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Catania-Latina non si gioca: è il derby dei fallimenti di Benedetto Mancini

Catania e Latina non scenderanno in campo quest’oggi in occasione della trentaseiesima giornata di Serie C. Il club etneo, infatti, è stato estromesso dal campionato a seguito della cessazione dell’esercizio provvisorio. I giudici della sezione fallimentare del Tribunale siciliano hanno messo un punto alla storia gloriosa dei rossazzurri. Gli uomini di Francesco Baldini, dopo avere collezionato successi su successi sul campo, dovranno assentarsi negli ultimi tre turni della stagione. È forse un segno del destino che proprio nella giornata odierna avrebbero dovuto affrontare i nerazzurri? Una società che qualche anno fa ha vissuto il medesimo dramma. Quello in programma alle 14.30, infatti, sarebbe dovuto essere il derby di Benedetto Mancini, ma è soltanto il derby dei suoi fallimenti.

Benedetto Mancini, dal Latina al Catania: una storia che si ripete

La storia nel mondo del calcio di Benedetto Mancini è iniziata infatti proprio in quel di Latina. Nel corso della stagione 2016/17 l’imprenditore manifestò l’intenzione di acquistare il club nerazzurro, che allora militava in Serie B ma che versava in condizioni debitorie preoccupanti. Il 9 marzo 2017, proprio in virtù di tale situazione, il Tribunale dichiarò la società fallita e per consentire il prosieguo della stagione istituì l’esercizio provvisorio. Al bando per l’acquisizione del ramo sportivo d’azienda si presentò proprio il manager romano. Inizialmente mise sul piatto i primi 72.000€, ma poi non versò i successivi 684.000€ propedeutici per il completamento della cessione. La motivazione addotta fu relativa al fatto che, essendo la squadra retrocessa in Serie C, l’interessamento era calato.

Una vicenda parallela a quella del Catania, a differenza che in questo caso mancano motivazioni “esterne”. La squadra di Francesco Baldini, infatti, avrebbe potuto raggiungere persino i play-off di Serie C nel caso in cui fosse stata salvata. L’unico potenziale acquirente Benedetto Mancini, tuttavia, non ha rispettato le scadenze per l’acquisizione del ramo sportivo d’azienda della società fallita. I 375.000€ necessari al completamento della cessione non sono stati versati in tempo, né il manager romano si è presentato all’appuntamento per la firma del rogito. Le scuse che adducono a problemi tecnici e burocratici non hanno convinto il Tribunale, che ha sentenziato la fine di questa assurda storia. Un modo per dare pace anche ai tifosi, illusi per fin troppo tempo.

Il Latina e quell’avvertimento al Catania

Gli avvertimenti provenienti da Latina sul passato di Benedetto Mancini in questi mesi sono stati tanti. “Occorre che qualcuno dica la verità”, avevano scritto i tifosi nerazzurri. “Noi conosciamo bene il personaggio. Non gli si può permettere di giocare. Sta solo perdendo tempo, poi si dileguerà e dirà che non è stata colpa sua. Da chi è finanziato? Basta con questo stillicidio che non fa altro che alimentare false speranze. Chiunque sia a manovrare il giocattolo lo sta facendo a discapito della passione di chi ama la propria città e di chi crede ancora nel calcio”, questo era stato l’appello alle autorità. Un messaggio che è arrivato – forse troppo tardi – forte e chiaro al Tribunale. I giudici della sezione fallimentare, infatti, hanno messo un punto a questo paradosso.

A farne le spese, a Catania come a Latina, è stata la piazza. Il derby dei fallimenti di Benedetto Mancini non si giocherà quest’oggi al “Massimino”. Le due società hanno sperato a lungo che non fosse così, ma questa è la verità. Non resta che un pizzico di solidarietà tra coloro che hanno vissuto il medesimo dramma ad opera della stessa persona. Ai tifosi, invece, il compito di salutare davanti a Torre del Grifo i loro eroi: il mister Francesco Baldini e i suoi uomini, che hanno creduto in questa favola fino in fondo. Una favola che non avrà mai un lieto fine.

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