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Trapani Shark, Diana: “Ho un obiettivo chiaro, i playoff sono una battaglia”

Andrea Diana si presenta come nuovo head coach dei Trapani Shark. L’allenatore, che prenderà il posto di Daniele Parente, ha parlato così ai microfoni dei giornalisti presenti: “Ci tengo a ringraziare la società per l’occasione e per la fiducia concessa. In particolar modo il presidente Valerio Antonini, del quale ho subito apprezzato la grande determinazione. Ho grande rispetto per il suo intervento nel basket, di questi tempi è qualcosa da apprezzare”.

L’ex allenatore della Germani Brescia, ripartendo dal salutare il suo predecessore Daniele Parente, fa capire quali sono i capisaldi del suo lavoro. “Dal punto di vista umano – dice – sono molto dispiaciuto per Daniele Parente. È una persona che conosco da tempo, ma nel mondo dello sport ci sono delle urgenze che comportano delle decisioni. Noi allenatori ci troviamo spesso in mezzo, è successo anche a me. Noi dobbiamo andare avanti nel nostro lavoro e aspettare un’altra occasione. Aspettavo un’occasione così, mi sento determinato e motivato, cercherò di portare la mia esperienza e la mia passione per il basket. I risultati si ottengono nel lavoro quotidiano, dando il 100% ogni giorno e anche più”.

Trapani Shark, l’impatto di Diana

Diana ha fatto capire come sono andate le sue prime ore nello spogliatoio dei Trapani Shark. “Non devo fare altro che aspettare la prima partita domenica – dice – . Ho avuto un buon impatto con la squadra. Il mio intervento all’interno della squadra sarà cauto, quando entri in corsa devi farlo poco per volta. L’obiettivo è quello di portare i ragazzi pronti al momento clou della stagione, ovvero i playoff. Cercherò di introdurre pian piano qualcosa di mio, nel sistema di gioco della squadra”.

Diana è voluto tornare sull’addio di Daniele Parente. Queste le sue parole sul rapporto con il suo predecessore: “Rispetto Daniele come persona prima che come coach. Prima che arrivasse l’annuncio ufficiale l’ho chiamato, ho pensato che fosse rispettoso che fossi io a dirglielo. Spero che la mia chiamata gli abbia fatto piacere, lo avrei fatto con qualunque altro allenatore”.

Cosa è pronto a fare Andrea Diana per i Trapani Shark? Il lavoro da fare, come già detto, sarà graduale: “Ho studiato la squadra, ma il vero feeling ce l’hai con il contatto diretto con giocatori e staff. Avrò bisogno di un pochino di tempo per fare valutazioni complessive e capire se c’è bisogno di qualche aggiustamento. A livello tecnico l’obiettivo finale ce l’ho ben chiaro in mente. Devo portare la squadra lì per gradi, non tutto insieme, altrimenti sarebbe un trauma per i giocatori e diventa controproducente”.

La crescita negli States

Andrea Diana ha svelato che il suo soggiorno negli Stati Uniti gli ha fatto benissimo. Anche perchè in un Paese del genere è facile e importante crescere come allenatore e come uomo: “Quando vieni allontanato da un club, devi vedere il periodo successivo come un investimento, un periodo di crescita e di aggiornamneto per farsi trovare pronti. Il basket è uno sport in continua evoluzione. Sono andato negli Usa per vedere come lavorano, me lo ha proposto Sergio Scariolo con cui sono andato a fare uno stage con i Sacramento Kings. Ho partecipato ad allenamenti e partite. Mi è servito per far crescere la mia conoscenza e portare qualcosa all’interno del mio sistema di lavoro”.

Per Andrea Diana, allenare i Trapani Shark significa fare un tuffo nel passato. Ma anche un modo per ricordarsi e ricordare cosa vuol dire giocare i playoff: “Trapani per me è una piazza molto importante per il basket. Tutti me ne hanno sempre parlato bene, l’ho vissuta sulla mia pelle nei playoff del 2016. Voglio trasmettere questo ai miei ragazzi, ovvero che i playoff saranno battaglie fisiche. Dovremo essere pronti a giocare anche partite sporche, come fu nelle battaglie tra Trapani e la mia Brescia.”.

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