Alfio Torrisi si presenta ufficialmente come nuovo allenatore del Messina. Il tecnico nativo di Catania torna dunque ad allenare nella sua terra, dopo l’esperienza alla guida della Reggina. Per lui si tratta di una investitura importante, per un club che sta ancora lavorando per conoscere la categoria in cui giocherà. Nel frattempo il mister siciliano ribadisce la sua forte voglia di lavorare in riva allo Stretto.
“Sono orgoglioso e onorato di essere l’allenatore del Messina – esordisce Torrisi in conferenza stampa – . Una squadra storica e importante, come la città. Farò di tutto e darò tutto per portare la squadra nella categoria che merita. Ma voglio anche rendere orgogliosi i tifosi del nostro lavoro. Andremo incontro ad una stagione difficile, perché la piazza è tra le prime venti del calcio italiano. Dopo Palermo e Catania, c’è Messina nella regione e bisogna ricordare il passato da Serie A.
Messina, la grande voglia di Torrisi
Dalle parole di Alfio Torrisi si percepisce la grande voglia di fare bene in una piazza come Messina. C’è una grande forza di volontà da parte del nuovo allenatore della biancoscudata. La parola finale spetterà al campo, per questo motivo i calciatori dovranno dare il massimo: “C’è una responsabilità e un obbligo morale da assolvere, attraverso la vittoria. Mostrando sempre un atteggiamento battagliero che dimostri la voglia di essere qui. Ogni domenica, per gli avversari non sarà mai una partita come le altre quando giocheranno contro il Messina. Faremo una squadra di assoluto livello, ma dovremo essere bravi a mettere la stessa fame che avranno gli avversari. Spero di festeggiare quanto prima”.
LEGGI ANCHE -> Calciomercato Messina, Sarao pista calda: trattativa per Giunta e due profili Under
Alfio Torrisi ribadisce il concetto per cui il Messina non deve mai essere una seconda chance, o una scelta di comodo. Il forte legame stabilito con la società e con il ds Maurizio Pellegrino sarà alla base del suo lavoro in campo: “Messina si sceglie, non si accetta. Non ha categoria. Sono strafelice di essere qui e non ho mai avuto dubbi. La trattativa con la società è stata semplicissima, ho subito risposto presente. Ho avuto modo di ringraziare il presidente Davis, che ha grande spessore umano. Ma voglio anche ringraziare anche Pagniello, che ha grande esperienza nel calcio, come anche il direttore Pellegrino. Con lui c’è grande sintonia. Dobbiamo onorare questi miei tre anni di contratto. Ho un unico obiettivo, riportare la squadra dove merita. Se sarà Eccellenza, dovremo andare subito via da questa categoria”.
Cosa serve per vincere
Poi Alfio Torrisi fa capire cosa serve per vincere in una piazza come Messina. Lo ha già fatto a Trapani, altra realtà passionale. Ora bisogna farlo in riva allo Stretto, dove c’è fame di grande calcio: “Sono certo che per vincere, e l’ho vissuto sulla mia pelle, serve un club forte ma ben strutturato. E poi serve una squadra che si fondi sul pensiero dell’allenatore. Dobbiamo fare una squadra che, al netto della categoria, abbia giocatori di carattere. Non ci sono troppe qualità, sono più o meno simili i giocatori che ci sono in queste categoria. L’allenatore ormai si deve aggiornare, deve avere cura dei suoi ragazzi. Ma loro devono essere ben disposti a recepire e devono avere carattere”.
“Non si può passeggiare e non si può aspettare quello che fa il compagno – prosegue Torrisi – . Dobbiamo impressionare l’avversario, non con i nomi, ma con dei soldati che capiscano quello che c’è da fare per essere degni di far parte del Messina. Tornare al Celeste sarà un vantaggio non indifferente. Sono un tipo esigente, voglio venti titolari ma con una certa mentalità”.

