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Trapani, la stagione dei record: club di Antonini veleggia verso la C

Analizzando i dati di queste prime ventisette tornate di Serie D, andiamo a tracciare un focus su uno degli indiscussi protagonisti dei nove raggruppamenti, ovvero il Trapani. I siciliani sono ancora in quarta serie ma non sembra: tra record, code ai botteghini ed entusiasmo dilagante, nella provincia siciliana non aspettano altro che il momento in cui poter chiudere la serratura e gettare definitivamente le chiavi di questa categoria. Una stagione fin qui da incorniciare che giornata dopo giornata vede il traguardo sempre più vicino. Il lavoro è ancora molto ma per adesso nessun balbettio, i granata sono sul pezzo e mirano l’obiettivo.

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Una nobile decaduta da record

Continua a produrre uno strano effetto leggere il nome del Trapani ai nastri di partenza del campionato di Serie D. Ancor più pesante se si pensa che si tratta del terzo anno di ginepraio, il quarto lontano dal professionismo. Basti pensare che questa società, seppur sotto effige diverse, soltanto otto anni fa si giocava la finale playoff di Serie B con il Pescara, salvo poi uscire sconfitta dal doppio confronto con il Delfino. Quell’anno 2015/2016 non era in realtà così clamoroso: costruito dal ds Faggiano e reso grande dal tecnico Serse Cosmi, quel Trapani poteva star seduto al tavolo delle venti grandi del nostro calcio, al netto di una Serie A sfiorata di pochissimo.

Una favola che come tutte conosce giorni meno idilliaci: il Trapani ne ha vissute di cotte e di crude e ora sta provando a scrivere un nuovo capitolo della propria vita calcistica. E come in un viaggio dantesco la ripartenza passa da territori poco consoni al progetto firmato Antonini. Come molte altre nobili decadute del calcio italiano, le ceneri del Trapani finalmente stanno rifiorendo dalla Serie D. Un passaggio che non deve essere necessariamente visto come un qualcosa di negativo, ma come uno step necessario alla propria crescita, visto l’approdo del noto imprenditore romano, già dalla scorsa primavera.

Il percorso in stagione del Trapani

75 punti in 27 uscite, questo è il tesoretto del Trapani in questo primo segmento del girone I di Serie D. I siciliani stanno monopolizzando il campionato, con il Siracusa secondo che nello specchietto retrovisore dista ben undici punti. Fin dalle prime battute, la squadra allenata da Alfio Torrisi ha messo subito in chiaro le cose: 10 vittorie consecutive e battaglia aperta al Siracusa, fisiologicamente crollato lungo il percorso. Parlare già di Lega Pro non è prematuro e le basi per un finale di stagione da ‘ordinaria amministrazione’ ci sono tutte. Al netto del piglio gladiatorio fin qui mostrato, per il resto della compagnia sta diventando una mission impossible ricucire lo strappo.

Un roseo futuro all’orizzonte, il grande lavoro del presidente Antonini

Trapani Antonini akragas

“Non ci ferma più nessuno, ce li mangiamo tutti”, questo uno degli slogan con cui ha commentato la stagione l’eccentrico proprietario del Trapani Calcio, l’imprenditore romano Valerio Antonini. È lui infatti il timoniere della nuova realtà granata, cresciuta dopo la gestione targata Marco La Rosa. Bravo poiché ha cancellato il timore di un’intera città di continuare a fare calcio con progetti modesti o di breve vita. Sin dal primo giorno da presidente, ha mostrato un amore viscerale per questi colori.

Contando su basi economiche solide, in poco tempo ha creato un top team per la categoria, con oculate scelte di mercato e societarie. Il Trapani ha sfoggiato la propria forza ed il maggior bagaglio tecnico-tattico al campionato, ponendo le altre diciassette realtà del girone I quasi in un ruolo da sparring partner. L’entusiasmo c’è ed è dilagante, a giudicare anche dalla presenza costante del patron, intervenuto in sede di conferenza stampa pochi giorni addietro.

Alfio Torrisi è l’allenatore giusto per rinascere

Accanto al presidente, in plancia non può che esserci anche l’allenatore Alfio Torrisi. L’artefice materiale dello scoppiettante percorso del Trapani è principalmente lui. Ai nastri di partenza aveva infatti il delicato compito di amalgamare e far convivere una squadra con un tasso tecnico spropositato. Certamente il 42enne di Catania non è uno sprovveduto, come dimostra l’eccellente campionato 21/22 con il Paternò, culminato in una salvezza tranquilla. Per lui quest’anno – in quel di Trapani – un filotto di 27 risultati utili e consecutivi nelle prime 27 giornate, dopo il terzo posto della stagione passata, culminato nel trionfo dei playoff. I tifosi aspettano solo il lieto fine.

Il suo 4-3-3 (in alternativa 4-2-3-1) si è tramutato nel miglior attacco del girone I (77gol) abbinato ad una difesa ermetica (11 reti subite nonché la meno battuta del raggruppamento). Un ottimo mix tra giovani e calciatori più navigati, guidati dall’allenatore in campo Andrea Cocco. Il centravanti, nonostante le 37 primavere, sa ancora gonfiare a ripetizione la rete (16 gol per lui). L’unico neo della gestione Torrisi era un gioco non ancora bello da vedere, ma tremendamente concreto. Nel girone di ritorno soprattutto, questo aspetto è stato fortemente migliorato, con una proposta decisamente più consona agli standard tecnici del Trapani.

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Trapani, il top player è sugli spalti

Continuando questo focus sul Trapani, ci spostiamo sugli uomini simbolo di questa stagione. Di certo un ruolo importante l’avranno i 16 gol di Cocco, la forza della difesa o le geometrie di Acquadro, ma il vero trascinatore è un altro. È infatti impressionante il colpo d’occhio che il Provinciale sugella, 5.019 spettatori di media in Serie D, 3.396 dei quali abbonati, è un qualcosa che a queste latitudini non si era mai visto. Tifo incessante per tutti i novanta minuti, festa continuata poi insieme ai calciatori anche al triplice fischio.

Il pienone allo stadio rievoca le vincenti stagioni in B: un occhio al passato ed uno al futuro per una società che vuole tornare grande. Conti alla mano, il trascinante pubblico trapanese risulta essere una risorsa anche per le altre realtà del girone I. In ogni trasferta granata, l’esodo trapanese ha portato al sold-out anche impianti poco abituati a questi numeri, con i botteghini che ringraziano. Per tutta questa serie di motivi il Trapani si sta rivelando una risorsa per la Serie D anche se in casa Antonini sperano in fretta e furia di spostare altrove queste risorse.

Redazione Sporticily
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