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Catania, le pagelle di fine anno: Cianci certezza, Quaini in crescita, flop Chiricò

Dopo la fine di una stagione 2023/2024 particolarmente lunga, per il Catania è arrivato il momento delle pagelle. La formazione rossazzurra era partita con legittime ambizioni di fare un grande campionato, nonostante lo status di neopromossa. Tuttavia è stata la confusione a farla da padrona, con tre cambi in panchina ma in mezzo la grande soddisfazione data dalla vittoria della Coppa Italia Serie C. Un trofeo che ha consentito di accedere alla Coppa Italia nazionale, ma soprattutto ai playoff di quest’anno. Una corsa interrotta ai quarti di finale, a causa della rimonta da parte dell’Avellino.

In attesa di capire cosa combinerà il Catania in un’estate che potrebbe avere il sapore della rivoluzione, andiamo a vedere le pagelle di fine stagione.

Catania, le pagelle di fine anno: i migliori e i peggiori tra gli etnei

Tra i giocatori del Catania che in queste pagelle di fine anno meritano un voto positivo, troviamo sicuramente Alessio Castellini e Pietro Cianci. Il primo è senza dubbio il migliore tra chi ha disputato tutta la stagione in rossazzurro. Il secondo è invece il “top player” della seconda parte dell’annata. In crescita anche Jacopo Furlan, Alessandro Quaini e Roberto Zammarini, mentre chi ha avuto un impatto subito importante tra i volti nuovi di gennaio è indubbiamente Nana Welbeck.

In tanti hanno ricevuto invece un voto negativo nelle pagelle di fine stagione del Catania. Tra questi spicca Cosimo Chiricò, un vero e proprio flop rispetto alle aspettative iniziali. Male nel complesso anche Davide Marsura e Rocco Costantino, nonostante abbiano contribuito alla magica notte della finale di Coppa Italia. Dietro la lavagna anche Marcos Curado.

I portieri

BETHERS 6 – Il lettone si era preso la maglia da titolare fin da subito, nonostante l’arrivo estivo di Livieri. Poco o nulla da rimproverare al classe 2003, poi la sfortuna si è ricordato di lui. Lussazione della clavicola e stagione finita anzitempo. Chissà se l’estate che sta per arrivare sarà quella del suo ritorno a pieno regime, anche se il Catania vuole alzare l’asticella.

FURLAN 6+ – L’addio di Livieri e il lungo stop di Bethers hanno riportato il portiere ai piedi dell’Etna. L’ex Perugia ci ha messo un po’ prima di mettersi in forma, il Catania ha sentito la sua mancanza ma sul fronte delle pagelle bisogna dargli un voto positivo. Il numero 22 è stato fondamentale soprattutto contro il Messina in regular season e in casa contro l’Atalanta U23 ai playoff.

ALBERTONI 5,5 – Arrivato in corsa proprio per l’infortunio di Bethers, il classe 1995 si è messo in gioco. Era svincolato, quindi fuori allenamento, ma ha fatto quel che ha potuto. In ogni caso non gli si può di certo dare la sufficienza, anche perchè il suo score parla di 10 gol subiti in altrettante gare, con appena 2 clean sheet. Difficile pensare a una sua permanenza in rossazzurro.

I difensori

CURADO 5 – Il centrale argentino era arrivato come una risorsa, ma ben presto si è trasformato in una sciagura. Tante le partite in cui il difensore ex Perugia è stato protagonista di errori imperdonabili. Nel complesso, al di là dei singoli episodi, ha dato la sensazione di non trasmettere sicurezza alla squadra. Il tutto ha portato Zeoli – uno che questo ruolo lo ha fatto con grinta e passione – a metterlo da parte nel finale. Al netto del problema fisico accusato a fine aprile, difficilmente lo avremmo visto in campo ai playoff.

