Matteo Brunori e il Palermo sono sempre di più due corpi estranei tra loro. Almeno questo è quanto emerge dalla partita di ieri sera sul campo del Frosinone. Tanto che si fa tanta fatica a parlare del centravanti italo-brasiliano come del capitano rosanero. Nei giorni in cui a livello nazionale e internazionale hanno fatto rumore le esclusioni “punitive” nei confronti di Rafael Leao in casa Milan, da queste parti passa quasi in sordina il fatto che il numero 9 non giochi una partita da titolare da oltre un mese.
Era il 6 ottobre, esattamente a ridosso di un’altra sosta per gli impegni delle Nazionali. In un “Renzo Barbera” sbigottito e su un terreno di gioco massacrato dalla combo tra allenamenti, partite e caldo fuori stagione, il Palermo perdeva con il risultato di 0-1 contro la Salernitana. Matteo Brunori partiva dal primo minuto per l’ultima volta. La sua partita durava però solo 64 minuti, visto che Alessio Dionisi lo ha poi sostituito con Thomas Henry. Proprio così, quella staffetta che raramente si è evoluta in qualcosa di diverso. “Serve equilibrio per sostenere la coppia”, ha detto a più riprese in conferenza stampa. Ora, però, il problema sembra essere più radicato e chiaro agli occhi di tutti.
Palermo, Brunori sempre più ai margini
Per carità, va detto che Matteo Brunori ha saltato due partite per infortunio. La tallonite – per una diagnosi che vuol dire tutto e niente – ha costretto il numero 9 a disertare i match contro Reggiana e Mantova. Una volta messo alle spalle il problema fisico, i tifosi del Palermo si aspettavano di rivedere in campo l’uomo dei record. Tuttavia, le attese della tifoseria rosanero non sono state assecondate dalle scelte di Alessio Dionisi.
Il tecnico, infatti, ha optato per la promozione di Jeremy Le Douaron come punta centrale titolare nel tridente. Una mossa che ha sicuramente più senso rispetto allo schieramento del francese sulle fasce. Tuttavia, l’ex Brest ha dimostrato di non saper reggere da solo il peso dell’attacco. Esattamente ciò che veniva imputato a Brunori nelle prime gare stagionali del Palermo. Nonostante un solo gol segnato in 180 minuti (per giunta su un tiro di Insigne deviato in maniera decisiva da Darboe), per il principale cannoniere delle ultime tre stagioni non c’è davvero spazio.
È solo scarsa performance in allenamento?
Ecco allora che Matteo Brunori è passato da capitano inamovibile a terza scelta per il ruolo di punta. Tutto così veloce e apatico da passare inosservato. E le parole di Alessio Dionisi dalla sala stampa del ‘Benito Stirpe’ non lasciano troppi dubbi. “Gioca chi si allena meglio in settimana”, dice il tecnico a proposito della seconda panchina consecutiva del numero 9. Poi il mister mette una pezza dicendo che questo ragionamento “vale per tutti”, ma la schiettezza quasi brutale con cui è uscita la prima frase lascia poco spazio a dubbi.
Siamo però sicuri che il problema sia la scarsa performance di Matteo Brunori in allenamento? Del resto, l’estate appena trascorsa è stata a dir poco turbolenta per l’attaccante. E in tal senso vale la pena di cogliere un’altra citazione di Alessio Dionisi, che poche settimane fa disse: “C’è stato un momento in cui ci sono stati dei punti interrogativi, quindi non è facile partire così”. La domanda, oggi come non mai, sorge spontanea: si tratta solo di scarsa applicazione in allenamento, oppure questi punti interrogativi sono tornati?
La sosta potrebbe essere d’aiuto per capire e per chiarire. Matteo Brunori e il Palermo si sono presi, si sono amati, stavano per perdersi e alla fine si sono ripresi per i capelli. Oggi, però, sembrano essere ai due poli opposti.

