Cristiano Lucarelli ha presentato in conferenza stampa la sfida del suo Catania contro il Foggia, in programma per la ventiquattresima giornata del campionato di Serie C Girone C. Una di fronte all’altra si ritrovano due squadre di grande blasone, ma che non stanno dando il meglio di sé in questa stagione. È per questo motivo che se la giocheranno a viso aperto per conquistare la massima posta in palio.
Lucarelli sul momento del Catania
“Non ci sono mesi più importanti di altri. Qui non si può sottovalutare nulla. Noi vogliamo cercare di fare il massimo già da quest’anno. Se non ci riusciremo, il 15 luglio avremo una squadra fatta per il prossimo. Non dobbiamo però abbandonare la possibilità di riuscirci già quest’anno. Ciò che non è impossibile rappresenta già una possibilità. La nostra strada l’abbiamo presa”, così Cristiano Lucarelli ha esordito in conferenza stampa parlando del periodo negativo del Catania.
È anche in virtù di ciò che chiede il massimo ai suoi giocatori. “La squadra deve sputare sangue in campo, ma noi andiamo da un paio di mesi a fare partite con 15 giocatori spesso impiegati tre volte a settimana. Io voglio avere l’imbarazzo della scelta. Non voglio avere per esempio dubbi su Di Carmine, Bouah o Cicerelli. Domenica si ci è messa di mezzo la sostituzione del portiere e c’è stata una flessione fisica evidente. Loro si sono messi a quattro e abbiamo fatto fatica. Dopo due tre minuti dal cambio abbiamo preso gol e siamo andati in difficoltà”.
Il calciomercato
Anche il ricco calciomercato di gennaio finora non ha dato gli esiti sperati. “Le insidie grosse sono due, il tempo e la fretta. I dodici acquisti non portano purtroppo a vincere tutte le partite. Sicuramente aver fatto tutti questi acquisti dimostra la volontà della società, ma non è sinonimo di garanzia di vittorie. Diversi giocatori vengono da problemi fisici. Di Carmine è stato molto tempo in infermeria. Non ha fatto la preparazione. Domenica non era previsto che giocasse e metterlo a partita in corso e in superiorità numerica non sarebbe stata una cattiva idea. Lui quando ce l’hai è una tentazione, ma se forzato nel minutaggio rischia di farsi male. Welbeck non gioca titolare da dicembre, lui e Cicerelli andavano aspettati”.
E aggiunge: “Noi lavoriamo con il GPS che ci dice quanto il giocatore cammina e a quanta velocità corre. Noi vediamo come si allenano i giocatori e poi in base a questo scegliamo. Io sono per aprire gli allenamenti dei primi giorni della settimana ai tifosi, così capiscono le scelte che vengono fatte in partita. Dal divano è facile parlare, ma se si vede il lavoro della settimana si capisce il perché di certe scelte. Nel valutare le condizioni dei giocatori su devono valutare diverse cose”.
La rosa ad ogni modo è ancora in via di definizione. “Ladinetti è stato richiesto da molte squadre. Però per portare a termine l’operazione ci devono essere tre condizioni: il calciatore, la società che vende e quella che compra. Chiricò non ha ricevuto alcuna offerta. Noi dobbiamo dare la lista dei 24 definitiva alla lega entro le 18, 30 di venerdì, poco prima della partita. Per Bethers si stanno facendo le valutazioni se operarlo o meno. È coinvolto sicuro il ginocchio e le ultime visite saranno fatte nei prossimi giorni. Dovrebbero essere due o tre mesi di stop”.
Sull’arrivo del nuovo portiere: “Io sono uno da zero compromessi, ma in questo momento per Furlan era più importante il Catania. Ci siamo sentiti per telefono, voi sapete il motivo degli screzi che ci furono. Ma quello era un periodo particolare per il Covid e per la situazione societaria. Eravamo poco lucidi. Grazie all’infortunio di Bethers abbiamo avuto modo di chiarirci. È maturato, è molto più inquadrato e prendere un giocatore che conosce già l’ambiente è stato un bene. Anche quando Bethers stava bene penso che mi avrebbe dato una mano anche da dodicesimo. In questo caso mi sembrava giusto bypassare e chiarire il tutto”.
Lucarelli verso Foggia Catania
L’obiettivo di Cristiano Lucarelli adesso è quello di far bene in Foggia Catania. “Noi dobbiamo fare in poco tempo quello che gli altri hanno fatto in tanto tempo, ovvero diventare squadra e diventare competitivi. Nella peggiore delle ipotesi dobbiamo portare a casa lo 0-0”.
E sull’avversario: “Quando incontriamo le squadre che sono in crisi sono preoccupato. Io non sono mai tanto tranquillo quando incontriamo queste squadre. Domenica mi ero illuso che poteva essere una serata tranquilla. Calciavano in porta subito, ero fiducioso, ho chiesto ai ragazzi di fare il secondo gol. Nel secondo tempo abbiamo perso i ritmi e si sono allargare le maglie. Mi è piaciuto l’approccio alla partita, ma nel lungo ci siamo persi e le conseguenze si sono viste nel risultato”.
Infine, una riflessione sulle dinamiche interne; “In tutte le squadre il capitano non è detto che sia leader. Noi non abbiamo giocatori che possano avere caratteristiche da leader o da capitano. Io sono un visionario. Nel calcio devi avere un minimo di senso di appartenenza. Se vai a Catania sai che se non vinci una partita ti prendi i fischi. Domenica mi sono preso i fischi. Noi dovremo fare 18 partite in 74 giorni, se io facessi la conferenza pre gara sempre farei 36 conferenze in 74 giorni. Ripeterei le stesse cose e per questo abbiamo concordato che quando c’è la gara infrasettimanale non facciamo conferenza stampa pre gara. Prima della gara col Picerno non ne faremo. Di solito se non faccio conferenze la gente comincia ad avere dubbi.

