Dopo la settimana di stop per gli impegni delle nazionali, nel weekend torna in campo la Serie B e con essa anche il Palermo, che sarà impegnato nella trasferta di Ascoli. Il match andrà in scena sabato 16 settembre alle ore 14:00 allo stadio Cino e Lillo Del Duca e servirà a entrambe a dare risposte fattive sugli obiettivi da raggiungere quest’anno. In attesa di scoprire il risultato dal campo, andiamo alla scoperta dell’Ascoli, prossimo avversario del Palermo.
Ascoli, prossimo avversario Palermo: statistiche e curiosità sui marchigiani
L’Ascoli, prossimo avversario del Palermo, disputa quest’anno il suo 27° campionato di Serie B. I marchigiani hanno esordito in cadetteria nel 1972/73. Da allora hanno ottenuto due vittorie (nel 1977/78 e nel 1985/85) e altre due promozioni (nel 1990/91 e nel 2004/05).
Una storia lunga quella dei bianconeri, che hanno da poco festeggiato i 125 anni dalla propria fondazione nel 1898. Anche se, come il Palermo, hanno subito nel 2014 l’onta del fallimento. Un crac però gestito al meglio dalle autorità e dal tribunale, visto che la società che ha rilevato il titolo sportivo del vecchio Ascoli arrivò in tempo per mantenere quanto meno la Serie C.
Di fatto, già l’anno dopo i bianconeri vinsero a tavolino il campionato (arrivarono secondi alle spalle del Teramo, poi penalizzato per frode sportiva). Dal 2015/16 militano costantemente in B, con un sesto posto nella stagione 2021/22 come miglior risultato degli ultimi anni.
L’era d’oro con Rozzi e Mazzone vive ancora oggi
Naturalmente, al netto degli ultimi anni e dell’unica parentesi tra il 2005 e 2007, l’Ascoli ha vissuto la sua era d’oro tra gli anni ’70 e l’inizio degli anni ’90. Al timone a quei tempi c’erano due nomi che sono rimasti scolpiti nella storia bianconera: Costantino Rozzi e Carlo Mazzone.
Il primo fu il presidente di una squadra memorabile, portata dalla Serie C ad un ventennio di saliscendi tra B ed A. Costruttore edile, si dedicò alla realizzazione di diversi impianti calcistici: lo stadio Via del Mare di Lecce, il Partenio-Lombardi di Avellino, il Ciro Vigorito di Benevento e il Selvapiana di Campobasso. Era anche uno dei primi e riconoscibili presidenti che a metà anni ’80 del secolo scorso divennero protagonisti in tv, in un calcio fatto anche di matricole terribili.
Non c’è dubbio però che il merito del successo vissuto dal Picchio va anche a Mazzone (recentemente scomparso), uomo di grande levatura morale e tecnico di grande qualità, con un cuore diviso in due tra Roma ed Ascoli. Nelle Marche, prima da giocatore e poi d’allenatore, divenne una bandiera della società, guidata prima dalla C alla B e poi in massima serie (con un 6° posto come miglior risultato).
Gli anni di Sor Carletto sono rimasti scolpiti nella mente di tutti i tifosi bianconeri, tanto che un settore dello stadio Del Duca fu dedicato già in vita al tecnico. E lui stesso ha deciso di vivere, fino alla fine dei suoi giorni, in quella che per lui divenne una seconda casa.
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Ascoli, partenza a rilento in campionato: tanti gli ex Palermo
Tornando ai giorni nostri, l’Ascoli arriva da una stagione in cui l’obiettivo iniziale erano i playoff. L’annata però si è conclusa con un anonimo dodicesimo posto. Anche quest’anno l’idea sarebbe quella di fare un salto di qualità e rendersi competitivi per obiettivi diversi da una salvezza tranquilla. Eppure l’avvio in stagione non è stato dei migliori: tra Coppa Italia e Serie B, i bianconeri hanno vinto solo una volta in casa contro la Feralpisalò. Solo sconfitte fuori le mura amiche, sia con l’Hellas Verona in coppa che con Cosenza, Modena e Sudtirol in campionato.
È da segnalare che tra i bianconeri militano diversi giocatori con un passato nel Palermo: l’ultimo arrivato è Iljia Nestorovski, convocato tra l’altro dalla Macedonia del Nord per il match contro l’Italia (senza essere sceso in campo). L’attaccante giocò in rosanero tra il 2016 e il 2019 99 partite e 39 gol, insieme a due attuali compagni di squadra come Eddie Gnahorè e Giuseppe Bellusci. Era l’ultimo club di Viale del Fante targato Maurizio Zamparini, che lottò anche per la promozione in Serie A prima del fallimento.
È proprio nella squadra rinata nel 2019 che invece giocò Erdis Kraja, talentuoso centrocampista classe 2000 arrivato in rosanero dall’Atalanta. Un solo anno in Sicilia per lui ma da protagonista, con 21 partite, 3 gol e 2 assist. Poi la mancata conferma per questioni di limiti di rosa che lo portò lontano dal Palermo. Dopo le avventure in Serie C con Lecco e Pescara, ora il salto di categoria. Ad Ascoli infine c’è anche Emiliano Viviano, che difese la porta rosanero nel 2012 e che è tornato a giocare in Italia dopo l’esperienza al Fatih Karagümrük.

