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Calcio femminile, professionismo in Serie A. Licciardi: “Ora si allarghi la base”

Una grande rivoluzione che riguarda finalmente il calcio femminile. Con un breve ma significativo comunicato, infatti, la Figc ha annunciato il passaggio al professionismo per quanto riguarda il campionato di Serie A. Il provvedimento sarà in vigore a partire dal prossimo 1° luglio. Questa è la nota ufficiale della Federazione: “Dal futuro del calcio maschile a quello del calcio femminile, ormai prossimo ad una svolta epocale. Il Consiglio ha infatti completato le modifiche normative con riferimento al passaggio al professionismo per la Serie A femminile a partire dalla prossima stagione sportiva”.

Queste invece le parole del presidente federale Gabriele Gravina: “Oggi è una giornata importante, finalmente ci sono le norme che disciplinano l’attività e l’esercizio del professionismo del calcio femminile. Siamo la prima federazione in Italia ad attuare questo importante percorso”.

Professionismo nel calcio femminile, la riflessione di Antonella Licciardi

Antonella Licciardi, coach del Palermo Femminile, ai microfoni di Sporticily.it ha fatto capire quanto sia importante per il movimento ottenere un risultato di questo tipo: “È una conquista per lo sport italiano al femminile. Eravamo rimaste tra le poche nazioni in Europa che non avevano dato la possibilità alle donne di accedere agli sport con lo status di professioniste. In pochi anni è scoppiata una rivoluzione. In Italia, dove il maggior numero di sportive al femminile giocano a pallavolo, il calcio raccoglie ancora un numero di tesserate maggiore rispetto agli ultimi anni. Parliamo di circa 30mila unità, numeri ancora molto bassi. Questo la dice lunga sul cambiamento epocale”.

Il momentaneo passaggio al professionismo della sola Serie A è forse l’unico punto sul quale riflettere. Per questo motivo la Licciardi porta alla luce qualche dubbio: “Certamente è una scelta che da una parte non favorisce e dall’altra non stimola le realtà non legate al maschile. Sarà una specie di Eurolega che alla fine stiamo facendo al femminile. In altre nazioni si arriva a 12 o a 14 squadre. Non so quanto questa scelta potrà favorire la futura esplosione di questa disciplina. Resta il fatto che si tratta di un risultato storico dal punto di vista della tutela delle atlete. Per tutto il movimento ho ancora qualche riserva”.

A prescindere da tutto, però, si tratta di un buon punto di partenza. L’allenatrice delle rosanero, in questo senso svela le sue speranze per il futuro del calcio femminile italiano: “Il patrimonio del calcio femminile è riuscito a far mantenere la disciplina negli anni grazie a società e dirigenti appassionati, oltre ad atlete che nel silenzio più assoluto hanno mantenuto questa attività viva. Al momento in cui è stato riconosciuto un minimo di interesse e di investimenti i risultati non si sono fatti attendere. Auspico e spero che questa scelta possa portare nel più breve tempo possibile a un aumento delle squadre in Serie A, con un allargamento alla base senza il quale sarà difficile mantenere una categoria da professioniste”.

Si ringrazia l’ufficio stampa dell’ASD Palermo Femminile per la cortesia dimostrata.

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