Per la prima volta in 125 anni di storia, il Messina conosce il sapore amaro della retrocessione in Eccellenza. Una pagina assolutamente dolorosa per il club peloritano, che a inizio anno aveva dovuto fare i conti con il rischio di non iscriversi oppure di farlo con una pesante penalizzazione. E questo mentre in tribunale si decideva sul fallimento del club. L’amarezza in città è grande. Ma lo è anche per Justin Davis, presidente del Messina che affida ai social il proprio pensiero dopo il pari amaro contro il Ragusa. Allo stesso tempo, però, si preannuncia la volontà di rilanciare il progetto giallorosso.
Messina, Davis: “Presa una squadra che non esisteva, ma chiedo scusa”
Nel post sui suoi canali, il presidente Davis parla così della retrocessione del Messina: “Non ci sono parole che possano addolcire quello che è successo. Il Messina è retrocesso al termine di una stagione che resterà tra le più dolorose della nostra storia. So bene cosa significa questa maglia per voi. So cosa significa per chi ha riempito lo stadio Franco Scoglio in giornate in cui sarebbe stato più facile restare a casa, per chi ci ha seguito in trasferta, per chi ha continuato a credere quando i numeri dicevano altro. A tutti voi, oggi, da Presidente, devo chiedere scusa”.
Il patron ricorda per l’ennesima volta il quadro che si è presentato al suo arrivo in città. A suo dire non per cercare alibi, ma per chiarire le difficoltà incontrate: “Voglio però essere onesto su un punto, perché dovreste ricordarlo. Quando siamo arrivati, il Messina non esisteva più: c’era un titolo sportivo da salvare, messo all’asta, e noi siamo stati gli unici a presentarci. Gli unici a dire ‘questa città non può restare senza il suo Messina’. Lo abbiamo fatto sapendo cosa ci aspettava, e oggi quel peso è nostro non perché lo abbiamo causato, ma perché lo abbiamo accettato. Non è un alibi. È un fatto. E i fatti, soprattutto in un momento come questo, vanno detti”.
Davis: “La società valutata sui risultati, la piazza meritava di più”
Davis è comunque consapevole che il Messina è chiamato ad un pronto riscatto. E per farlo bisogna assumersi la paternità degli errori: “Una società si misura sui risultati. E il risultato lo conoscete. Per questo mi assumo, davanti a voi, le responsabilità della gestione sportiva di questa stagione: le scelte, gli errori, le cose che non hanno funzionato. Una piazza come questa meritava molto di più”.
Poi il messaggio di speranza all’ambiente: “I ragazzi hanno onorato la maglia fino all’ultimo minuto del play-out di Ragusa, così come lo staff tecnico e i dipendenti del club, ma anche i tifosi che non hanno mai smesso di esserci. La vostra dignità in questi mesi è stata più grande della nostra classifica. Da domani ricomincia il lavoro. Lo faremo con più cattiveria, con più fame. Non vi chiedo di dimenticare. Vi chiedo il tempo per dimostrarvi che la scelta di salvare questo titolo non era una scommessa, ma un impegno. E quell’impegno continua. Forza Messina. Sempre”.

