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Messina, Krapikas: “Boato emozionante dopo rigore parato, voglio vincere tutte le partite”

Parla Titas Krapikas: il portiere del Messina è intervenuto alla trasmissione Contropiede, in onda su TCF, alla vigilia degli ultimi impegni stagionali dei giallorossi. Tutte gare decisive per la salvezza, a partire dalla gara col Sorrento, nei fatti quasi uno scontro diretto. La trasferta andrà capitalizzata al massimo, visto anche il turno di riposo forzato dei siciliani dopo l’esclusione della Turris. Perciò Krapikas sprona tutta Messina a sostenere la squadra in quest’ultimo sforzo, per provare a centrare i playout e mantenere la categoria.

Messina, Krapikas: “Grande sostegno dai tifosi, sui rigori serve istinto e preparazione”

Krapikas parte proprio dal sostegno dei tifosi del Messina, che nella gestione di Simone Banchieri hanno dimostrato un attaccamento alla squadra commovente: “Ovunque andiamo, quando incontriamo sia un bambino o un adulto, avvertiamo che tutti sono al nostro fianco. Devo dire che personalmente un affetto così non l’ho mai sentito. Questo nonostante in carriera abbia giocato in piazze importanti. Siamo in fondo alla classifica eppure a fine partita dopo avere vinto si va a festeggiare sotto la Curva, è qualcosa di spettacolare”.

Il lituano è stato protagonista nell’ultima vittoria, con una prestazione sontuosa e anche un penalty parato che ha permesso ai peloritani di mettere in banca (di fatto) la vittoria. Da portiere prova a spiegare come si può lavorare su questo fondamentale: “Dopo la gara con il Team Altamura mi ha contattato un amico che aveva visto la gara in televisione. Mi ha raccontato di aver sentito un boato quando ho parato il rigore maggiore rispetto ad un gol segnato. È stato proprio bello, in partita ero talmente gasato che non l’avevo sentito. A mio parere, nei rigori conta al 50% lo studio e al 50% l’istinto. Se, ad esempio, studiamo che devo andare da una parte ma sento che mi tira dall’altro, io vado dove ritengo possa calciare l’avversario. Poi se prendo gol ho sbagliato io”.

Krapikas: “Sono un napolituano scaramantico, vorrei giocare ogni giorno”

Krapikas sottolinea che, dopo le difficoltà d’inizio stagione, oggi ha una carica pazzesca. Ma tutta la squadra non vede l’ora di scendere in campo per centrare la salvezza: “Preferisco non allenarmi mai ma giocare un giorno sì e l’altro pure, spero sempre arrivi presto la domenica. Con il mister dei portieri, Mauro Manganaro, ci troviamo benissimo. Prima nel gruppo c’era confusione: non capivamo, sembrava un delirio. Credo che adesso i giocatori esperti stanno dando una grossa mano per sistemare le cose. Ora in molti la pensano come me, hanno voglia di entrare in campo per giocare e divertirsi. L’espulsione col Trapani? Ho pagato una multa, prevista dal regolamento interno. Ho sbagliato ed era giusto che onorassi il debito”.

Manca sempre meno alla fine del torneo e il Messina non può fare calcoli. Krapikas lo sa, anche se tendenzialmente non affronta queste tematiche. Ma c’è un motivo: “Per la salvezza non so quanti punti servano, ma io voglio vincerle tutte. Devo dire la verità: sono un po’ scaramantico, tanto è vero che mi chiamavano napolituano. Adesso dobbiamo affrontare il Sorrento, ma c’è da pensare ad una gara per volta. Il campo di Potenza (dove giocano i campani da inizio anno, ndr.) è piccolo, quindi si giocherà come a Giugliano una partita di continui avanti e indietro. Dovremo lottare con tutto quello che abbiamo”.

Redazione Sporticily
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