SILVESTRI 6 – Difficile dare un voto negativo, così come nel caso di Bethers, a un giocatore falcidiato dai problemi fisici. Il suo ritorno a Catania era stato accolto con entusiasmo e le sue pagelle stagionali erano state buone quando è sceso in campo. Nelle 14 partite in cui prima Tabbiani e poi Lucarelli lo hanno chiamato in causa, ha dato tutto come sempre. Chissà se la premiata ditta Faggiano-Toscano punteranno ancora su di lui.

MONACO 6,5 – Tornato con l’eredità pesante di papà Gennaro, ha sempre giocato sentendo la maglia rossazzurra come una seconda pelle. Non possiamo non giudicarlo come uno dei migliori nelle pagelle di fine anno del Catania. Anche se ha commesso qualche errore, il saldo è positivo soprattutto per le partite decisive. A Padova ci ha messo la testa nella finale di andata di Coppa Italia. Ai playoff è stato gigantesco, calando alla distanza solo nel secondo tempo di Avellino. Un giocatore che deve far parte della squadra del futuro, in quanto leader carismatico e difensore capace.

CASTELLINI 7 – Senza dubbio il migliore della stagione del Catania, al netto dei voti che si possono dare nelle pagelle. Il più giovane calciatore della rosa è stato a lungo anche il più saggio, quello con la testa ben salda sulle spalle. La sua prima stagione tra i professionisti, dopo la gavetta giovanile e l’anno in D in rossazzurro, è stata eccellente. La ciliegina sulla torta è ovviamente la doppietta da urlo al “Massimino” contro la Juve Stabia. Gli etnei devono ripartire da lui.

KONTEK 6- – Arrivato forse con eccessive aspettative, uno degli “uomini di Lucarelli” ha fatto il suo. L’improvvisa abbondanza nel settore difensivo ha portato prima il suo “mentore” e poi Zeoli a reinventarlo mediano in una linea a 3. Un ruolo che aveva già fatto a inizio carriera e in cui si è disimpegnato bene. Bravo a farsi trovare pronto anche ai playoff come ricambio sia in difesa che a centrocampo. In ogni caso non è quel rinforzo da cinque stelle extralusso.

CELLI 5,5 – Troppo negativo il suo inizio di esperienza a Catania per potergli dare un voto sufficiente nelle nostre pagelle finali. Anche lui arrivato sulla scorta dell’esperienza a Terni con Lucarelli, la sua presenza ha fin da subito causato controversie tattiche. Ha giocato da terzino su entrambe le fasce, da braccetto difensivo e da esterno destro a tutta fascia. Tranne alcune sporadiche situazioni in cui ha fatto il suo compito egregiamente, per il resto è sempre uscito dal campo mostrando lacune e difetti.

HAVERI 5 – Tre presenze per 116 minuti complessivi per un altro giocatore voluto fortemente da Lucarelli. Tuttavia il suo biglietto da visita è stato da film horror: espulsione a Foggia con due cartellini presi in meno di 10 minuti. Tornerà alla base a Torino, sicuramente senza rimpianti.

MAZZOTTA 5 – L’esperto e duttile difensore palermitano ha avuto la “sfortuna” di essere protagonista di un Catania da film dell’orrore. È sceso in campo per 15 volte nella prima parte della stagione, quella del rischio naufragio con Tabbiani e i primi scampoli di Lucarelli. Poi è arrivato il problema muscolare prima dell’uscita dalla lista per il campionato. Il palermitano concluderà sicuramente altrove la sua stagione.

BOUAH 6+ – L’immagine che i tifosi del Catania si porteranno dietro con più piacere, dell’annata dell’ex Reggina, è senza dubbio il gol da tre punti contro la Turris, alla prima di Lucarelli in panchina. Il laterale di scuola Roma è stato in un certo senso vittima del rebus tattico della squadra. Poi, una volta che il suo ruolo di esterno a tutta fascia è stato consolidato, è andato dritto come un treno. Al di là del gol inutile in casa contro il Giugliano, ai playoff è stato prezioso con l’assist a Cianci per la vittoria sull’Atalanta U23. Da riconfermare.

