Il presidente del Messina, Justin Davis, torna a fare sentire la sua voce. E lo fa in maniera tonante, contro le accuse arrivate in questi giorni contro i giallorossi. Le voci di esposti sono diventare realtà, con la Reggina che avrebbe portato le sue rimostranza davanti la Procura Federale della FIGC contro i peloritani. L’accusa? Quella di aver schierato per larga parte della stagione giocatori, tesserati con le firme di un dirigente (l’ex presidente Stefano Alaimo) inibito per le questioni legate al passaggio di consegne tra la famiglia Sciotto e AAD Invest.
Una società in regime di fallimento, che però avrebbe usufruito di presunti vantaggi per potersi iscrivere e scendere in campo. Un attacco portato avanti anche da altre avversarie parrebbe, come Acireale e Sancataldese. Ma Davis non ci sta e, pur non scendendo nei dettagli, chiede da un lato compattezza all’ambiente. Ma dall’altro contrattacca e promette battaglia per difendere il nome di Messina nel mondo del calcio.
Messina, Davis: “Concentrazione e unità per dare risposte dove conta”
In una storia sul suo profilo Instagram, Justin Davis fa sentire la sua voce in vista dell’ultimo impegno del Messina. La concentrazione oggi è solo sulla gara col Milazzo: “Ho visto i messaggi. I commenti. Il rumore. E voglio essere chiaro. Il silenzio non è debolezza. Il silenzio è concentrazione. In questo momento tutto assolutamente tutto è finalizzato a una cosa sola: preparazione, unità, e dare risposte dove conta davvero. Non ci distraiamo, non reagiamo d’impulso e non perdiamo di vista ciò che stiamo costruendo”.
LEGGI ANCHE -> Serie D Girone I, indagini in corso su 13 partite: a rischio playoff e playout
Ma la nota parla chiaro, e vuole essere una risposta a chi ha lanciato accuse contro i giallorossi. “Ai nostri tifosi: la vostra passione non passa inosservata. La sentiamo. E la portiamo con noi. A tutti gli altri: stiamo lavorando per voi e risponderemo colpo su colpo. A chi pensa che pressione, rumore o azioni possano scuoterci sappiate una cosa sola: il Messina è tornato. Fatevene una ragione”.

