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Volume: “Impossibile vivere a Trapani. Antonini pieno di soldi, ma non è bastato”

A pochi mesi dall’addio da Trapani, Luigi Volume spiega i motivi del suo addio in un’intervista rilasciata ai microfoni di Sporticily.it. L’ex direttore sportivo dei granata ha deciso di lasciare la squadra in piena estate, quando si stavano concretizzando le prime operazioni di mercato (in attesa di formalizzarle all’apertura della sessione estiva). Ma, secondo Volume, l’ambiente intorno alla squadra non rendeva possibile restare ulteriormente.

Volume: “A Trapani potevano toglierci lo stadio da un momento all’altro”

Volume ricorda le prime impressioni avute con l’ambiente di Trapani. Un impatto che lui stesso definisce come “strano”. Questo per il dualismo che sin da subito si è palesato: “Mi sono trovato in una delle società più ricche che abbia mai gestito. I soldi che ho visto uscire dai conti di Valerio Antonini, non li avevo visti sborsare dai presidenti con cui ho collaborato negli anni. Una società ricchissima che però lottava contro tutto e contro tutti. Non ho alcun titolo per dare ragione o torto, ma era una guerra continua. Nonostante la valanga di soldi messi dal presidente, quello che è successo è sotto gli occhi di tutti. Piaccia o meno, c’erano dei punti di penalizzazione e uno scontro epocale con l’Amministrazione comunale”.

Prosegue l’ex direttore sportivo granata: “Al Trapani si sarebbe potuto vivere nel migliore dei modi. Ero in una società di una potenza incredibile che viveva una guerra contro il mondo intero. Le difficoltà erano giornaliere e legate all’ambiente, non strutturali. Io gestivo una squadra, in Serie C, in cui non mancava assolutamente niente. Il presidente onorava quello che c’era da onorare fin quando ci sono stato io, infatti non ha mai avuto penalizzazioni sugli stipendi”.

Il grande problema era quindi legato soprattutto alle tante battaglie tra squadra e Comune, principalmente guardando al tema stadio Provinciale: “Purtroppo ci si trovava a vivere una situazione che, finita quell’ora di allenamento, non ti faceva stare tranquillo. Questa mancanza di tranquillità la provavano i calciatori ma lo stesso presidente, come anche la dirigenza, i magazzinieri, chiunque. La paura costante era di dover lasciare il campo perché il Consorzio poteva decidere da un momento all’altro che il Trapani non avrebbe potuto proseguire la propria storia nel proprio stadio. Questa paura fa male, ti destabilizza”.

Volume: “Mio addio legato solo all’ambiente, impossibile vivere così”

Arrivato allo stremo delle sue forze, Volume non ha inteso proseguire la sua avventura a Trapani. Anche in virtù di questo, vuole sottolineare la resistenza di Antonini in un ambiente che certamente non lo ama: “Io quest’estate ho portato avanti le trattative sino a metà giugno, poi alla fine non ce la facevo più e son scoppiato. Diventava difficile anche portare avanti il calciomercato. Devo dire che il presidente Antonini ha una forza interna per portare avanti questa situazione che non so dove la prenda. Sinceramente, ha una costanza incredibile e sborsa ancora diversi soldi, ad esempio per pagare le trasferte. Checché se ne dica, chi vive il calcio sa bene che servono soldi ogni giorno, altrimenti la baracca si ferma. Per proseguire in questo percorso, deve avere delle spalle incredibili”.

Volume spiega come si sentisse, all’interno della squadra, un clima davvero pesante. E ricorda un fatto: “Il mio addio è legato solo a questioni ambientali, era impossibile vivere. Basti pensare che sono andato via due settimane prima dell’aggressione ad Antonini. Era nell’aria che dovesse succedere qualcosa, girando per la città la situazione ambientale era assurda. Purtroppo la gente non capisce che tu sei un dipendente e non hai delle funzioni decisionali tali da far cambiare strategia o il pensiero del presidente. Era complicato mangiarsi anche un pezzo di focaccia, perché passava il ragazzino di turno che ti diceva una parola. Subire questo, quando lavori 24 ore al giorno, è dura”.

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Volume: “Giocare senza pubblico è difficile: pubblico caldo anche con contestazioni”

Il grande tema dei presunti crediti d’imposta fittizi usati dal Trapani per pagare alcune spettanze è ormai notorio. Ma certo precedevano l’arrivo di Volume, che si è sentito preso in mezzo da una situazione che non l’ha visto direttamente protagonista: “I punti di penalizzazione arrivavano dall’anno prima. Magari c’era da prendersela con il direttore che c’era precedentemente, che non è riuscito a inquadrare la strategia migliore per pagare il dovuto o comunque portare il presidente a farlo. Si può dire quello che si vuole, ma per fare i processi ci vogliono i soldi: Antonini, per quei punti di penalizzazione, ha messo dieci volte i soldi”.

Secondo Volume, ci sarebbe stato modo di fare qualcosa precedentemente al suo arrivo. Ma lui non si sentiva di poter fare nulla sotto questo aspetto: “Magari l’anno prima andava fatto un discorso al presidente per portarlo a ragionare in maniera diversa su quello che c’era da pagare. Lui ha ritenuto di agire in una certa maniera, ma non ce la si può prendere con chi arriva dopo. In questo senso, cito le parole di Cosmi di qualche settimana fa. A chi gli diceva che le cose non andavano bene lui ha risposto che è lì adesso e che non ha colpe di quanto successo prima”.

Nonostante queste difficoltà ambientali, però, Volume ribadisce che Trapani ha un pubblico che può fare la differenza: “Per me la situazione era diventata insostenibile. Ho cominciato a soffrire di attacchi d’ansia, attacchi di panico ed ho preferito lasciare. Anche perché ritengo che il Trapani senza una casa, non può raggiungere certi obiettivi. La squadra è buona, ne sono sicuro. Giocare senza pubblico è difficile: anche se i tifosi contestano, magari fa un coro contro la proprietà o contro chiunque, ma ti danno una mano. Li senti dalla parte tua, quello di Trapani è un grande pubblico”.

Aldo Sessa
Aldo Sessa
Aspirante giornalista, si occupa degli aggiornamenti sulle squadre di calcio siciliane professionistiche e non solo. Collabora con Sporticily dal 2022 e cura la trasmissione Pillole di Sessa sul calciomercato

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