RAPISARDA 5+ – Al capitano non puoi di certo rimproverare la sua presenza sul piano del trasporto emotivo. A volte espresso in maniera sbagliata, come nell’ormai celebre sgridata a Chiarella contro il Giugliano. Nel complesso, il suo voto negativo nelle pagelle di fine anno del Catania deriva da un rendimento di campo al di sotto delle aspettative per un giocatore che approcciava a questa annata con circa 300 presenze tra i professionisti. L’anno prossimo deve essere quello della svolta, per lui e per la squadra della sua città.

I centrocampisti

STURARO 5+ – Il suo arrivo è stato forse salutato da un ottimismo esagerato. Stiamo pur sempre parlando di un giocatore arrivato dalla Turchia dopo una prima parte di stagione passata più in infermeria che in campo. Sul piano umano e della presenza al fianco della squadra, poco o nulla da dire. Certo, l’impatto è stato pessimo vista l’espulsione al debutto con la Casertana. Dopo la squalifica solo 5 gettoni di presenza prima di un altro infortunio muscolare. Ai playoff entra per dare carisma e personalità nel secondo tempo di Avellino, in cui però il Catania naufraga. Difficile vederlo ancora ai piedi dell’Etna nella prossima stagione.

NDOJ 5 – Quel che si è visto quest’anno è davvero troppo poco per un giocatore della sua qualità e della sua esperienza. Come Sturaro, arrivava da una situazione atletica quasi imbarazzante. A differenza dell’ex Juve non ha dovuto recuperare da infortuni dopo il suo arrivo a Catania. Peccato che le sue prestazioni non abbiamo rispecchiato il suo curriculum. Zeoli ha provato a dargli fiducia, a scuoterlo e all’occorrenza a svegliarlo bruscamente. Il suo letargo, però, è proseguito regolarmente fino alla fine.

ZAMMARINI 6,5 – La grinta, la fame e la personalità dell’ex Pordenone è stata una costante di questa stagione del Catania, che lo vede tra i migliori sul piano delle pagelle. Un giocatore poco appariscente, ma che quando si accende sveglia tutta la squadra. I problemi di infermeria lo hanno costretto a tirare la carretta anche oltre il lecito, ma lui non ha fiatato, ha giocato con costanza e abbassando raramente l’asticella delle sue prestazioni. Il Catania, così come per Castellini e pochi altri, deve ripartire da lui.

TELLO 6+ – Anche lui rientra nella categoria di quei giocatori (guardacaso tutti centrocampisti) arrivati a gennaio in ritardo di preparazione. Il nome non basta, il curriculum neanche, ma l’ex Benevento ha provato a mettersi in gioco. In alcune circostanze ha giocato anche in condizioni atletiche da partitella “scapoli contro ammogliati”. Ai playoff si è però visto il miglior Tello, sicuramente non il “prime” della carriera, ma quel che serviva a Zeoli. Può bastare per confermarlo nella prossima stagione?

WELBECK 7- – Il segno “meno” non è una bocciatura, ma un simbolo per metterlo appena sotto a Castellini nelle pagelle del Catania di fine anno. Senza dubbio insieme a Cianci è stato il miglior acquisto di gennaio. A differenza del bomber, però, la sua presenza è stata impattante fin da subito. Grinta, corsa, personalità e cattiveria agonistica: i tifosi rossazzurri gliela riconoscevano già dalla precedente esperienza sotto l’Etna, e anche stavolta non è mai mancata. Uno dei pochi a uscire con l’onore delle armi.

