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Catania, il paradosso è servito: Viali peggio di Toscano, riflessioni d’obbligo pre playoff

Il Catania continua a bruciare record stagionali. La gestione di William Viali non riesce completamente a decollare, con una media di un punto a partita che sta mettendo a rischio quel secondo posto che doveva essere l’obiettivo minimo per il club etneo. Col paradosso che il subentrato allenatore di Vaprio d’Adda ha fin qui fatto peggio del tecnico sostituito, ovvero Mimmo Toscano. Quest’ultimo, nel periodo finale della sua parentesi etnea, non aveva centrato risultati sopra le righe ed era divenuto bersaglio della tifoseria dopo le mancate vittorie negli scontri diretti con Salernitana e Benevento. Ma ad oggi quelle prestazioni sarebbero oro colato per i rossazzurri, reduci da due sconfitte consecutive. E adesso nel mirino della piazza ci finisce la dirigenza.

Catania, i numeri di Toscano e Viali

Per Toscano e il Catania il girone di ritorno della Serie C Girone C 2025-26 doveva rappresentare una sorta di riscossa, con un’aggressione alla leadership del Benevento e la presa del comando delle operazioni. Eppure, nella seconda parte di stagione, la squadra ha subito una lieve flessione dei risultati. In 13 partite ha ottenuto 23 punti, con l’esonero del tecnico arrivato dopo la sofferta vittoria sul campo del Team Altamura. Nelle ultime 4 gare della sua gestione erano stati ottenuti un successo, 2 pareggi e la sconfitta sul campo del Benevento. Uno stop che forse ha pesato tanto sulla permanenza del mister calabrese sulla panchina dei siciliani. La sconfitta infatti ha consegnato di fatto la promozione nelle mani dei campani.

Ma, paradossalmente, anche nel suo momento peggiore, Toscano ha fatto meglio di Viali. A parità di momento fisico e mentale, il precedente tecnico ha ottenuto 5 punti negli ultimi 4 match della sua gestione. Nei primi 4 incontri del suo interregno, invece, l’attuale allenatore ne ha fatto uno in meno. Subendo, per altro, i primi gol e la prima sconfitta interna della stagione del Catania. Un record di imbattibilità e invulnerabilità tutto costruito sulla solidità di Toscano e i suoi ragazzi, adesso sfumato.

Catania, occhio al secondo posto

L’addio di Toscano era stato giustificato dalla dirigenza dalla convinzione che sarebbe stato necessario preparare al meglio i prossimi playoff per il Catania e, inevitabilmente, rappresentava anche una risposta al malumore della piazza. Per il nuovo allenatore Viali sembrava tutto facile: avrebbe dovuto solo chiudere la pratica secondo posto quanto prima e rimettere in sesto il morale dei suoi. La squadra funzionava e con un pizzico di vitalità in più avrebbe potuto dare il massimo nella fase extra time del campionato, a cui arrivava da favorita assoluta.

Quella che però sembrava una formalità si sta trasformando in un vero e proprio incubo. Nonostante la contemporanea sconfitta del Cosenza a Picerno, alle spalle degli etnei incombono adesso la Casertana e la rientrante Salernitana. E non si può dormire sonni tranquilli, anche se i prossimi avversari dei siciliani Potenza e Atalanta U23 hanno poco o nulla da chiedere al torneo.

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La scelta Viali non paga, la dirigenza del Catania nel mirino

La scelta di sostituire Toscano con Viali si sta insomma ritorcendo contro la società e sia Vincenzo Grella che Ivano Pastore sono fini sul banco degli imputati. Alla dirigenza viene criticato anche un mercato di gennaio ritenuto “limitato”. In considerazione del valore della rosa, a tratti purtroppo falcidiata dagli infortuni, e delle pressioni della piazza, la sensazione è che il nodo di questa stagione non si giochi tutto sulla panchina. Catania brucia di passione, ma scotta quando l’incendio finisce fuori controllo. E dopo un tecnico prima amato e poi mal sopportato adesso potrebbe coinvolgere altre parti del club.

Cosa succederà adesso non è dato saperlo. Richiamare Toscano, per quanto sia un’opzione che rimbalza molto nelle ultime ore, pare improbabile in virtù dei rapporti ormai inevitabilmente incrinati tra le parti. Se inizialmente era stato annunciato addirittura un rinnovo del contratto con il tecnico, pare che alla fine la scadenza dell’accordo sia stata mantenuta al 30 giugno di quest’anno. E un dietrofront sarebbe anche una ammissione di colpa da parte di chi (nei fatti) soltanto poche settimane fa non ha più ritenuto il tecnico capace di guidare un gruppo che si diceva fosse costruito – oltre che per vincere – su misura per lui.

Certo è che le riflessioni, in casa Catania, sono d’obbligo. Perdere terreno proprio sul filo di lana rappresenta un autogol clamoroso, soprattutto in vista dei playoff, a cui i rossazzurri dovranno presentarsi nel migliore dei modi. È per questo motivo che nelle future scelte del club potrebbe pesare il pensiero dello spogliatoio.

Aldo Sessa
Aldo Sessa
Aspirante giornalista, si occupa degli aggiornamenti sulle squadre di calcio siciliane professionistiche e non solo. Collabora con Sporticily dal 2022 e cura la trasmissione Pillole di Sessa sul calciomercato

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