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Lascari Cefalù, Palazzo: “Progetto pulito e serio, daremo l’anima per la salvezza”

Raffaele Palazzo è stato uno dei primi colpi del Lascari Cefalù. L’ex centrocampista, tra le altre, di Geraci e Mazara, dopo un’avventura triennale ad Aspra, ha deciso di sposare il progetto della Polisportiva. Ecco, in esclusiva ai nostri microfoni, i motivi di tale scelta: “Di tutte le società che mi hanno chiamato, Lascari è quella che ha dimostrato realmente di volermi all’interno del progetto, sia come uomo che come calciatore. Mi sono bastati due incontri lampo con il direttore Fiduccia per stringerci le mano e intraprendere un percorso insieme. Pochissime sono le società che ti dimostrano concretezza e volontà di mettere nero su bianco le intenzioni nel mese di giugno. Solo club organizzati come la Polisportiva dimostrano determinate cose. Ho accettato a prescindere dalla categoria, a 37 anni punto a un progetto sano, pulito e serio. Voglio dire la mia, voglio dare una mano e voglio divertirmi. Inoltre, con sacrificio, umiltà e dedizione, dovremo cercare a tutti i costi di conservare la categoria. A costo di dare l’anima per la salvezza”.

Non poteva mancare l’argomento campo, il rapporto con mister Giuseppe Vigneri e il ritrovamento di alcuni amici ed ex compagni a Cefalù: “Come detto, abbiamo appreso che faremo l’Eccellenza. Ripeto, quando ho firmato questo aspetto mi importava poco, però adesso che ci sono dentro sento il bisogno di togliermi qualche sassolino dalla scarpa. Una sorta di rivincita nei confronti di me stesso e di qualcun altro. Ho conosciuto mister Vigneri, una persona giovane che propone idee. Una bella persona, che ti da la possibilità di parlare e accetta volentieri il confronto. Sempre nel rispetto dei ruoli. Ha veramente una mente aperta, ed è bello quando incontri determinate persone. Ti fanno lavorare con un certo feeling e in una certa maniera. In questa prima settimana stiamo diventando squadra, lavorando e cercare di trovare la quadra giusta, con l’intenzione di arrivare alla prima gara ufficiale nel migliore modo possibile. Sono felice di aver portato Punzi e Maniscalchi, è bello poter dare una mano alla società e ritrovare amici dai quali sono sicuro si potrà prendere solo il meglio”.

Lascari Cefalù, Palazzo racconta il primo biennio ad Aspra

Tra due salti di categorie conquistati e una breve parentesi nei panni di allenatore, c’è anche una pesante retrocessione nel lungo viaggio tra l’Aspra e Raffalele Palazzo (oggi al Lascari Cefalù), il quale ha deciso di raccontare – realmente – a 360° i tre anni. Con un focus particolare sull’ultimo, quello che ha visto il club gialloverde salutare l’Eccellenza: “Sono contento di aver sposato il progetto Aspra nel mio recente passato, vista la mia conoscenza di vecchia data con il presidente Salvatore Arena. Diciamo che nel post Covid è stato l’unico a convincermi reale, visto che nelle altre società c’era veramente poca organizzazione e si respirava l’assenza di progetti sani e vincenti. Quando una persona (come nel mio caso) arriva a 33 anni, si trova davanti a un bivio. O continuare a stare lontano da casa e girare per la Sicilia o avvicinarsi a casa e cercare di fare altro. Facendo questa scelta, ho potuto fare anche altro che concerne la mia vita privata. Nonostante venissi dall’Eccellenza ho sposato la causa in Prima Categoria, dove abbiamo fatto un super campionato, culminato con la vittoria. Non c’erano rivali oggettivamente. Poi anche in Promozione, dove abbiamo trionfato ai playoff. Sono stati due anni belli, intensi e importanti. Ho conosciuto tantissime persone, alle quali sono rimasto particolarmente legato. Il progetto che avevo sposato aveva l’idea di arrivare in Eccellenza nel giro di due anni, cosa che in effetti si è rivelata nella maniera più corretta e puntuale possibile. Contento di averne fatto parte”.