QUAINI 6+ – Un pelo sotto a Zammarini nelle nostre valutazioni, ma solo per lo sconcertante inizio di avventura a Catania. Tabbiani lo ha voluto a tutti i costi, ma ha rischiato di portarselo a fondo con lui. Per fortuna Lucarelli e soprattutto Zeoli gli hanno dato quel ruolo di regista difensivo che gli calza a pennello. E così, soprattutto negli ultimi 2 mesi e mezzo, l’asticella del suo rendimento è salita a dismisura. L’ex Fiorenzuola ha ancora 25 anni, in rossazzurro può diventare un giocatore importante.

PERALTA 6- – Un altro giocatore arrivato per espressa richiesta di Lucarelli, capace di accendere il suo talento solo a fasi alterne e per giunta abbastanza rare. Peccato che nel momento in cui era entrato nel ritmo giusto, un infortunio patito contro il Messina lo abbia messo fuori gioco. Il più grande “what if” dei playoff del Catania è proprio questo: come sarebbe andata con un Peralta in più ai playoff?

Gli attaccanti

MARSURA 5 – Alzi la mano chi si aspettava un giocatore dominante sul piano tecnico e atletico, fin dal suo arrivo in ritiro a Ragalna. Bene, sappiamo che siete stati in tanti, quasi certamente tutti delusi. L’ex Ascoli è stato a lungo abulico, per nulla trascinante, quasi divorato dalla pressione di giocare a Catania. Lo score parla di appena 2 gol e 4 assist in 31 presenze. Un bottino a dir poco misero, considerando le aspettative che si portava dietro. Ora deve essere lui a decidere cosa diventare “da grande”. Il passato recente, però, non gli offre grandi disponibilità.

CICERELLI 6+ – Anche lui è arrivato sotto aspettative molto alte. Tuttavia l’ex Salernitana è stato bravo a superare due ostacoli importanti, ovvero una forma da ritrovare e un ruolo da assorbire nel miglior tempo possibile. Una delle ali potenzialmente più devastanti della Serie C Girone C si è ritrovata come d’incanto a fare il quinto a tutta fascia. Una posizione nuova in cui si è spesso disimpegnato molto bene. Le pause che toccano ai giocatori di estro non potevano non riguardare anche lui. Da dimenticare in particolare l’espulsione di pura frustrazione rimediato contro il Giugliano.

CHIRICÒ 4,5 – Pochi dubbi: il peggiore del Catania nelle pagelle di fine anno non può non essere lui. Mino era arrivato con l’idea di essere il vero top player dei rossazzurri. Tuttavia è stato il peggiore, sia rispetto alle aspettative che in generale per il suo apporto alla squadra. Per carità, 6 gol e altrettanti assist non sono uno score da buttar via. Il suo voto estremamente negativo nasce dallo scarsissimo impatto sul club in termini di personalità, di capacità di trascinare. Tanto che ai playoff, in cui il Catania ha giocato 4 autentiche battaglie, è stato in campo appena per 45 minuti, quelli pessimi del primo tempo al “Massimino” contro l’Atalanta U23.

CHIARELLA 6 – Difficile dare un voto negativo a un giocatore che ci ha sempre messo tutto se stesso, per giunta alla prima vera esperienza tra i professionisti e in una formazione la cui veste tattica mal si sposava con le sue abilità. L’ex Pescara è stato coccolato e gestito al meglio soprattutto da Zeoli. Zorro ha speso sempre belle parole per lui e lo ha schierato quando lo ha ritenuto più opportuno. Un diamante ancora grezzo, che attende il momento giusto per esplodere.

DI CARMINE 6 – I numeri non mentono mai. E quando un attaccante del suo pedigree segna appena 8 gol, qualcuno potrebbe parlare di bocciatura. Tuttavia, a 35 anni suonati e con tre stop stagionali per infortunio, il bomber ha fatto di tutto per dare una mano al Catania. Persino giocare senza aver del tutto assorbito l’infortunio alle dita dei piedi patito a fine febbraio. I gol a Giugliano all’andata e nel derby del “Massimino” col Messina sono gli highlights più belli della sua annata.

