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Geraci, Mirto: “Partiti in ritardo, contro la Pro Favara nulla da perdere”

La storica cavalcata di quattro anni dalla Prima Categoria fino alla Serie D sulla panchina del Castiglione di Sicilia, seguita da una mancata salvezza nel massimo campionato dilettantistico. Le tre stagioni di vertice che hanno portato dalla Promozione alla Serie D anche la Leonfortese, i campionati vinti alla guida di Giarre e di nuovo in quel di Leonforte. Gaetano Mirto, allenatore del Geraci, vanta una parabola professionale brillante e di livello, caratterizzata dalla capacità di conferire identità tattica e mentalità vincente alle squadre da lui allenate. Il tecnico randazzese ha concesso un’interessante intervista alla redazione di Sporticily.it in cui ripercorre il suo ultimo semestre in terra madonita: “Sono contento dei risultati raggiunti, con tutte le problematiche che abbiamo avuto, siamo riusciti a fare un buon girone d’andata, giocando anche bene. Abbiamo fallito poche partite, due per l’esattezza. Tutto sommato abbiamo fatto un bel gioco abbinato ai risultati. Siamo partiti in ritardo e l’abbiamo pagato, ma posso reputarmi soddisfatto”.

L’AC Geraci di Mirto è attualmente posizionato all’ottavo posto del girone A di Eccellenza, a quota 19 punti. La zona playoff come quella playout distano tre punti, questo significa che la categoria è equilibrata e tutto può cambiare nel giro di poche settimane. Ne sanno qualcosa proprio Fernandes e compagni, protagonisti di un solo punto nelle prime cinque giornate di campionato: “L’inizio è stato complicato, abbiamo avuto difficoltà a vincere le partite. Nelle prime gare la fortuna non ci è stata amica, in quanto abbiamo perso diverse volte nei minuti finali e abbiamo sbagliato qualche gol di troppo. Però, piano piano, il lavoro paga! I ragazzi hanno acquisito sempre più fiducia in loro stessi e alla fine hanno dimostrato di esserci anche loro”.

Mirto, la figura dell’allenatore e il calciomercato del Geraci

Mancanza di continuità in termini di risultati in buona parte del girone d’andata e due derby persi su tre avrebbero potuto costargli la panchina, ma Mirto ha un’idea abbastanza chiara sulla figura da lui ricoperta: “Io sempre mi sento in discussione! L’allenatore è figlio di nessuno, quindi è sempre sulla graticola. In Italia tutti si sentono allenatori, quindi sei solo e con le critiche di calciatori, staff, dirigenti e tifosi. Un tecnico deve sentirsi sempre in discussione. Del derby con il Castelbuono non me ne può fregar di meno. Per quanto mi riguarda è una partita come tutte le altre, mi dispiace di averla persa naturalmente. Grazie a Dio, da quel momento ci siamo ripresi abbastanza bene e abbiamo fatto risultati su risultati”.

“Tra l’anno scorso e quest’anno parliamo di tipologie di giocatori e categorie completamente diverse. C’è una bella spanna tra Promozione ed Eccellenza. Avere 20 giocatori di nazionalità diversa non è facile, ma quello che comanda è il pallone. Basta guardarlo mentre rotola e si entra nei meccanismi”. Anche sul tema calciomercato, l’ex allenatore del Paternò ha un pensiero ben preciso: “La cessione di Bressan rappresenta semplicemente un giocatore in meno, come tanti altri che se ne sono andati. Se era Maradona non sarebbe neanche passato da noi. Si troverà un sostituto tranquillamente. Obbligatoriamente faremo qualcosa in termini di operazioni in entrata. Il Geraci si ritrova una rosa abbastanza ristretta a causa di partenze ed infortuni. Sta arrivando qualche giocatore. Su Serio non posso dire nulla, io faccio l’allenatore”.

Il gioco del Geraci di Mirto, il futuro passa dalla salvezza

Un percorso positivo al culmine di un girone d’andata denso di carattere, autorevolezza e voglia di provare ad imporre il proprio gioco, con un’interpretazione dei match gagliarda e marcatamente audace. Un Geraci che si è sempre mosso in maniera organica ed armoniosa con il suo 3-5-2 aggressivo e propositivo. Questo il commento di Mirto sul gioco espresso, ai nostri microfoni: “Noi ci giochiamo tutte le partite a viso aperto. Nessuno scende in campo per non vincere le partite. Le gare vanno giocate tutte. Sicuramente ci piace giocare, amiamo stare abbastanza alti quando l’avversario ce lo permette. Ho la fortuna di avere una buona squadra, tecnicamente valida e vogliosa. Non sono per nulla dispiaciuto dal gioco espresso dalla mia squadra, sia in fase offensiva che in fase difensiva. Sicuramente potevamo fare qualche punto in più, con maggiore cattiveria. Questo ci manca, gli attaccanti sono bravi ma hanno pochi campionati sulle spalle. Miglioreranno, ma qualche gol ci manca sicuramente. Qualche partita da vincere facile facile c’era, con delle situazioni che non abbiamo concretizzato. Ci vuole la necessaria decisione per vincere. Ma è questa la tipologia della squadra giovane”.

Geraci è un paese di poco più di mille anime, è una società neopromossa in Eccellenza e nella sua storia non è mai andata oltre questa categoria. Gaetano Mirto ha parlato degli obiettivi di questa stagione, evitando di sbilanciarsi sulle prospettive future della società madonita: “Oggi l’ambizione è quella della salvezza. Per quelle future ci pensa il Presidente. L’allenatore sta sempre con la valigia in mano, per andare e per venire. Sono tutte chiacchiere perse quelle dei progetti a medio-lungo termine. Quando vai bene sei ok, quando non vinci non sei più ok. Un tecnico non può mai disfare la valigia”.

Sfida alla Pro Favara

La Leonfortese è sempre rimasta nel cuore di Mirto, per i successi raggiunti e gli anni vissuti in simbiosi. Questo il pensiero del mister sulla situazione del club, che milita nel girone B di Eccellenza e lotta per non retrocedere: “Mi sta molto a cuore, ci ho allenato per ben sette anni, sono tanti. Ci ho vinto tantissimi campionati, la definirei come casa mia. Il cambio di denominazione sociale – che non c’è stato – è stato una provocazione nei confronti di chi non gli permette di usufruire del campo di Leonforte. Una città importante, non può permettersi di andare in altri campi. A quanto ho saputo, qualcosa la stanno sistemando e potrebbero tornare presto a giocare davanti ai loro tifosi”.

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Mirto, infine, ha chiosato così sul suo Geraci e la ripresa del campionato, che vedrà i madoniti impegnati domenica contro la corazzata Pro Favara: “Credo nella salvezza. Ho a disposizione una buona squadra, c’è qualche problema che andremo a colmare. I ragazzi si sacrificano, tengono alla maglia e sono caratterizzati da grande abnegazione. Io che alleno non posso non credere nell’obiettivo di mantenere la categoria in maniera diretta e di toglierci grandi soddisfazioni. Adesso riparte il campionato. E’ una gara fine a se stessa, importante. Si affronteranno due squadre che hanno ambizioni completamente diverse. Noi non abbiamo niente da perdere, il Favara si. Ci giocheremo la partita a viso aperto e cercando di divertirci. Molti giocatori non recupereranno”.

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