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Alex Zanardi, l’eroe dello sport oltre la disabilità: anche la Sicilia nel suo viaggio

Il mondo dello sport e dell’automobilismo italiano piange la scomparsa di Alessandro Zanardi, per tutti Alex. All’età di 59 anni si è spento tra l’affetto dei suoi cari, dopo un’esistenza spesa per la sua passione, diventando anche un’icona di resilienza per fare fronte alle difficoltà. Classe 1966, ha vissuto più vite: pilota arcigno e di gran cuore, arrivato sino in F1. Poi atleta paralimpico plurimedagliato a Londra 2012 e Rio 2016. E due grandi incidenti a segnare il suo fisico e la sua mente: l’ultimo, purtroppo, per sempre. È stato questo e anche di più, al punto di entrare nella storia e diventare un esempio per molti: un simbolo che ha celebrato la vita in tutte le sue sfaccettature. E che in qualche maniera ha legato il suo percorso, almeno in parte, anche alla Sicilia, terra che non ha mai voluto lasciare indietro.

Alex Zanardi, dai kart alla F1: lunga carriera nel Motorsport, corse anche in Sicilia

Difficile provare a sintetizzare la carriera di Alex Zanardi. Il pilota nella prima parte della sua vita si è dedicato anima e corpo ad un sogno: correre in Formula 1. Per farlo cominciò un lungo percorso, piuttosto proficuo, nel mondo dei kart. Poi il passaggio in monoposto, dapprima nel 1988 in F3 italiana, successivamente in Formula 3000 nel 1991. Con la scuderia Reynard si mise in mostra, conquistando ben 8 partenze in prima fila su 10 gare. Tra queste ci fu anche una pole position sullo storico tracciato di Pergusa, autentica cattedrale automobilistica in provincia di Enna. Ma quell’anno il campionato andò a Christian Fittipaldi.

Gli occhi della F1 però si spostarono sull’allora giovane pilota nativo di Bologna. Che proprio nel 1991 corse le sue prime gare con Jordan nella massima categoria motoristica. Poi anni poco proficui con Minardi e Lotus prima di passare, nel 1996 a correre nel campionato americano CART. In questa categoria si impose per due volte, nel 1997 e nel 1998, grazie al team Chip Ganassi Racing, motorizzato Honda. Successi e sorpassi incredibili (in tanti ricordano quello fatto alla curva “cavatappi” di Laguna Seca) che gli aprirono nuovamente le porte della F1, in Williams. Ma l’esperienza con la scuderia di Sir Frank non andò per il meglio.

Così, nel 2001, tornò a correre nel campionato CART. Ma il 15 settembre (pochi giorni dopo l’attentato alle Torri Gemelle) ebbe un grave incidente nella prova europea nel circuito di Lausitzring, in Germania. In pochi secondi la sua vita cambiò: la sua auto va in testa coda, un’altra lo centra e nell’impatto perde entrambe le gambe. Ma quello che per tanti è un’incidente devastante, per Alex Zanardi è l’inizio di una nuova vita.

La vita da atleta paralimpico e la nascita di Obiettivo Tricolore

Zanardi non si dà per vinto e ricomincia da zero. Dapprima torna al mondo delle corse automobilistiche, disputando gare su ruote coperte. Poi si dà anche alla conduzione, facendo suo il programma Sfide in onda su Rai 3. Ma è soprattutto il percorso nel mondo degli atleti paralimpici che gli regala una nuova giovinezza. Avvicinandosi al mondo della handbike, diventa uno degli atleti italiani plurimedagliati della categoria. Ben 4 ori e 2 argenti conquistati alle Paralimpiadi tra Londra 2012 e Rio de Janeiro 2016 nelle prove a cronometro, in linea e nella staffetta.

Il tutto in un’età dove la prestazione atletica non è certo in crescendo. Ma Zanardi è sempre stato l’esempio perfetto di cosa volesse dire resilienza. Per promuovere il movimento paralimpico prese parte all’iniziativa Obiettivo Tricolore, per sensibilizzare il Paese su questi temi. Nel 2020 partì un’ideale staffetta in handbike, a cui prese parte, per unire l’Italia da nord a sud “per dimostrare che anche le disabilità fisiche e mentali non sono un limite”. Il tutto in una nazione in ginocchio, per via dell’epidemia di Covid-19. Ma proprio nel giugno del 2020 arrivò il secondo incidente, quello che lo portò a ritirarsi per sempre dalle scene.

In una delle staffette, vicino Pienza (Toscana), Zanardi perse il controllo del mezzo e andò a sbattere contro un camion parcheggiato in una zona non sicura. Tornato cosciente solo nel gennaio 2021, ebbe dei danni che lo portarono a non riprendersi mai del tutto. Anni di silenzio, di lotte nell’ombra per la riabilitazione. Tante peripezie fino alla morte improvvisa, avvenuta il 1° maggio 2026. Lo stesso giorno, ma a 32 anni di distanza, di un altro campione indimenticato come Ayrton Senna.

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Obiettivo Tricolore, nel 2021 l’arrivo a Catania nel nome di Zanardi

Sebbene Zanardi non abbia potuto partecipare alle successive edizioni di Obiettivo Tricolore, la sua eredità è sempre rimasta tangibile. Nel suo nome, la staffetta è ormai giunta alla quinta edizione ed ha sempre voluto omaggiare la figura dell’ex pilota e atleta emiliano. Certamente la più sentita si corse nel 2021, ad un anno dal grave incidente che lo coinvolse. Quell’edizione si concluse con la tappa siciliana da Messina a Catania. Il percorso di tre settimane coinvolse varie regioni, da Nord a Sud. E la Sicilia non poteva mancare all’appello.

“Alex ci ha consegnato un messaggio carico di speranza, coraggio e positività e noi dobbiamo portarlo in giro per l’Italia”, disse allora Michele Grieco, uno degli atleti che percorse quella lunga corsa a tappe in giro per il Paese. E forse non ci sono parole migliori per celebrare la vita del grande campione scomparso.

Aldo Sessa
Aldo Sessa
Aspirante giornalista, si occupa degli aggiornamenti sulle squadre di calcio siciliane professionistiche e non solo. Collabora con Sporticily dal 2022 e cura la trasmissione Pillole di Sessa sul calciomercato

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