Spingere per un sogno, andare oltre fatica e stanchezza. Un imperativo che accomunava Pescara e Catania nel secondo atto di una sfida, quella valida per il primo turno nazionale playoff, che non poteva ammettere pause.
Il match dello stadio “Adriatico” non lesina emozioni: i rossazzurri ci credono e con Matteo Di Gennaro sbloccano la sfida nella ripresa, venendo raggiunti da Tonin al minuto 78.
Nonostante il nuovo vantaggio siglato da Montalto al novantesimo e un recupero extra-large, l’impresa non arriva e il Pescara festeggia l’accesso al prossimo turno. Un pizzico di attenzione e probabilmente anche di fortuna, avrebbe probabilmente dato ai rossazzurri, un epilogo diverso.
Pescara-Catania, le formazioni ufficiali
All’equilibrio di Baldini, cui correttivo è Cangiano al posto di Bentivegna, Mimmo Toscano risponde con una formazione audace e a trazione anteriore. Raimo sacrificato al ruolo di braccetto di destra con Guglielmotti che torna titolare a tre mesi dall’ultima apparizione dal 1′. Davanti, recupero lampo di Lunetta, che affianca Jimènez sulla trequarti.
Pescara (4-3-3): Plizzari; Pierozzi, Lancini, Pellacani, Moruzzi; Meazzi, Squizzato, Dagasso; Merola, Ferraris, Cangiano. All. Baldini
Catania (3-4-2-1): Dini; Raimo, Di Gennaro, Celli; Guglielmotti, Quaini, Di Tacchio, Anastasio; Jimènez, Lunetta; Inglese. All. Toscano
Pescara-Catania, risultato 0-0 al 45′: Un check del VAR tiene a galla gli etnei
Ritmi alti come da pronostico e vi erano pochi dubbi data l’importanza del match all’Adriatico-Cornacchia. Il Catania di Toscano si affida a scambi veloci, con il Pescara che sebbene abbia un vantaggio oggettivo, non abbassa esageratamente il suo baricentro.
Spunto interessante al minuto 10 del rientrante Guglielmotti, che lascia sul posto Moruzzi e prova il traversone sulla linea di fondo, bloccato dalla retroguardia di casa. E’ comunque un Catania volitivo e che quando crea, lo fa sempre da destra. Ancora Guglielmotti punta l’uomo due minuti più tardi e lascia partire uno spiovente sul secondo palo su cui svetta Di Tacchio ma senza trovare la porta: prima grossa chance per i rossazzurri, che non hanno altro pensiero che trovare – il prima possibile – la via del gol.
Sono di Meazzi, decisivo col suo ingresso in campo anche all’andata e oggi titolare, le incursioni più importanti per il Pescara. Due suoi filtranti diretti a Ferraris vengono letti egregiamente da Di Gennaro, il quale sventa il pericoloso. La prima occasione per il delfino non si fa attendere molto comunque.
Al 20′ Merola ruba palla a Celli e serve Meazzi che in area e da ottima posizione, non trova lo specchio col piattone. Un minuto più tardi la gigantesca opportunità è per Dagasso, che colpisce forte sotto la traversa ma trova, stavolta, un intervento strepitoso di Dini. E’ un Pescara comunque aggressivo quello di metà frazione, con Meazzi che sibila il palo per la seconda volta al 23′, lasciando un brivido lungo la schiena dei rossazzurri.
Per tornare a osservare un’occasione per gli uomini di Toscano, occorre aspettare il 36, con un tiro dai 25 metri di Anastasio smorzato da Lancini e facile preda del portiere Plizzari. Ultimi minuti all’Adriatico che sono a dir poco infuocati: un pestone galeotto di Inglese su Pierozzi viene sanzionato col giallo scatenando le proteste dei biancazzurri, ma il vero episodio clou arriva in pieno recupero.
Cangiano sguscia via su due uomini e dopo un intervento di Raimo (già ammonito) cade a terra, col direttore di gara che indica immediatamente il dischetto. Sarebbe tutto pronto dagli 11 metri ma un check del VAR inverte la decisione del direttore di gara, facendo respirare i rossazzurri in un finale tiratissimo e non privo di polemiche in panchina. A farne le spese è (anche) Toscano, allontanato dalla panchina etnea.
Pescara-Catania, risultato finale 1-2: Illusione beffarda
La missione qualificazione riprende nei secondi 45 minuti, con il Catania che per l’impresa ha bisogno di almeno due reti, ma è il Pescara a confezionare l’ennesimo clamoroso pericolo al minuto 53, con Dini che stavolta salva miracolosamente su Ferraris, in situazione di 1 vs 1 all’altezza del dischetto.
Toscano nel frattempo si gioca il tutto per tutto con gli ingressi di Stoppa e Dalmonte, entrambi subito pericolosi e vivaci. Inglese arriva con il giusto tempismo su una palla proprio del numero 21, ma non riesce a trovare lo specchio. Emozioni su emozioni all’Adriatico, con la sfera che col girare delle lancette, si fa sempre più pesante.
Dagasso va con la gran botta al minuto 65, ma Dini è una saracinesca. Il Delfino non passa e il Catania, all’arrembaggio e senza calcoli da fare, si riversa in avanti alla ricerca di un gol che trova al minuto 70. Cross di Stoppa e stacco vincente di Matteo Di Gennaro, che insacca e alimenta nuove speranze per i rossazzurri, regalando l’1 a 0.
Ritmi da altra categoria all’Adriatico, le emozioni si susseguono e al 78′ annoverano un momento topico: Stoppa si lascia andare in area di rigore e da lì nasce il contropiede dei padroni di casa, con Meazzi che galoppa palla al piede e serve Tonin, svincolatosi dalla marcatura. Il centravanti abruzzese punta deciso la porta e con il destro fa 1-1, liberando la gioia del pubblico di casa. Sul più bello, viene spento il forcing rossazzurro, che negli ultimi dieci minuti ci prova con 5 uomini offensivi contemporaneamente in campo e va al disperato assalto.
Nel primo dei sei minuti di recupero assegnati dal quarto uomo, Montalto sfrutta una carambola in area per insaccare a porta vuota ma c’è nuovamente un fischio a fermare il gioco. Il cross di Dalmonte è giudicato fuori dal rettangolo di gioco, ma è ancora il VAR a invertire la decisione. E’ 1-2 e il miracolo sembra ancora possibile.
Il Pescara deve solo amministrare e contenere pressing e cronometro, prima di festeggiare, solo al minuto 100, la qualificazione. Applausi e testa alta per un Catania che ci ha creduto fino in fondo, tradito solo (lo dice la stagione regolare) da un piazzamento in classifica che ha fatto la differenza nella sommatoria della doppia sfida.
Pescara-Catania, gli highlights
Le azioni salienti di Pescara-Catania 1-2.

