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Damiani: “Palermo piazza esigente ma Dionisi sa quel che fa. Brunori vuole rimanere”

Il Palermo che sabato affronterà la Carrarese per la sedicesima giornata di Serie B è per gran parte noto a Samuele Damiani, doppio ex del match che oggi indossa la maglia della Ternana in Serie C, costretto a rimanere ai box a causa di un lungo infortunio. Il centrocampista, che ha salutato ì rosanero quest’estate, segue ancora con affetto la squadra di Alessio Dionisi. Un allenatore che, tra l’altro, conosce bene per i suoi trascorsi a Empoli. Il classe ‘98, in una intervista rilasciata in esclusiva a Sporticily, ha detto la sua sul tecnico e sugli ex compagni.

Samuele Damiani e il rapporto con Dionisi

“Con Dionisi ho un bellissimo rapporto, ogni tanto ci sentiamo ancora. Mi ha scritto quando ha saputo del ginocchio”, ha ammesso Samuele Damiani. È sul suo percorso a Palermo, che finora non ha portato la squadra ai vertici della classifica: “È un allenatore molto forte, che sa il fatto suo. Sa cosa chiedere a ogni giocatore sulla base delle sue caratteristiche. So che non sta passando un gran periodo a Palermo, ma sono sicuro che ne verrà fuori alla grande”.

I due, insieme, hanno vinto il campionato cadetto nella stagione 2020-21. “All’Empoli abbiamo dominato dalla prima all’ultima giornata e questo dimostra anche il valore di Dionisi. Il segreto secondo me è stato che si è sempre messo nei nostri panni, era uno di noi. Tra noi era un confrontarsi continuamente, soprattutto nel post partita, per cercare di capire insieme come migliorare. Non abbassavamo mai la guardia”.

Caratteristiche che ha ritrovato anche quest’estate, all’arrivo del tecnico sulla panchina rosanero. “Io ho fatto solo un mese di ritiro con il Palermo prima di venire a Terni e ho notato che la metodologia è questa anche qui. Ci chiedeva il nostro parere sulle situazioni per uscire da quelle negative. Anche perché già la scorsa stagione dal Palermo ci si aspettava di più. Insieme a noi dunque ha cercato di capire quale potevano essere state le passate problematiche così da limitare gli errori dopo”.

Non è bastato tuttavia ad evitargli qualche critica in questa prima parte della stagione. “Il fatto di essere in una piazza con delle pressioni importanti è qualcosa che secondo me lui ha voluto. Ad Empoli era diverso, così come al Sassuolo, sebbene fosse di una categoria superiore. È un aspetto nuovo per lui. Al momento però è molto concentrato sul campo, non ha distrazioni derivanti da voci esterne che lo riguardano. Che la piazza sia esigente si sa ed è giusto così, i tifosi si meritano tanto”.

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I problemi del Palermo

Samuele Damiani da parte sua ha provato ad analizzare ciò che c’è dietro il momento del Palermo, che non trova continuità. “Dionisi secondo me non è ancora riuscito a tirare fuori da ogni giocatore la sua miglior versione. Il Palermo ha 25 giocatori forti. Non solo i titolari, ma tutti. Li conosco. Molti hanno fatto anche categorie superiori. Ciò che manca è il sapersi esprimere al massimo all’interno della squadra, trovando le giocate giuste. Anche dal punto di vista mentale, magari vanno lasciati un po’ più liberi di esprimersi”.

E sul suo reparto: “Il centrocampo del Palermo ha tutte le caratteristiche che servono a una squadra che punta a vincere il campionato. Ha giocatori di qualità, a cui piace giocare la palla, e giocatori che hanno la corsa senza papà, l’inserimento e il gol come punti di forza. Sono aspetti fondamentali per un reparto che ha il compito di legare difesa e attacco, facendo anche tanta interdizione in fase di non possesso. Chi titolare tra Segre, Gomes, Verre e Ranocchia? Mi metto un po’ nei panni di Dionisi e capisco che non è semplice scegliere. Il mister sicuramente sa quel che fa, anche perché di partita in partita studia l’avversario. Gomes secondo me però dovrebbe essere inamovibile, perché fa gioco e si occupa della fase di interdizione nel possesso palla. Non lo toglierei mai. Gli affiancherei Segre per i grandi inserimenti senza palla che ha. L’anno scorso ha fatto anche tanti gol con questo fondamentale. Tra Verre e Ranocchia è una bella sfida. In più c’è anche Vasic, che conosco bene ed è un gran giocatore, secondo me può arrivare anche a categorie superiori. Ad oggi forse tra i tre dico Filippo. Non lo conoscevo e quest’estate in ritiro mi ha sorpreso”.

Nessun dubbio di formazione, invece, tra i pali. “Degli altri ex compagni sento spesso i miei coetanei, Buttaro, Vasic e Desplanches. Sebastiano è un ragazzo serio, un professionista, oltre che un portiere forte. Come è giusto che sia, prima dell’inizio della stagione, si è interrogato su chi potesse essere il titolare tra i pali. Gomis ha una grande carriera alle spalle. Lui però è sempre stato consapevole che allenandosi bene si sarebbe potuto togliere delle soddisfazioni”.

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Samuele Damiani su Matteo Brunori

Infine, Samuele Damiani ha detto la sua sul caso che vede Matteo Brunori protagonista. Per anni al centro del progetto del Palermo, ora ai margini. “Io le dinamiche interne non le so, non credo però sia successo qualcosa di particolare. In estate c’erano due fazioni: chi lo difendeva e chi lo attaccava per gli atteggiamenti e per le parole dette alla fine della stagione. Qualcuno pensava che la sua avventura al Palermo fosse giunta al termine. Io posso dire che è un giocatore forte perché ci ho giocato un anno e mezzo. Allo stesso tempo adesso in rosa ci sono Henry e Le Douaron, due giocatori altrettanto forti, anche se non li conosco bene personalmente. Non è sicuramente facile per Dionisi gestirli tutti e tre”.

E sul rapporto del capitano con la piazza: “Io penso che Matteo voglia bene ai tifosi del Palermo così come i tifosi del Palermo vogliono bene a lui. Poi l’attaccamento a una piazza dipende anche dal carattere di un giocatore. Io ho notato che noi che abbiamo vinto i playoff di Serie C siamo rimasti un po’ più impressi nel cuore dei tifosi, anche magari chi dopo è andato via o ha giocato meno. Brunori qui ha raggiunto l’apice della sua carriera. È tra i migliori marcatori all time. Adesso ha 30 anni ed è qui, ma fino a poco tempo fa giocava in Serie D. Era impensabile, secondo me anche per lui. Io credo che stia molto bene a Palermo e che voglia rimanere, al di là delle voci che girano”.

“Se Matteo è un giocatore da Serie A? Quando abbiamo vinto i playoff di Serie C, ero curioso di scoprire come si sarebbe adattato alla Serie B. Effettivamente ha dimostrato di saperci stare dentro alla grande, segnando per due stagioni una ventina di gol. Quest’anno si è un po’ bloccato, anche per il minutaggio più ridotto. Per me — ha concluso — può fare la differenza nella rosa, magari anche in ottica finale di stagione”.

Chiara Ferrara
Chiara Ferrara
Giornalista pubblicista dal 2019, a Sporticily ricopre il ruolo di capo-redattrice, coordinando i collaboratori nel lavoro quotidiano. È anche corrispondente per il Palermo calcio

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