Il 30 settembre sarà una data decisiva per la FIGC, che sarà chiamata a consegnare la lista degli stadi candidati per ospitare Euro 2032. Tra gli impianti sportivi candidati, come ben noto, figura anche il nuovo stadio Renzo Barbera di Palermo, il cui progetto prosegue con l’ottimismo della società e dell’amministrazione comunale.
Ma chiaramente il Barbera non è l’unico impianto che sgomita per avere un posto nella lista dei 5 stadi designati. Proviamo dunque a fare un punto sulla situazione degli altri possibili candidati per ospitare al loro interno Euro 2032.
Euro 2032, il punto sugli stadi candidati
Le città candidate ad ospitare Euro 2032 sono 13, con 16 stadi in totale. Ripercorrendo il punto fatto dal sito Rompipallone.it, ad oggi, solo l’Allianz Stadium di Torino sembra rispetta a pieno i circa 130 parametri richiesti. Il nodo da sciogliere più critico è probabilmente quello legato a San Siro. “La Scala del calcio”, infatti, è stata bocciata dalla UEFA su circa metà dei requisiti richiesti. Il progetto del nuovo stadio di Inter e Milan ha un valore che si aggira intorno agli 1,7 miliardi di euro, con una consegna prevista per il 2031 e circa 71.500 posti a sedere. Rimangono però aperti i ricorsi al TAR legati alla vendita dell’area, che potrebbero complicare – e non poco – l’avanzare del progetto.
Il Como, invece, dopo aver rischiato di giocare lontano dal Sinigaglia il suo primo match di Champions League, in soli tre mesi ha visto ricostruita la propria Curva Est, allargato il campo e ristrutturati gli spogliatoi e la sala stampa. Tempi brevissimi e a cui – tristemente – non siamo abituati. Il Sinigaglia si prospetta dunque tra i candidati maggiormente pronti ad ospitare gli Europei del 2032.
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Anche da Cagliari arrivano novità legate al proprio stadio: il consiglio comunale, dopo oltre dieci anni di stallo, è riuscito ad approvare – in data 30 luglio – un nuovo stadio dalla capienza di 30.000. Due scenari diametralmente opposti quelli di Cagliari e di Como, che sottolineano il grande problema legato alla lentezza della macchina burocratica in merito ai progetti degli impianti sportivi in Italia.
Le ultime 24 ore della FIGC
Alla FIGC non restano dunque che circa 24 ore per tirare le somme sugli stadi candidati per ospitare Euro 2032 entro il 30 settembre, un giorno prima il termine ultimo fissato per l’1 ottobre. In ballo, stando a quanto stimato da Banca Ifis, ci sono oltre 4,5 miliardi di euro di impatto economico. Numeri da capogiro, che non possono certamente essere ignorati e che – qualora qualcosa dovesse andare storto – potrebbero generare un altro caos ai piani alti della Federcalcio.


