Carrarese-Palermo non sarà una partita come tante per Samuele Damiani, centrocampista della Ternana che ha vestito le maglie di entrambe le squadre e le porta ancora nel cuore. Nella stagione 2019-20 sfiorò la promozione in Serie B ai playoff coi giallazzurri, poi ottenuta nel 2022 proprio coi rosanero. In entrambi i casi in panchina c’era Silvio Baldini. Il giocatore classe ‘98 ne ha parlato in una intervista rilasciata in esclusiva a Sporticily.
Carrarese-Palermo vista da Samuele Damiani
“Ho giocato sia a Carrara che a Palermo e conosco bene i due ambienti, quello rosanero è sicuramente più caloroso. Le continuo a seguire perché ho amici da una parte e dall’altra. Mi aspetto una partita equilibrata. Il Palermo sulla carta è favorito, ma il campionato di Serie B è particolare e ogni partita è una storia a sé. Calabro poi è un allenatore molto preparato”, questa l’analisi che Samuele Damiani fa della partita in programma sabato allo Stadio Dei Marmi.
Le due squadre da parte loro hanno obiettivi diversi. “Al Palermo auguro di vincere il campionato. Se non direttamente, attraverso i play-off. È vero che adesso è qualche punto più giù rispetto alle prime due posizioni, ma il campionato è ancora lungo. Alla Carrarese, che comunque punta a mantenere la categoria, di salvarsi il prima possibile e, perché no, poi a quel punto tentare qualcosina di più”.
La parentesi alla Carrarese
Samuele Damiani ha parlato inoltre della sua esperienza alla Carrarese: “Ho vissuto un’annata da ricordare, che si è conclusa con una semifinale playoff. I ricordi sono positivi, anche se la stagione è stata condizionata dalla pandemia di Covid. Ho trovato una bella piazza, un ottimo staff e soprattutto mister Silvio Baldini, che poi ho rincontrato a Palermo. Lui è sempre se stesso e in questi anni si sta facendo conoscere per quello che è anche lontano dalle piazze in cui allena. È una persona trasparente, che non ha paura di dire quello che pensa. Ha una passione unica per il calcio. La sua forza è trasmettere ai giocatori le sue sensazioni, così da diventare famiglia. Le annate con lui sono state indimenticabili per questo. Eravamo una famiglia. A Palermo soprattutto, abbiamo vinto come gruppo. Giocavamo l’uno per l’altro”.
L’allenatore è stato importante anche per la crescita personale del giocatore: “Baldini, fin dal primo momento in cui sono arrivato alla Carrarese, mi ha sempre visto come un giocatore fondamentale. Mi ha sempre detto che avrei potuto giocare tranquillamente in Serie A, ma che non ci credevo fino in fondo. Non è scontato. Dentro di me ha fatto scattare qualcosa. Mi ha spinto a dare di più”.
Samuele Damiani e il Palermo
L’avventura con la maglia del Palermo per Samuele Damiani è arrivata qualche anno dopo avere assaporato categorie superiori rispetto alla Serie C. “Nei pochi mesi di Serie A con l’Empoli (dopo il campionato cadetto vinto sotto la guida di Alessio Dionisi, ndr) ho avuto una forte pubalgia. All’inizio dell’anno pensavo che sarei potuto andare in prestito in Serie B, poi a causa dei problemi fisici che mi hanno impedito di giocare quell’opportunità è sfumata”.
Poi nel mercato di gennaio il cambio di casacca. “A quel punto si è presentato il Palermo, che puntava a fare un campionato di Serie C al vertice. A convincermi definitivamente a farmi scendere di categoria è stato Baldini, che mi ha chiamato personalmente. Questa volta la differenza, rispetto alla Carrarese, è che io conoscevo lui è lui conosceva me. Mi disse Vieni qui che tanto vinciamo. Lui è anche un po’ visionario. Le sue parole mi hanno convinto subito. Al di là dei bellissimi ricordi in campo coi playoff vinti, non pensavo che mi sarei affezionato così tanto alla piazza. L’affetto ricevuto è andato ben oltre le aspettative. Ho ancora tanti amici a Palermo, mi fa piacere sentirli”, ha concluso.

