Il Catania si affida ad Andrea Dini per cercare di scalare le posizioni in una classifica di Serie C Girone C molto aperta. Ma solo per le posizioni di rincalzo, dato che il Potenza ha staccato tutte le contendenti per la lotta promozione. Eppure i rossazzurri sembravano essersi ripresi sul piano dei risultati e dei gol subiti. Ma gli interventi di un super Dini non sono bastati per far vincere al Catania degli scontri diretti delicati contro Potenza e Audace Cerignola.
Catania, per Dini numeri in crescita: i dati
Tornato titolare dopo la partentesi Rinaldi, per Dini i numeri di questa prima parte di stagione si stanno allineando a quelli del passato a Catania. Ben 3 dei 4 clean sheet che i rossazzurri hanno ottenuto in Serie C Girone C sono arrivati con l’ex Catanzaro in porta. In aumento il numero dei salvataggi (ben 25) e della relativa percentuale (71,4%). Numeri che si stanno avvicinando sensibilmente ai numeri ottenuti con Toscano e Viali nel 2025-26.
Ricordiamo che lo scorso anno Dini ha ottenuto ben 23 clean sheet in 43 incontri, mettendosi in luce come uno dei migliori portieri della categoria. Cosa che si è visto in certi frangenti di questa annata: da ricordare le parate straordinarie fatte contro Casertana, Potenza, Audace Cerignola. Nonostante in queste gare abbia incassato delle reti, è uscito quasi sempre dal campo con la palma del migliore in campo. E qui sta il paradosso.
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Il portiere paga una difesa incerta: dubbi sulla gestione dei piazzati
Dini non ha abbassato il suo standard di prestazione, ma il Catania si. Almeno per quanto riguarda la fase difensiva. La squadra di Longo propone un calcio più che altro proiettato in avanti, con una squadra che tiene la linea alta. Si lavora tanto sull’anticipo, cosa che riesce spesso bene a Di Gennaro o Allegretto, ma che è anche molto rischioso quando si trovano squadre molto aggressive e rapide a ripartire. Cosa che il Catania ha pagato caro sia a Potenza che a Cerignola.
C’è anche un problema di gestione dei calci piazzati, con la squadra di Longo che ha subito diverse reti avversarie da calcio d’angolo o punizione. Si è provato a cambiare la marcatura, passando dalla zona all’uomo ma non è servito. E certo Dini non può salvare tutte le occasioni che il Catania subisce. Sembrava che il ritorno della difesa a tre potesse garantire migliore stabilità, ma ciò non è avvenuto con regolarità. Perché, alla fine della fiera, il problema rossazzurro è sempre lo stesso: non si trova una strada da poter seguire senza intoppi, mettendo in fila risultati utili a risalire la china. Ed è così che anche i migliori, come Dini, finiscono per non pagare questa irregolarità di passo.


