Francesco Bolzoni gioca Palermo-Bari. La gara in programma allo Stadio Renzo Barbera è speciale per l’ex centrocampista, che nella sua carriera ha vestito le maglie di entrambe le squadre.
Nelle due piazze prestigiose non ha mai fatto mancare entusiasmo e carisma, tanto da trascinare i compagni nei rispettivi obiettivi: la promozione in Serie A coi rosanero nella stagione 2013-14 e il ritorno tra i professionisti per i biancorossi dopo il fallimento nell’annata 2018-19.
È proprio del passato e del presente delle sfidanti dell’anticipo di Serie B che il doppio ex, oggi collaboratore tecnico del Paradiso in Svizzera, ha parlato in esclusiva ai microfoni di Sporticily.it.
Bolzoni e il Palermo, tra Serie A e Serie B
Le annate in maglia rosanero sono ancora vivide nella mente di Francesco Bolzoni, che ha vissuto in Sicilia dal 2013 al 2016. Una stagione di Serie B e due di Serie A. “Palermo è stata l’apice della mia carriera, sia a livello calcistico che di soddisfazioni personali e di squadra. Io e la mia famiglia siamo stati benissimo, sono stati due anni e mezzo in cui ci siamo sentiti a casa. Ho bellissimi ricordi di Palermo”, ha ammesso.
A volerlo alla corte dell’allora allenatore Gennaro Gattuso, che dopo poche partite sarebbe stato sostituito da Beppe Iachini, fu il patron Maurizio Zamparini. “Di lui posso solo parlare bene. Mi ha cambiato la vita. Era una persona generosa, teneva tantissimo alla squadra. Era sempre presente, in particolare nei ritiri estivi. Per noi era come un nonno, sempre gentile. È stata una persona importante per la mia carriera”.
L’esperienza di Bolzoni in Serie D col Bari
Dopo l’addio al Palermo e le parentesi con Novara e Spezia, per vestire la maglia dei galletti, Francesco Bolzoni ha accettato di calarsi nei dilettanti, in virtù del fallimento. ”A Bari (in Serie D, ndr) sono arrivato in un periodo in cui dovevo rimettermi in gioco, mi hanno accolto come un giocatore importante. Ho bellissimi ricordi del primo anno, in cui abbiamo vinto, e quando vinci è sempre bello. Poi le cose non sono andate come speravo, sia per demeriti miei che per idee societarie diverse. Il percorso si è interrotto ma nel complesso ho bei ricordi anche qui”. Dopo la promozione, infatti, fu mandato in prestito.
L’anno dell’arrivo al Bari del centrocampista concise anche con l’affidamento del titolo societario ai De Laurentiis. “Con Aurelio non abbiamo avuto rapporti come squadra, li avevamo per lo più con il figlio Luigi. È un ragazzo giovane, era appena entrato nel calcio in prima persona. Ci è stato vicino, ci ha dato la possibilità di avere una squadra forte in un momento difficile per Bari e abbiamo vinto. Anche di loro posso parlare solo bene”.
Palermo-Bari è anche sfida tra proprietà
Se, da un lato, il Bari è ancora tra le mani della famiglia De Laurentiis, dall’altro lato il Palermo si ritrova all’interno di una realtà nuova, quella del City Football Group. Il rapporto tra la nuova proprietà e i tifosi in tal senso è ancora in fase di assestamento. “La piazza aveva sempre avuto presidenti che gestivano tutto in prima persona, che conoscevano tutto della città. È normale che avendo ora una società che gestisce tutto da lontano, possa mancare qualcosa a livello affettivo. Penso però che Palermo sia fortunata ad avere alle spalle un colosso importante come il City Group. Visto la fine che hanno fatto tante squadre importanti, ha trovato la presenza giusta al momento giusto”, ha commentato Francesco Bolzoni.
