Jacopo Dall’Oglio ha vissuto tante esperienze in carriera, ma certamente una delle più sentite è quella con il Catania. Il centrocampista ha vestito la maglia rossazzurra dal 2019 al 2021, prima del discusso trasferimento al Palermo. In un’intervista rilasciata in esclusiva ai microfoni di Sporticily, il giocatore siciliano, oggi al Milazzo, ha ripercorso quegli anni intensi e svelato la verità su quella cessione. Sebbene l’esperienza in terra etnea si sia chiusa per lui con l’amaro in bocca per come è terminato quel rapporto, oggi nutre ancora grande affetto per la piazza e per chi sta provando a riportarla tra i grandi.
Dall’Oglio e l’avventura a Catania
Jacopo Dall’Oglio ammette di essere stato sempre attratto dalla possibilità di vestire la maglia del Catania. E le occasioni, nel corso della sua carriera, non sono mancate: “Quando giocavo nella Reggina in Serie B sono stato accostato al Catania più volte, negli anni in cui era in Serie A. Sinceramente speravo che prima o poi la chiamata sarebbe concretamente arrivata. Dopo aver fatto quattro anni stupendi a Brescia, poi, chiesero ufficialmente di me. È sempre stata una piazza importante, che mi affascinava. In più, il centro sportivo era un importante punto di vantaggio rispetto ad altri club”.
È per questo motivo che la proposta degli etnei gli apparve sostanzialmente irrinunciabile. “Quando arrivò la chiamata dell’allora direttore sportivo Pietro Lo Monaco, che mi propose tre anni di contratto in maglia rossazzurra, ero felicissimo. La mia prima partita fu in Coppa Italia contro il Venezia. Da lì, sono trascorsi due anni bellissimi. Il primo forse un po’ ostacolato dal Covid, ma il secondo è probabilmente uno dei migliori anni della mia carriera, anche perché ho realizzato 5 gol e 7 assist”.
L’addio e il passaggio al Palermo
Tutti ricordano come si concluse quell’esperienza, ma i retroscena del trasferimento di Jacopo Dall’Oglio dal Catania al Palermo sono rimasti a lungo ignoti. “Non ho mai raccontato a nessuno cosa accadde. Quando sono partito per il ritiro con i rossazzurri, nell’estate del 2021, c’era grande entusiasmo e ambizione nell’ambiente. Durante la preparazione, però, la società mi chiamò per dirmi che dovevano necessariamente abbassare il monte ingaggi e che entro le 18 di quello stesso giorno avrei dovuto lasciare il gruppo. Il mister Francesco Baldini non voleva che andassi via, ma la decisione da parte della società era già stata presa”.
Non fu poca l’amarezza, ma il suo entourage era già all’opera per trovare una nuova destinazione. “Qualche giorno prima di questa comunicazione, l’allora direttore sportivo del Palermo, Renzo Castagnini, mi aveva chiamato per sondare il mio interesse. Con grande sincerità, avevo rifiutato. Gli dissi che mi trovavo benissimo a Catania, che ero in una piazza che amavo e che avevo fatto bene l’anno precedente, per cui volevo dare continuità a quell’esperienza. Dopo la rottura, però, lo richiamai. Nel giro di poche ore sono passato dall’allenarmi in ritiro con il Catania al fare le visite mediche con il Palermo“.
In tanti, tra i tifosi etnei, non presero bene questo passaggio. “La gente, non sapendo come sono andate realmente le cose, mi ha attaccato. Me ne hanno dette di ogni, non la presero affatto bene. È normale, fa parte del mio lavoro. Io a Catania ci avevo lasciato veramente il cuore, ma a quel punto ho messo una corazza e sono andato a Palermo“.
Il rapporto tra Dall’Oglio e Biagianti
Parlando dell’esperienza col Catania, Dall’Oglio ricorda bene un compagno che ha dato un importante contributo alla causa etnea e che lo fa tuttora, come allenatore della Primavera. “Con Marco Biagianti ho un rapporto bellissimo. Ci ho giocato insieme il primo anno che sono arrivato a Catania e mi ha accolto da capitano vero. Parliamo di un ragazzo che ha fatto per tanti anni la Serie A con la fascia al braccio per i rossazzurri. Se una persona arriva a fare tutto questo, vuol dire che ha dei valori importanti oltre ad essere un bravo calciatore”.
Tra i tifosi, in queste settimane in cui la panchina è rimasta vacante, c’è qualcuno che ha chiesto a gran voce la sua promozione in prima squadra. “Ci siamo sentiti ultimamente e ne abbiamo parlato. Anche durante il periodo in cui fu esonerato Domenico Toscano si aprì per lui la possibilità di allenare la prima squadra. Penso che sia un suo vero e proprio sogno”.
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Torre del Grifo
Infine, Jacopo Dall’Oglio ha parlato di un luogo che oggi il Catania vorrebbe ritrovare: il centro sportivo di Torre del Grifo, che potrebbe essere elemento essenziale per il futuro del club. “Sono felicissimo che Ross Pelligra lo abbia ripreso. È un’infrastruttura nata in funzione del Calcio Catania ed è giusto che torni in mano a questa società, senza che diventi un luogo dove si allenano squadre esterne o peggio che venga abbandonata”, ha concluso.

