Ivano Pastore, direttore sportivo del Catania, ha voluto fare un suo personale bilancio della sessione estiva di calciomercato. Il dirigente etneo ha rilasciato una lunga intervista a Telecolor, affrontando varie tematiche tra colpi in entrata e in uscita. Ma ha parlato anche di trattative saltate e, più in generale, di quello che spetta ad un d.s. nel corso di una sessione estenuante di mercato.
Catania, Pastore: “Juve Stabia ha cambiato idea su Quaini, Caturano il presente”
Le parole di Pastore toccano prima di tutto gli ultimi movimenti di calciomercato che hanno coinvolto il Catania. “La Juve Stabia aveva chiesto informazioni su Quaini e i procuratori avevano intavolato una trattativa proponendoci uno scambio con Buglio. C’era il nostro sì, Alessandro sarebbe salito in B e noi avremmo avuto un giocatore importante. Ma i campani hanno cambiato idea. Allegretto, trovando poco spazio, ha avuto un momento di disagio e ci chiesto se ci fossero altre soluzioni. Le abbiamo valutate assieme ma non erano di suo gradimento. Allegretto e Quaini erano tra le conferme volute da mister Toscano, quindi sono rimasti tranquillamente”.
Prosegue il direttore: “Caturano rappresenta la certezza, al pari Forte e Rolfini. Se loro sono il presente, Leonardi è un’operazione per il futuro. Simone, che è catanese, ha fatto bene nella Primavera della Sampdoria ed anche segnato in Serie B. Può essere un giocatore importante per il Catania del futuro, ma c’era poco spazio oggi e abbiamo pensato di mandarlo a giocare per acquisire esperienza in un campionato difficile come la Serie C. Frascatore? Sarebbe arrivato solo in caso di addio di Allegretto. Invece Capomaggio ha voluto seguire mister Raffaele“.
Pastore: “La società mi ha dato fiducia, non dimenticherò le parole di Forte”
Pastore sottolinea come il compito da portare a termine quest’estate fosse tutt’altro che facile. Ma che ha apprezzato la vicinanza della società: “Chi viene a Catania deve farlo per la piazza e non perché può fare un’offerta migliore. La maggiore parte dei giocatori arrivati ha sposato in pieno la nostra filosofia. Cedere tanti giocatori e acquistarne altri, abbassando il monte ingaggi, non è facile per nessuna società o direttore sportivo. In questo caso la soddisfazione è maggiore. Ringrazio la società che ha dato fiducia e valorizzato il lavoro di una persona come me, che sono arrivato a gennaio e dimostrato poco. Anche le parole di Zarbano hanno contribuito alla mia riconferma”.
Il d.s. racconta alcuni retroscena dell’arrivo di un giocatore come Francesco Forte. Più di una scommessa per Pastore: “In molte trattative conta l’approccio personale che hai con i calciatori. Quando ho parlato per la prima volta con Forte al telefono, era già convinto e ansioso di poter vestire la maglia del Catania. Non c’è un prezzo che superi quello che lui ha detto quel giorno. Qui la differenza la fa anche il pubblico, la prospettiva di giocare in una piazza non da Serie C. Forte non è una scommessa, anche se arriva da un’annata particolare per vicende extra calcistiche. Ha le caratteristiche che cercavamo e grande voglia di rivalsa. Nella scelta del giocatore c’è un lavoro di gruppo con Toscano e il suo staff”.
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Pastore: “Catania punta al massimo risultato. Proposta importante per Jimenez”
Pastore parla anche un po’ di sé, del suo lavoro. Ma anche degli obiettivi che la squadra si è prefissata. “Il Catania punta al massimo risultato come tutte le altre squadre. Ci sono mille incognite in un campionato ma vogliamo regalare qualcosa d’importante ad un popolo che aspetta da tempo. Ho un mio modo di lavorare perché mi piace immaginare la costruzione della squadra e cercare di chiudere il disegno quanto prima. Anche se la fretta e la concorrenza ti portano a commettere qualche errore. Ho ancora un foglio di carta, risalente a luglio, in cui ho messo giù la mia ipotetica squadra. Sette acquisti di quest’estate erano su quel foglio. Bisogna saper lavorare in silenzio, con i mezzi che hai. La società ci ha dato la tranquillità necessaria”.
“Inglese? L’ho sentito diverse volte, come ho sempre detto lui voleva venire a Catania. Quando Faggiano è andato a Salerno, è andato in difficoltà. Nel calcio non c’è riconoscenza, ma il ragazzo ha comunque questi valori. Jimenez? Ho parlato con il suo agente ed ho ribadito la nostra proposta di rinnovo. Secondo me è molto importante, parametrata ai calciatori più forti che abbiamo in rosa. Adesso sta a lui decidere se accettarla o meno. Ci auguriamo che presto ci dia una risposta positiva”, conclude Pastore.