Il futuro dei pugliesi è invece in bilico a causa della multiproprietà con il Napoli, da tempo discussa. La FIGC ha acconsentito al mantenimento di entrambi i club fino al 2028, ma è da capire cosa accadrà concretamente. Su questo l’ex centrocampista ha le idee chiare. “Io preferirei avere un presidente che può permettersi senza problemi e sorprese di tenere 2, 3 o 4 squadre, piuttosto che presidenti che vogliono tenerne una sola ma a fine anno ti lasciano a sorpresa senza stipendi. Al di là delle multiproprietà, l’importante è che la società riesca ad adempiere a tutti i doveri a fine anno”.
L’impegno societario nei confronti dei galletti in tal senso non cambia, anche se i risultati quest’anno non sono quelli sperati. “I De Laurentiis sono ambiziosi. L’anno scorso il Bari aveva una rosa più pronta per affrontare un campionato difficile come la Serie B. Aveva Antenucci, di cui parlo sempre bene come calciatore e come leader. C’era Folorunsho che era difficile da sostituire. E poi Michele Mignani a Bari aveva lavorato bene, la squadra lo seguiva, c’erano i giocatori giusti per il suo gioco. Probabilmente quest’anno è venuto a mancare anche questo, non ci sono i giocatori giusti nel posto giusto”, ha sottolineato.
Bolzoni e il pronostico su Palermo-Bari
Palermo e Bari adesso si ritroveranno di fronte allo Stadio Renzo Barbera nella ventitreesima giornata di Serie B. All’andata in Puglia finì con le reti inviolate. “Sarà una partita dura per entrambe. Il Palermo è costretto a vincere per continuare a puntare i piani alti della classifica, ma il Bari deve fare qualcosa di più perché i tifosi sono scontenti. È una bella partita tra due allenatori che cercano di giocare una bella fase offensiva. Mi aspetto un pareggio con tanti gol, un 2-2”, questo il pronostico di Francesco Bolzoni.
A giocarsi tutto nell’anticipo sarà soprattutto Pasquale Marino, che in caso di ko potrebbe rischiare l’esonero. Proprio contro la squadra che non ha potuto allenare, pur essendo stato ingaggiato. Era stato chiamato infatti per la stagione 2018-19 di Serie B, a cui i rosanero non riuscirono a iscriversi. “È un allenatore con grande esperienza, l’ho avuto allo Spezia. Qualche remora per non essere stato allenatore del Palermo ce l’ha, ma ormai allena il Bari e darà tutto per i tre punti”.
Il presente con Sannino
Tra gli allenatori che hanno segnato la carriera di Francesco Bolzoni, oltre a quelli già citati, c’è anche Giuseppe Sannino, con cui lavora attualmente. “Faccio il suo vice all’FC Paradiso, nella Serie C svizzera. È un club che ha sede a Lugano. Imparo il mestiere da un allenatore importante che ho avuto a Siena. Da lui sto imparando tanto, sono contento”.
Non mancano anche i momenti amarcord, dato che il tecnico è stato sulla panchina rosanero nel 2012 e nel 2013 in Serie A. “Parliamo tantissimo di Palermo, nonostante lui abbia avuto alti e bassi (fu esonerato, sostituito da Gian Piero Gasperini e poi richiamato, ma non riuscì a raggiungere la salvezza, ndr). Ha concluso quella parentesi facendo punti e sentendo il bene della piazza. È contentissimo di come è stato trattato a Palermo”.
E sul futuro: “A me mancano il sole e il mare di Palermo, la mia famiglia è legatissima a questa città. Per noi è una seconda casa, magari un giorno torneremo. Il mio obiettivo è riuscire a fare l’allenatore, mi piace insegnare ai ragazzi, conoscerli e capirli. Penso che possa essere il mio ruolo. Il calcio svizzero è diverso da quello italiano ma ci sono bravi giocatori, mi sto trovando bene qui. L’ultimo anno da calciatore l’ho fatto proprio in Svizzera, conosco l’ambiente”, ha concluso.

