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Stadio Palermo, il club aggiorna il Pef: chiesta parziale esenzione dai tributi

Le pratiche per ristrutturare lo stadio di Palermo e trovare una quadra sulla convenzione procedono parallelamente ma viaggiano spedite. Tanti i passaggi burocratici richiesti dalle istituzioni, che servono per far procedere i vari iter per avere poi un impianto rinovato e in controllo da parte dei rosanero. Il quotidiano La Sicilia pone l’accento sull’accento e le correzioni del PEF per il progetto del nuovo stadio del Palermo. In queste settimane sono stati diversi i temi che si sono sviluppati intorno alla questione tributi. Ma ci potrebbe essere un accordo per il futuro.

Stadio Palermo, il club aggiorna il Pef: le ultime

Tra i temi sollevati dal Palermo, secondo il quotidiano La Sicilia, c’è la questione dell’esenzione, quanto meno parziale, dai tributi. Nella nota, firmata dall’a.d. Giovanni Gardini, si sottolinea che questa condizione possa essere presa in considerazione in quanto “necessaria ed indispensabile per preservare l’equilibrio economico-finanziario dell’investimento”.

Da capire se l’intesa su questo punto è stata trovata o meno. Da ricordare che, qualche settimana fa, si è parlato di un arretrato del Palermo per circa 2,5 milioni di euro per quanto riguarda le imposte sulla pubblicità, Imu e Tari. Numeri emersi dal tavolo per ottenere la convenzione lunga che la società rosanero spera di ricevere. Gli stessi numeri a cui il club ha ribattuto, ricordando i soldi messi per alcuni interventi sull’impianto, chiedendo così una compensazione delle somme investite.

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Tornando al PEF, si è parlato anche della possibile cifra che il Palermo potrebbe spendere annualmente per la convenzione di 90 anni. Le cifre riportate dalla nota di Gardini, le cifre si aggirerebbero intorno “a un valore nominale complessivo di 27 milioni e a un valore attualizzato di 4,5”. Infine, su richiesta del Comune, è stata aggiornata la cosiddetta matrice dei rischi, ovvero i fattori di responsabilità e corresponsabilità, con il corollario delle relative penali. Il club si intesterebbe eventuali maggiori costi di intervento (salvo arrivo di risorse pubbliche), ritardi in collaudi e messa in esercizio. Sul Comune, invece, ricadranno il mancato ottenimento di pareri e delle autorizzazioni.

Redazione Sporticily
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