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Messina, Kragl: “Città disunita e campi impraticabili. Salvezza? Un miracolo”

Oliver Kragl porta la salvezza con il Messina nel cuore. Dalle sue parole emerge tutto l’orgoglio per un cammino strepitoso. Anche perchè quasi nessuno dava una chances ai giallorossi alla vigilia del girone di ritorno. “Abbiamo raggiunto – dice un traguardo importante in cui a gennaio nessuno più credeva, grazie all’unione del gruppo. Siamo felici, dopo tutto quello che abbiamo passato”.

Intervistato dai colleghi di Messina Sportiva, il centrocampista tedesco riavvolge il nastro. La mente torna al giorno in cui ha deciso di accettare la corte del Messina. Una squadra messa malissimo, ma capace di tirare fuori energie insperate: “Eravamo consapevoli della posta in palio e nella testa temevamo la retrocessione. Ci siamo salvati miracolosamente, anche perché i nostri giovani non avevano mai giocato una gara del genere”.

Messina, Kragl e i gol pesanti

Kragl a Messina ha dato tutto ciò che ha potuto. Anche a livello di impatto realizzativo, visto il piede sinistro sempre caldo del tedesco: “I miei tre gol e i quattro assist ci hanno regalato punti decisivi. Ho iniziato bene con il gol al debutto a Viterbo. Potevo fare meglio su punizione, perché è una delle mie caratteristiche, che mi è mancata”.

In particolare ci sono due gol che restano nel cuore dell’ex Frosinone. Contro Gelbison e Viterbese sono arrivate due perle: “In entrambi i casi ho colpito bene il pallone, che è finito all’incrocio. Con la Gelbison abbiamo completato uno schema provato in allenamento, grazie al blocco di Trasciani. Le ricorderò con piacere come le reti dalla distanza con il Foggia a Palermo e contro l’Entella e soprattutto con il Frosinone a San Siro contro il Milan”.

A Taranto, invece, Kragl ha sbagliato un rigore pesante. Col senno di poi, quei due punti avrebbero evitato i playout. Il centrocampista scoppiò in lacrime e rivive ora quel momento: “Ho sbagliato un rigore che poteva essere decisivo ma alla fine ha pesato come qualche occasione perduta nelle giornate precedenti. Ci potevamo salvare lì, ero amareggiato, a livello personale è stato un momento duro. Avevo saltato un paio di partite ed ero arrabbiato perché non ho potuto aiutare la squadra”.

Tra campi impraticabili e tifoseria disunita

Kragl a Messina non ha vissuto solo momenti da sogno. Durante l’intervista emerge la prima critica, quella relativa alla tenuta del campo del “Franco Scoglio”. Ecco le sue parole, a partire dai playout: “La Gelbison in campionato giocava duro su di me e ho preso una botta. Poi non ho mai avuto problemi fisici, hanno pesato invece le condizioni del “Celeste”, che aveva un fondo duro come il parcheggio di casa mia e un’erba che non era buona neanche per i cavalli. Al di là delle battute non è un campo adatto per il professionismo e anche il “Franco Scoglio” quando piove diventa impraticabile”.

E poi c’è una critica alla città e alla tifoseria. Solo nelle ultime gare si è visto un pubblico un po’ più nutrito. Più in generale, però, il tedesco dice di aspettarsi maggiore seguito, vista la cavalcata fatta dagli uomini di Ezio Raciti: “La città dovrebbe essere più unita e tutti dovrebbero remare nella stessa direzione. Con le divisioni non si va da nessuna parte. Abbiamo conquistato 30 punti, uno score da quarto o quinto posto. È folle contestare i numeri di questo gruppo, che ha avuto un cammino impressionante”.

Redazione Sporticily
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