COSTANTINO 5 – Tagliamo subito la testa al toro: nel complesso lo scorcio stagionale a Catania del centravanti è da 4. Il voto però sale per quel colpo di testa che ha regalato ai rossazzurri la Coppa Italia. Anche perchè quello è stato uno dei 2 gol segnati da gennaio in poi, se si considera la rete al derelitto Brindisi. Un giocatore che è apparso anche fuori forma, e se consideriamo le condizioni in cui ha giocato Di Carmine (il suo “rivale”) il giudizio non può non essere negativo.

CIANCI 6,5 – Uno spezzone di stagione in assoluto crescendo per il centravanti, il quale di certo non si preoccupa all’idea di giocare sotto pressione. Lo dimostra proprio il fatto che le sue migliori prestazioni offensive sono coincise con le gare in cui il pallone pesava di più. Ha bucato l’Avellino in entrambe le gare, ha deciso la sfida sul campo dell’Atalanta U23, ha cercato di tenere in vita i suoi contro Turris e Giugliano in due autentici scontri per la sopravvivenza. Il bomber barese potrebbe essere l’uomo su cui puntare per la prossima stagione.

Catania, le pagelle dei tecnici rossazzurri

TABBIANI 5 – Parliamoci chiaro, il tecnico genovese ci ha capito poco ma è colpa sua solamente in parte. Il mister si era imbarcato verso la Sicilia con un progetto ben definito in mente. Peccato che i giocatori da lui richiesti (in primis Quaini) siano arrivati tardi e soprattutto sia venuta meno una figura come quella di Laneri al suo fianco. Ben presto Tabbiani è rimasto solo, soffocato dalla pressione di dover fare bene a tutti i costi e con poco margine per imporre il suo gioco. L’esonero, causato anche da una scarsa protezione nei suoi confronti da parte del club, è stato l’esito inevitabile.

LUCARELLI 5- – Ebbene sì, al figliol prodigo tocca un voto ancor più basso rispetto al suo predecessore. A pesare su questo giudizio nelle pagelle di fine anno del Catania è stata l’assenza di equilibrio tra il dire e il fare del tecnico livornese. Un uomo che come sempre ci ha messo la faccia, è stato anche incaricato di fare richieste (e a volte trattare) per gli acquisti di gennaio. Peccato che ci abbia messo davvero poco del suo per raddrizzare la rotta. L’addio di comune accordo è stato un gesto “da Lucarelli”, ma siamo ben lontani da un giudizio quantomeno sufficiente.

ZEOLI 7,5 – Forse Zorro è l’unico a uscire da questa stagione a testa totalmente alta. Il tecnico romano sa cosa vuol dire lottare, spegnere il rumore attorno a una squadra e anche sgomitare in uno spogliatoio tutt’altro che compatto. Lo ha fatto con la sua forza, con le sue idee e con la sua esperienza. E anche fronteggiando attacchi di dubbio gusto al di fuori del campo. Con lui alla guida, più umana che tecnica, il Catania e i catanesi hanno avuto la sensazione che nessun traguardo potesse essere precluso. Tanto da rimanerci malissimo per una sconfitta contro una delle favorite ai playoff. Sarà per sempre l’uomo del miracolo Coppa Italia, che ha saputo rimettere in sesto una barca letteralmente ripescata dal naufragio. Solo applausi per lui, che difficilmente ripartirà dalla città del Vulcano, ma sicuramente merita una chance per continuare a dimostrare di essere un vero condottiero

Francesco Cammuca
Francesco Cammuca
Uno dei fondatori di Sporticily, vive il giornalismo sportivo (e non solo) sul campo dal 2009. Dalle sue dita arrivano articoli approfonditi e a volte taglienti, la sua voce è una di quelle che raccontano le vicende delle squadre di cui la nostra realtà si vanta di essere Media Partner.

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