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Castellammare, Castronovo e Mione nel post partita con il Casteldaccia

Giovanni Castronovo si gode un altro pomeriggio da sogno per il Castellammare. Il direttore generale della squadra biancoblu commenta ai microfoni di Sporticily.it la grande vittoria contro il Casteldaccia: “Abbiamo iniziato bene la partita a differenza di altre volte. Il Casteldaccia aveva cambiato allenatore e veniva qui con l’intento di portare a casa punti. Dovevamo iniziare bene e lo abbiamo fatto. Ci sono stati annullati due gol e dopo una ingenuità difensiva abbiamo concesso un rigore. Di Paola è stato all’altezza della situazione, poi Calagna ha fatto un eurogol da giocatore non di Eccellenza”.

Nel secondo tempo non c’è stata più partita. Il Castellammare, dal canto suo, è praticamente salvo. Lo ammette, dopo una lunga attesa, anche Castronovo: “Il risultato di 5-0 è pesante per il Casteldaccia. Il mio amico Rosario Bennardo per me ha impattato bene con la squadra, sono una squadra combattiva e arriveranno a centrare la salvezza. Noi a 32 punti siamo quasi virtualmente salvi, a questo punto alziamo l’asticella, è inutile nasconderci. A oggi i playoff non si fanno ma finchè la matematica non ci condannerà ci proveremo”.

Castellammare, parlano Castronovo e Mione

Ma se i playoff non dovessero farsi, ci sarebbe più rammarico o più orgoglio per il Castellammare? Castronovo la vede così: “La classifica alla fine dirà che saremo arrivati terzi, quarti o quinti. Per noi anche un solo turno di playoff equivale alla vittoria del campionato. Se non dovessimo farlo, ci godremo comunque le ultime partite. Non andremo in vacanza a febbraio, dobbiamo alzare l’asticella. Nessuno ci ha ancora messo sotto, quindi giocheremo con la mente sgombra e con il supporto del paese”.

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Ai nostri microfoni è arrivato anche Giuseppe Mione. Il tecnico del Castellammare applaude pubblicamente i suoi giocatori: “Eravamo vogliosi di riavere il nostro pubblico, i ragazzi hanno risposto come ci auguravamo. Hanno fatto una grandissima prestazione, hanno meritato di vincere. L’unica cosa è l’ingenuità del calcio di rigore, sono peccati di gioventù ma potevano riaprire una partita che dovevamo chiudere già nel primo tempo. Dobbiamo continuare a fare il nostro cammino, pensare di poter stare lassù deve essere un sogno. Non possiamo fare la corsa su grandi squadre, per noi è fuori portata, ma dobbiamo fare il nostro cammino”.

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