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Giammarva: “Frosinone-Palermo ha cambiato il destino. Di certo c’era qualcosa sotto…”

Il Palermo di Eugenio Corini si prepara alla prossima sfida di campionato che vedrà i rosanero impegnati sul campo del Frosinone. Il match tra i rosanero e i ciociari andrà in scena allo stadio “Benito Stirpe” sabato 17 settembre alle ore 14.00. Una partita diversa dalle altre quella che i rosanero si accingono a disputare contro i gialloblu, il ricordo del giugno 2018 è ancora fresco. Quella finale di ritorno dei play-off di Serie B resterà per sempre nella memoria dei tifosi del Palermo: il rigore prima concesso dall’arbitro La Penna e poi cancellato, il lancio dei palloni in campo nei minuti finali e la promozione in Serie A mancata all’ultima curva.

Il ruolo di presidente per il club Viale del Fante in quel momento era svolto da Giovanni Giammarva che, nel corso dell’intervista rilasciata a ‘Il Giornale di Sicilia’, ha ricordato quel giorno: “Quella partita lì ha cambiato il destino del club, ma nessuno mi toglie dalla testa che questo destino partisse da qualcos’altro”.

Giammarva ricorda quel Frosinone-Palermo

L’allora presidente del Palermo, Giovanni Giammarva, ha raccontato alcuni episodi in cui fu protagonista la sera di quella maledetta finale: “Ricordo che il Frosinone l’ha vinta con tutta una serie di escamotage di basso profilo. Ripenso anche all’accoglienza che ci riservò il pubblico quando andai a salutare i nostri tifosi: mi diedero tutti del mafioso senza neanche sapere chi fossi. L’unico signore fu Stirpe. Longo? Se ne uscì – conclude Giammarva – con una frase sui bilanci a posto del Frosinone, ma come può un allenatore di una squadra di calcio porsi questo tipo di problemi?”.

“La promozione in A avrebbe cambiato il futuro del Palermo”

L’ex presidente del Palermo, durante l’intervista concessa a ‘Il Giornale di Sicilia‘, si è soffermato nuovamente sulle vicende societarie che nella stagione successiva portarono il club al fallimento: “Non si è mai capito da dove nacquero i problemi del Palermo. Si è tirato fuori un problema di deficit patrimoniale, si è puntato il dito sulla cessione di Mepal, quando diverse società di calcio anche ai massimi livelli hanno fatto operazioni di cessione del marchio. Se il Palermo avesse centrato la promozione in A sarebbe cambiato anche il futuro. Il disastro, poi, si sarebbe potuto evitare anche stando in B”.

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