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Delfini Blu, lo sport oltre la disabilità: “Il sogno è aprire un centro sportivo”

Quando si sono lanciati in questa avventura, nel 2017, a malapena riuscivano a mettere insieme i giocatori necessari per affrontare un qualsiasi avversario in un campo di pallanuoto. Oggi, Blasco Di Maio e Riccardo Guaresi si guardano indietro e non sanno ancora spiegarsi bene come gli iscritti alla loro Asd, i Delfini blu di Palermo, siano passati da 7 a 70, divisi fra atleti di pallanuoto, nuoto, nuoto sincronizzato, atletica leggera, tennis e calcio.

I Delfini Blu, precursori nella pallanuoto per disabili intellettivi

“Siamo stati dei precursori, la prima squadra di pallanuoto per atleti con disabilità intellettivo-relazionale. All’inizio abbiamo provato per gioco, partendo dal nuoto. Ma ci siamo resi presto conto che avremmo potuto raccogliere frutti anche a livello agonistico”. A raccontarlo è Riccardo Guaresi, il tesoriere e allenatore dei Delfini Blu.

È lavorando con costanza e dedizione che sono arrivati i tre titoli nazionali Fisdir nella pallanuoto, nel 2021, 2022 e 2023, oltre ai due titoli nazionali di nuoto promozionale nel 2021 e nel 2023, con l’argento nel 2022. Per non parlare delle innumerevoli medaglie conquistate nelle gare regionali in questi sette anni di attività. Lo scorso anno, in particolare, è stato da incorniciare, con i due record italiani di nuoto Fisdir e i diversi podi nazionali di categoria ottenuti.

Non solo piscina, tutto “merito” del covid

Nel frattempo, dalla piscina i Delfini Blu si sono trasferiti anche sulla pista di atletica e sui campi di calcetto, calcio e tennis. Proprio su quest’ultima disciplina sono riposti gli obiettivi della stagione 2024, con il prossimo debutto sul palcoscenico regionale e nazionale, grazie ad uno staff che negli anni è stato ampliato.

A far sognare in grande i due ex pallanuotisti ci ha pensato il lockdown del 2020. “Il Covid è stato il punto di svolta perché ha rilanciato tutto il mondo, non solo quello sportivo. Dopo essere stati chiusi in casa, c’era ancora più voglia di ripartire con più grinta, di lanciarsi in nuove sfide”, ha ricordato Blasco Di Maio, presidente, allenatore e psicologo dell’Asd.

Da quel momento, sono fioccate nuove richieste di iscrizione da parte delle famiglie di ragazze e ragazzi di diverse età. “Abbiamo dovuto anche ampliare l’offerta e, quindi lo staff, per riuscire ad accogliere quanti più atleti possibile, seguendoli con grande serietà grazie al supporto di dottoresse e psicologhe che da sempre si occupano dell’aspetto clinico-terapeutico delle attività”.

Un po’ di “cattiveria agonistica” per spronare gli atleti a migliorarsi anche nella vita

Vero esempio di integrazione promosso dai è l’aver riunito atleti cosiddetti “normodotati” con atleti autistici, ma non solo. Negli anni si sono aggregati ai Delfini Blu anche atleti con sindrome di Down, sindrome di Williams e X fragile. 

A parole, i ragazzi rappresentati da Eros Negro, Chiara Siragusa e Alessio Casalicchio, dichiarano di volersi soltanto divertire. La verità però è che nessuno vuole rinunciare alla sana competizione. Solo Alessio si fa scappare che, oltre al piacere di stare insieme a compagni e allenatori, quello che conta per lui è “la disciplina” e che vuole “lavorare sulla velocità nel nuoto”.

Un’ambizione che piace all’allenatore Blasco Di Maio. “La giusta dose di cattiveria agonistica ci sta. Tutti loro sono atleti al cento per cento e la fame di risultati serve a spronarli a fare sempre meglio”, ha sottolineato.

È così che dal 2017 ad oggi la soddisfazione più grande per Blasco e Riccardo non è stata la conquista di titoli e “chili” di medaglie. “Ciò che ci rende felici più di ogni altra cosa – svelano i due fondatori dei Delfini blu – è aver visto crescere queste ragazze e questi ragazzi nelle autonomie. Sono migliorati non solo sul campo, ma anche nel mondo. Hanno raggiunto traguardi importanti, a livello accademico e personale. Il tutto, di pari passo con i risultati sportivi. Perché i valori che ti dà lo sport te li porti nella vita di tutti i giorni”.

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I Delfini Blu sognano in grande: “Non ci accontentiamo”

A crescere, però, non sono stati solo i tesserati. Quelli che all’inizio erano due ragazzi poco più che ventenni in questi sette anni sono diventati uomini. E non hanno mai smesso di sognare in grande, adeguando le loro ambizioni in base al contesto.

Da settembre, ad esempio, hanno vinto un bando per la gestione della palestra della scuola Vittorio Emanuele Orlando e beneficeranno di parte dei contributi che la giunta Lagalla ha messo a disposizione delle società sportive che ne hanno fatto richiesta, dimostrando di aver preso parte nel 2023 a gare e campionati nazionali. 

“L’obiettivo per il futuro è di mantenere viva la voglia di fare trasferte in tutta Italia e, perché no, aprirci anche alla possibilità di gareggiare in competizioni internazionali. Ma il sogno più grande è riuscire ad aprire un centro sportivo tutto nostro, con piscina, pista di atletica, palestra, campo da tennis e da calcio, per poter riunire in un unico luogo tutti gli sport”, ha rivelato Riccardo Guaresi.

Progetto troppo ambizioso per due ragazzi? Poco importa. Il bello è continuare a lavorare con passione, per provare a trasformare il sogno in realtà.

A cura di Alessia Anselmo

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