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Catania, perché riacquisire il vecchio logo: opportunità e rischi di lasciarlo ad altri

La questione aperta dell’acquisizione del vecchio logo del Catania è tornata di moda. Mentre procede la programmazione per la prossima stagione, non passa in secondo piano (almeno nella mente di parte della tifoseria) questa delicata pratica. Perché il fallimento del 2022 è una ferita ancora aperta, e la riappropriazione del proprio stemma (come è stato per Torre del Grifo) può aiutare a sanarla. Ma nelle ultime ore si è riaperta prepotentemente la discussione sul reale interesse della società di Ross Pelligra nell’acquistare tale simbolo, come anche della possibilità che i rossazzurri abbiano dei rivali su questo piano.

Catania, due manifestazioni d’interesse per il vecchio logo: il punto

Le ultime indiscrezioni raccontano di un nuovo duello per un pezzo di storia recente del Calcio Catania: il logo, appunto. Quello del ritorno in Serie A e delle pagine più importanti del pallone rossazzurro. Uno stemma rimasto in mano ai curatori fallimentari del Tribunale di Catania, che pian piano dovevano sviluppare un piano per la vendita di tale bene. Dal 2022 in poi tante sono state le voci di una possibile appropriazione, da parte di Pelligra e i suoi, del vecchio logo. Tutte però seguite dalla parola “attesa”: il Catania ha atteso che ci fosse dapprima una valutazione del marchio, poi che le procedure fossero seguite per bene.

Ma pare che, a fine giugno, qualcosa si sia mosso. Il Catania FC ha presentato una manifestazione d’interesse, con tanto di un’offerta pari a 5.175 euro. Ma, sullo stesso bene, è pervenuta un’altra manifestazione, espressione dell’imprenditoria della provincia etnea, interessata ad acquisire il vecchio logo. Questi avrebbero presentato un’offerta leggermente inferiore a Pelligra, di circa 5.000 euro. L’idea è quella che si apra una sorta di “asta”, come avvenuto per Torre del Grifo. Ma per far sì che questo accada bisogna attendere che la Curatela metta in pubblicità il bene. Da capire i tempi, perché c’è la possibilità che si rimandi tutto a settembre.

Pelligra e Grella vogliono il logo, ma niente salassi

C’è comunque un tema che si solleva puntualmente quando si torna a parlare della questione logo: ovvero quanto il Catania sia disposto a “sforzarsi” per prenderlo. Perché, come detto, il tema è aperto dal 2022-23, prima stagione dalla rinascita sotto Pelligra. Sia il patron che il braccio destro, Vincenzo Grella, non hanno mai negato questa volontà. Anzi, praticamente in ogni conferenza stampa per circa due anni, il vice-presidente si è speso nel dire che quel simbolo dovrà tornare a casa.

È anche vero che non si vorrebbe giungere al punto raggiunto, ad esempio, con Torre del Grifo, dove il Catania ha fatto uno sforzo non indifferente per riprendersi il centro sportivo. Le valutazioni economiche fatte sia dagli uomini della Curatela, sia da quelli delle parti interessate, erano funzionali a capire non solo il reale valore del bene. Ma perché è importante ritornare in controllo di un logo, se già se ne ha uno? La risposta è duplice: da un lato è come ricostruire un legame col passato, accreditarsi come reale seguito di una storia gloriosa. C’è poi una questione più prosaica: si può tornare a sfruttarlo a fini commerciali.

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Il caso Palermo e le possibilità commerciali

L’esempio si è visto a Palermo, dove il presidente Dario Mirri ha lavorato per recuperare il logo degli anni 2000, ma anche per registrare tutti gli altri stemmi del club. Cosa che oggi permette ai rosanero di creare un merchandising legato al vintage, che porta introiti importanti nelle casse della squadra. Un’idea che stuzzica anche il Catania, che non riporterebbe stabilmente il vecchio logo sulle maglie, ma potrebbe valorizzarlo come abbiamo detto.

Allo stesso tempo, gli imprenditori catanesi interessati al logo potrebbero sfruttarlo per opporre un proprio merchandising a quello ufficiale del club. In altre piazze, però, un logo storico è stato usato per creare una squadra e capitalizzare il legame intorno a quel simbolo. È successo a Messina, dove per qualche anno hanno convissuto ACR e FC, rivaleggiando con due marchi storici del calcio peloritano.

Rischi in cui certamente il Catania non vuole incappare, pur tenendo conto delle priorità stabilite dal campo e dai risultati. Solo il tempo dirà come si chiuderà la vicenda, ma Pelligra e Grella guardano con interesse anche a questa partita.

Aldo Sessa
Aldo Sessa
Aspirante giornalista, si occupa degli aggiornamenti sulle squadre di calcio siciliane professionistiche e non solo. Collabora con Sporticily dal 2022 e cura la trasmissione Pillole di Sessa sul calciomercato

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