Termina con il risultato di 1-1 la sfida tra Virtus Entella e Palermo, di cui proponiamo le pagelle. I rosanero portano a casa un punto che potrebbe stare stretto se consideriamo il valore della rosa. Tuttavia, se si valuta quel che si è visto nei 90 minuti di Chiavari, non c’è dubbio sul fatto che siano i liguri a dover recriminare. La squadra di Filippo Inzaghi, infatti, ha prodotto un predominio sul piano del gioco sia nel primo che nel secondo tempo. Di palle gol vere e proprie, al netto della rete di Joel Pohjanpalo, se ne sono viste davvero molto poche. Anzi sono stati i padroni di casa a sfiorare il punto della vittoria nel finale.
Pagelle Virtus Entella-Palermo, i migliori e i peggiori tra i rosanero
Non c’è dubbio sul fatto che Joel Pohjanpalo sia stato uno dei migliori in campo, al di là del gol segnato. Bene al suo ingresso in campo anche Bartosz Bereszynski, mentre non demeritano Aljosa Vasic e Mattia Bani, statuario in difesa.
Sottotono Alexis Le Douaron, mentre è da dimenticare la prova di Salim Diakitè così come è negativo il voto di Pietro Ceccaroni, colpevole in occasione del gol.
La difesa
JORONEN 5,5 – Il suo voto è un mix tra le due occasioni più importanti della partita. Sul gol di Tiritiello il portiere resta inspiegabilmente fermo, mentre nella ripresa è straordinario nel mandare sulla traversa il tiro di Franzoni.
DIAKITÈ 5 – Il maliano gioca ancora una volta male, senza spunti nel supporto alla manovra offensiva ma anche con qualche problema sul piano difensivo. Viene giustamente sostituito all’intervallo (dal 46′ BERESZYNSKI 6+ – Il polacco entra in maniera un po’ timida, ma cresce con il passare dei minuti. Dal suo piede destro arriva un cross che per poco Pohjanpalo non ribadisce in gol)
BANI 6+ – Per la prima volta il difensore fa il capitano del Palermo e onora il più possibile la fascia. Buona la sua prestazione, al netto dell’occasione del gol di Tiritiello in cui non è perfetto
CECCARONI 5 – La sua compartecipazione alla rete di Tiritiello è abbastanza chiara, sia nello sviluppo dell’azione che nella circostanza del gol. Per il resto il numero 32 non si fa notare più di tanto.
Il centrocampo
PIEROZZI 6- – L’esterno destro di Inzaghi prova a farsi vedere, ma non riesce a essere incisivo nei suoi giorni migliori. Cerca di spingere e anche di proporre palloni interessanti, ma non è la sua giornata.
VASIC 6+ – Prima da titolare in campionato per il serbo, che gioca senza demeritare e si fa anche apprezzare per grinta e caparbietà. Dà sempre una mano ai compagni e cerca anche il gol, sfiorandolo nella ripresa (dal 70′ SEGRE 6- – Il dottore entra dalla panchina e non riesce a essere incisivo come ci si aspetta. Il suo unico spunto in area viene respinto dai difensori)
PALUMBO 6 – La sua qualità è nettamente superiore a quella dei suoi compagni, prova a metterla a loro disposizione ma la partita non regala spunti. Ecco allora che certe giocate vanno perdute nell’oblio generale
BLIN 6 – Il francese è l’uomo che Inzaghi sceglie per dare equilibrio. Ed è una scelta che gli dà ragione, visto che finchè l’ex leccese resta in campo, il Palermo non subisce quasi nulla (dal 77′ GIOVANE s.v.)
AUGELLO 6- – Tanta corsa, tanta intraprendenza e tanta applicazione, ma anche poca precisione soprattutto nei cross. E dire che la sua partita era iniziata con un palo, da un colpo di testa che meritava miglior sorte.
L’attacco
LE DOUARON 5,5 – Il francese viene scelto come seconda punta e dà dinamismo e qualità soprattutto nel primo tempo. Nella ripresa invece si perde, proprio quando serviva qualcosa in più da lui (dal 77′ CORONA s.v.)
POHJANPALO 6,5 – Il finlandese non segnava da più di un mese e trova la rete quando serve, ovvero quando c’è da recuperare lo svantaggio. Meriterebbe di segnare ancora, ma un mix di imprecisione e sfortuna gli nega la doppietta.
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INZAGHI 6 – Schiera la miglior formazione possibile e azzecca le scelte di Blin davanti alla difesa e Vasic da mezzala. La squadra sembra giocare bene ma dorme sul gol di Tiritiello, reagendo però nella ripresa. La mancanza di equilibrio nel finale, però, rischia di costare caro.

