Giovanni Ferraro vuole un Catania ancora affamato negli ultimi 180 minuti di campionato. Anche perchè si arriva da un pareggio inaspettato e troppo stretto contro la bestia nera Sancataldese: “Il pareggio di domenica è inaspettato. Avremmo meritato un risultato diverso per tutte le palle gol avute, ma accettiamo il verdetto del campo. Puntiamo a vincere tutte le partite, domenica andremo in Campania agguerriti e convinti di portare a casa i tre punti. I nostri tifosi non ci saranno, ancor di più vogliamo dare una risposta. Non abbiamo mai guardato la classifica. Dobbiamo fare queste ultime tre partite provando a vincerle tutte. Poi penseremo alla Poule Scudetto”.
Sul campo del Real Aversa scenderà in campo un Catania diverso, considerando le assenze. In ogni caso il tecnico non è sazio e vuole puntare sempre sui migliori: “Non devo dare un contentino a nessuno, la formazione la scelgo in base ai giocatori a disposizione. Nel calcio gioca chi spinge di più in settimana e ha un ritmo gara più alto. Qualcuno può fare delle prestazioni opache e non ci sono scuse che tengono. Da allenatore voglio essere coerente, non voglio che accada alla fine qualcosa di diverso rispetto a quanto fatto finora. Siamo a +25 sulla seconda, vogliamo arrivare anche a +30”.
Catania, Ferraro vuole altri record
La questione relativa ai record viene ribadita da Ferraro. Per questo motivo scenderà in campo, nelle ultime tre giornate, la miglior formazione possibile: “Possiamo ancora fare tanti record, come il maggior numero di punti in campionato o la striscia di vittorie del club. Possiamo ancora vincere la Poule Scudetto. Chi in settimana rema, picchia e dimostra di essere un giocatore importante per il Catania, gioca. Dobbiamo pensare solo a fare quante più vittorie possibili, senza spostare l’attenzione su altro”.
Non ci saranno Somma, Rizzo e Palermo in terra campana. Per questo Ferraro schiererà un Catania diverso. Le risposte richieste, però, sono chiare: “Nulla toglie che chi parte domani in campo voglia fare bene. Siamo un gruppo di 28 calciatori, non siamo spaventati da niente. Chi ha giocato di meno può farmi credere di aver sbagliato ad averlo schierato poco. Sento parlare tanto di moduli, di tattica e di altre soluzioni. Alla fine è il campo a giudicare tutti, anche me”.