La retrocessione e la fine del percorso a tinte gialloverdi

Come anticipato, c’è stato un grande approfondimento da parte del centrocampista palermitano nei confronti degli ultimi 12 mesi vissuti in gialloverde, culminato con il penultimo posto nel massimo livello regionale: “L’ultimo anno – purtroppo – non è stato come lo immaginavo. Magari lo stare lontani da troppo tempo da questo tipo di categoria, ha fatto pensare senza neanche accorgersene che fosse facile raggiungere un certo tipo di obiettivi. Invece per ottenere un determinato tipo di risultati bisogna essere in tanti, con una costruzione della squadra all’altezza del compito, un allenatore all’altezza e una dirigenza all’altezza. Quando una società retrocede, vuol dire che almeno una di queste componenti non ha funzionato. Per non dire tutte. Chiaramente non è questione di dare colpe. Troppo facile puntare il dito sui giocatori o sugli allenatori o sulla società. In questi casi, invece, è meglio suddividere le responsabilità in parti uguali, di quanto successo. Ognuno si deve prendere le proprie”.

Tra l’altro, Palazzo, attuale giocatore del Lascari Cefalù, ha confessato ai microfoni di Sporticily, di aver fatto notare a chi dovere già all’alba della stagione 2023/24, qualche problema di diversa natura: “Io, dicendo sempre la verità e data la mia esperienza da 37enne navigato in queste categorie, all’inizio avevo già notato qualcosa di strano, soprattutto durante la preparazione. Avevo cercato di dare suggerimenti, ma per ascoltare certi consigli si deve avere la massima considerazione della persona che te li sta dando. Io percepivo una sopravvalutazione di quello che era il gruppo squadra, rispetto a quelli che erano i piani. Se fai l’Eccellenza e pensi di salvarti tranquillamente, non considerando i potenziali scivolamenti vari, è lì che arriva l’errore. Così è stato, tra giocatori che venivano e andavano via. Perdi Maniscalchi alla prima amichevole, un gruppo mai unito del tutto. Uno spogliatoio che non riesce mai a crearsi anche per il fatto che ci allenavamo a Bagheria e non avevamo mai la possibilità di stare tutti insieme lì, vista la suddivisione che c’è al Comunale, divisa in tre blocchi. Mister Correnti, inoltre, aveva problemi lavorativi e quindi molte volte iniziava gli allenamenti Ferrara. Poi Pippo ha capito che non poteva continuare e siamo rimasti con Giancarlo. Il quale insieme alla società aveva trovato la quadra a dicembre. Portando più di un giocatore che ci ha dato una mano. Ma è mancata – realmente – la figura del presidente, che in quel periodo per motivi personali è potuto stare veramente poco vicino alla squadra. La squadra ne ha risentito. In sintesi è stato un anno travagliato, dove secondo me ci sono state tante cose che potevano evitare il finale che tutti conosciamo.

Alla fine dei conti, è rimasta solo ed esclusivamente l’esperienza fatta e tanta amarezza: “Comunque sia, la prendo come esperienza, che mi fa crescere a livello personale e che fa crescere la società Aspra, in caso di ritorno in Eccellenza. Nelle ultime cinque addirittura mi sono ritrovato allenatore, cosa che mi era capitata di fare per pochissime gare a Mazara, quando ero capitano. In quel momento facevo entrambe le cose e mi ritengo soddisfatto per aver dato in quelle pochissime sfide affrontate un’impronta alla squadra. Una visione diversa del calcio, quello che piace a me. Ma a prescindere da questo il risultato è rimasto invariato, ovvero la retrocessione meritata. Non si doveva aspettare, c’erano state delle avvisaglie, aimè, mai colte. Inoltre mi sento di aggiungere una cosa. Non mi aspettavo questo trattamento dall’Aspra, a fine della scorsa stagione. Avrei preferito un chiarimento e una chiacchierata diversa, magari con tempi diversi a quelli a me rivolti. Invece dopo vari temporeggiamenti ho capito che era tempo di cambiare”.

Redazione Sporticily
Redazione Sporticilyhttps://sporticily.it
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