Francesco Di Mariano ricorda lo zio Totò Schillaci, il giorno dopo la sua morte. Il centrocampista del Palermo, presente già da ieri alla camera ardente allo stadio Renzo Barbera, ha parlato ai microfoni dei giornalisti presenti. “Uan persona così buona e voluta bene da tutti è andata via molto presto. Ricordo quanto ha lottato, è stata veramente dura. Fino all’ultimo ci ha provato, ma questa battaglia non è riuscito a vincerla”, ha detto.
Francesco Di Mariano racconta Totò Schillaci
Durante il capannello, Di Mariano ha raccontato i suoi ultimi incontri e scambi di parole e di pensieri con Totò Schillaci. “Mentre mi trovavo in ritiro l’ho sentito e sembrava tanto forte. Ricordo che il 31 agosto, dopo che ero tornato dal ritiro, ero a casa sua e l’ho sentito molto positivo. Questo mi era piaciuto. Abbiamo parlato di cose di calcio. Mio zio per me è stato molto importante, in famiglia sono stato l’unico a fare un percorso calcistico come lui. Io sono cresciuto nella sua scuola calcio con l’idea di arrivare ai Mondiali come lui. Ero molto piccolo, sognavo questa cosa qua. Ogni volta che andavo al campo mi dicevano di guardare i video di mio zio. Sono cresciuto sempre con l’idea di fare come lui, che era partito dal nulla. Per me è sempre stato un riferimento, spero che lui sia stato orgoglioso di me”.
Francesco Di Mariano è nato molto dopo rispetto ai Mondiali di Italia ’90. In quella edizione della Coppa del Mondo, è brillata la stella di Totò Schillaci: “Ho solo visto i video su Youtube, è stato molto emozionante. Si vedeva tutta la passione e la sofferenza di un uomo che ha fatto tanti sacrifici per arrivare dove è arrivato. Dai racconti di mia madre e dei miei zii mi è arrivata una persona di una bontà unica”.
Il sogno a Palermo
Fin da piccolo, Francesco Di Mariano ha potuto contare sui consigli di Totò Schillaci. Questo è quello che gli ha detto quando si è approcciato al calcio dei grandi, dopo aver frequentato la scuola calcio dello zio: “Mi ha sempre detto di pensare sempre a me senza ascoltare nessuno. Dovevo pensare solo al calcio e alla famiglia, e crederci fino alla fine come mi ha sempre detto lui. Mi diceva che i tempi del calcio erano cambiati e che dovevo seguire le mie ambizioni”.
Sono stati tanti i bambini come lui, cresciuti nella scuola calcio di Totò Schillaci. Lo stesso Di Mariano si è reso conto della presa che aveva lo zio nei confronti della gente di Palermo: “Mio zio si è ritirato nel 1999 e io sono nato nel 1996. Lui in quel periodo non era molto presente nella scuola calcio perchè viaggiava. Quando tornava la scuola calcio era piena per via del bel ricordo che aveva lasciato. A Palermo era visto quasi come Maradona, la gente lo ammirava”.
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Ora Francesco Di Mariano, ormai da tre stagioni, prova a vivere quella sfida di Palermo che Totò Schillaci non ha mai potuto affrontare. Giocherà anche per lui, con il desiderio di renderlo orgoglioso ancora una volta: “Per me questa è stata una sfida grandissima. Quando ero piccolo il Palermo mi voleva ma ho deciso di fare esperienza fuori per crescere. Poi sono tornato e lui mi ha detto ‘ce l’hai fatta a venire qui’. Spero di potergli dedicare un gol”.

