La sfida in Australia, seppur in amichevole, tra Palermo e Juventus rievoca i ricordi di un secolo e oltre di calcio italiano. Non tanto per una rivalità a colpi di trofei (che pure si sono contesi, almeno una volta), ma per via di un doppio filo che lega particolarmente le due squadre. A cominciare da due colori, il rosa e il nero, che hanno fatto parte o addirittura continuano a far parte della storia di questi club. Senza dimenticare i precedenti iconici, gli scambi di calciomercato, se non addirittura un certo modo di condurre le trattative e tanto altro. Proviamo quindi a ripercorrere queste tappe di una storia che, forse, nel prossimo futuro si potrebbe arricchire di nuovi capitoli.
Palermo-Juventus, la storia in… rosanero: quei colori condivisi nel tempo
Il rosanero è uno dei caratteri identitari da oltre un secolo per il Palermo. La storia del passaggio dall’originario rossoblù (in onore alle origini inglesi del club) agli attuali colori sociali è nota a chiunque abbia a cuore la compagine siciliana. È oramai celebre il carteggio tra Giuseppe Airoldi e Giosuè Whitaker nel 1905, col primo che suggerisce di ispirarsi ai colori del rosolio e dell’amaro prodotti dalla famiglia del secondo (ma anche dalla Famiglia Florio, altri celebri industriali dell’epoca). Colori poi adottati ufficialmente nel 1907, simboleggiando così “il dolce e l’amaro” degli alterni risultati di questa gloriosa squadra.
Non tutti sanno però che la Juventus fu tra le prime ad usare questo accostamento cromatico in Italia. Dal 1897, anno di fondazione, e per alcuni a venire, i calciatori piemontesi vestivano delle camice totalmente rosa, con dei lunghi pantaloni neri. Tali erano i colori ufficiali del Liceo D’Azeglio, da dove provenivano molti dei fondatori del futuro club bianconero (adottato intorno al 1903). Ma nei decenni a venire, la Juve ha celebrato questo colore delle origini, tornando a vestirlo in diverse circostanze. Così come accadrà nella stagione 2026-27, con la seconda maglia che contiene elementi di rosa e di nero sia sul fronte che sul retro.
Un colore “conteso”, che però in Italia è diventato iconico soprattutto quando è stato vestito dai siciliani. E molti tifosi del Palermo, come detto, lo rivendicano come un elemento identitario della propria squadra del cuore. Eppure, a conti fatti, quello tra Palermo e Juventus sarà una sorta di “derby rosanero”.
Gli Agnelli, Raimondo Lanza di Trabia e “l’invenzione” del calciomercato
Dopo quasi mezzo secolo dalle rispettive fondazioni, Juventus e Palermo vivono già storie parallele. I piemontesi sono già tra le squadre più titolate d’Italia insieme a Inter e Milan; i siciliani alternano importanti stagioni di Serie A a retrocessioni in B. Ma negli anni ’50 alla guida dei club ci sono due personaggi che faranno la loro storia: Gianni Agnelli e Raimondo Lanza di Trabia. Il primo, elemento di spicco della più celebre famiglia industriale italiana; il secondo è uno degli ultimi gattopardi dell’aristocrazia, che pure vuole portare il Palermo a diventare la Juventus del Sud.
I due personaggi sono molto amici e soprattutto dei dirigenti che arricchiscono il mondo del calcio con la propria competenza. Fu da un’intuizione comune, ma soprattutto del Principe Lanza, che il calciomercato potesse essere concentrato in un luogo dove fare incontrare i maggiori dirigenti per trattare. Di fatto, fu l’Hotel Gallia a Milano (sede dei soggiorni meneghini di Raimondo) la prima sede fisica del calciomercato.
Una sorta di suggello alle tante trattative che negli anni Palermo e Juventus fecero e avrebbero fatto in seguito. Si perde il conto dei giovani talenti o di giocatori più esperti che hanno vestito le due maglie. I tifosi più attempati ricorderanno Čestmír Vycpálek, Helge Christian Bronée, Giuseppe Furino (per altro nato a Palermo), Franco Causio. Ma in epoca più recente ci sono i campioni del Mondo Luca Toni, Andrea Barzagli, Fabio Grosso oppure dei talenti puri come Eugenio Corini, Fabrizio Miccoli, Amauri o Paulo Dybala. Calciatori che, in larga parte, hanno fatto la storia dei due club e del calcio italiano.
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Palermo-Juventus, tante sfide memorabili: i precedenti
Ricordare tutte le sfide e i precedenti tra Palermo e Juventus è un esercizio complicato. Dalla prima sfida nel 1932-33, all’ultima nel 2016-17 tanta acqua è passata sotto i ponti. Solo le sfide ufficiali sono 61, a cui si aggiungono anche diversi match amichevoli, giocati per lo più allo stadio La Favorita, poi dedicato a Renzo Barbera. Ma proprio nel periodo del presidentissimo forse si giocò l’incontro più importante tra queste due società.
Si tratta della finale di Coppa Italia della stagione 1978-1979, che i siciliani arrivarono a giocarsi benché giocassero in Serie B. E passarono pure in vantaggio con il gol di un altro eroe per i colori rosanero come Vito Chimenti. Purtroppo per i siciliani la resistenza cadde a pochi minuti dalla fine. Con i gol di Sergio Brio e del già citato Causio, il Palermo di Barbera perse la seconda finale della sua storia (dopo quella discussa contro il Bologna).
Ma dopo l’amaro c’è il dolce, e i siciliani ebbero modo di rifarsi anni dopo nell’epoca di Maurizio Zamparini. Col patron friulano le sfide contro la super titolata Juventus era divenuta una sfida quasi alla pari, tanto da arrivare a vincere per tre anni di fila (tra il 2008 e il 2011) in casa dei bianconeri. Basti pensare che delle 11 vittorie del Palermo contro la Juventus, ben 7 sono arrivate in era zampariniana. Tanti ricordano le gesta di Franco Brienza, le reti spettacolari di Amauri e Mattia Cassani, ma anche le magie di capitan Miccoli. Un ex bianconero dal dente avvelenatissimo, ma che a Palermo ha scritto pagine importantissime per la storia della società.

