’insediamento dei nuovi intestatari del ramo sportivo, il brand è stato messo fin da subito in primo piano. Al punto che il logo dell’ente, che si occupa di promuovere il turismo nella piccola nazione asiatica, è stato annunciato come primo nuovo sponsor del club. Una proclamazione in pompa magna che, però, a distanza di qualche giorno è stata avvolta dal mistero, a causa di un presunto comunicato stampa apparso tra i commenti in un post Instagram sulla pagina del club siciliano.

Messina, mistero sullo sponsor Visit Bahrain

Andiamo con ordine e partiamo dal principio. Il 25 ottobre scorso l’ACR Messina ha annunciato l’accordo di sponsorizzazione con il Regno attraverso il brand Visit Bahrain. Come si legge nel comunicato, per la prima volta nella storia una realtà del Medio Oriente sceglie di sponsorizzare una società calcistica europea, con tanto di dichiarazioni rilasciate dal vicepresidente del Messina, Morris Pagniello. Non ci sono però parole a corredo da parte di un esponente della controparte, nel caso specifico il Regno del Bahrain, come in genere accade.

La questione più strana però riguarda proprio la persona che viene citata come rappresentante dello Stato asiatico. Il Messina, infatti, nel comunicato menziona Sua Altezza Reale il Principe Sheik Abdulla Bin Khalifa Al Khalifa. Peccato che tra i profili taggati nel post vi sia quello di un altro Abdulla Khalifa Al Khalifa. Quest’ultimo, altri non è che un omonimo del principe, legato al mondo del calcio per essere presidente dell’East Riffa, club militante in Seconda Divisione. Non di certo un rappresentante del Governo.

Il commento sui social

Ad ogni modo, quattro giorni dopo l’annuncio, accade l’impensabile (fino a un certo punto). Visit Bahrain invita il club in tutte le sue componenti a non usare il logo e il brand Visit Bahrain in nessuna veste. Il motivo? Non esisterebbe alcun accordo di sponsorizzazione. Dunque l’utilizzo del marchio sarebbe a tutti gli effetti illegale. Ma cosa c’è di strano in tutto questo? Semplice: il fatto che questa diffida arrivi esclusivamente attraverso un commento pubblicato su un post sul profilo Instagram di Leone, la mascotte del Messina. Essa non compare né nei post dell’account in questione né tantomeno sul sito ufficiale. Il messaggio, tra l’altro, non è firmato. Nessuna parvenza di valenza legale, insomma.

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Scambi di persone e barriere linguistico-culturali

Non c’è dubbio sul fatto che ci sia più di un problema di comunicazione nei rapporti tra il Messina e Visit Bahrain. Come già accennato, il fatto che si usino i commenti sotto a un post pubblicato sul profilo della mascotte del club crea un senso di disagio. È una questione formale che – seppure nel caso del Messina si parli di un club dilettante – non si può trascurare. Sia per quanto concerne la stessa presentazione della partnership, avvenuta in presenza di una sola delle parti in causa, sia nel modo in cui l’altra parte ha disconosciuto l’accordo in questione. Il tutto in mezzo a un caos fatto di scambi di persone, mancanza di comunicazioni e soprattutto di risposte da parte dei vertici del club, ovvero Justin Davis e Morris Pagniello. A fare rumore insomma è il totale silenzio da una parte e dall’altra.

Appare chiaro agli occhi di tutti che si stiano riscontrando delle barriere sul piano della comunicazione. Non è facile ricostruire in maniera fedele la situazione, considerando la distanza geografica, linguistica e culturale tra Messina e il Medio Oriente. A questo va aggiunto anche l’errore capitale, che consiste nell’aver fatto leva sui social network come unico mezzo di comunicazione. Ci si attende, in tal senso, una svolta.

Francesco Cammuca
Francesco Cammuca
Uno dei fondatori di Sporticily, vive il giornalismo sportivo (e non solo) sul campo dal 2009. Dalle sue dita arrivano articoli approfonditi e a volte taglienti, la sua voce è una di quelle che raccontano le vicende delle squadre di cui la nostra realtà si vanta di essere Media Partner.

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