Javier Pastore rivive con gioia le sue due stagioni tra le fila del Palermo. L’argentino ha parlato in primis della tripletta realizzata nel derby del 2010 contro il Catania: “È una cosa che non si dimentica più, non si dimentica nulla di quella giornata. È stata magica. Nessuno immagina di fare tre gol in una partita così importante, è stato bellissimo per me e per tutti i tifosi. A Palermo mi sono sentito a casa, i tifosi mi hanno trasmesso una passione incredibile. Dopo la tripletta c’è stato come un quid in più, come a dire ‘da oggi non importa cosa succede noi saremo sempre con te'”.
Palermo, Pastore ricorda Zamparini
Javier Pastore arrivò a Palermo grazie a Walter Sabatini e Maurizio Zamparini. Ai microfoni del Giornale di Sicilia, ha speso belle parole per entrambi: “Ho dei ricordi bellissimi, con lui ho vissuto delle esperienze che non ho più vissuto con nessun altro presidente o proprietario. Amava il mio modo di giocare. Per lui tutto quello che io facevo andava bene. Tante volte sbagliavo soprattutto all’inizio, però per lui erano sempre gli altri che sbagliavano e io facevo bene. In quel periodo c’erano per fortuna Sabatini e Cattani che mi spiegavano cosa non andava e sono migliorato tantissimo. Dopo che sono andato via, ci siamo sempre scritti e sentiti con il presidente, mi voleva tanto bene. Per lui e Sabatini era importante che il mio percorso fosse in crescita perché ero una loro scoperta”.
Sono tante le partite che Pastore ha giocato in rosanero. Così, tra lo scontro diretto Champions contro la Sampdoria e la finale di Coppa Italia 2011 contro l’Inter, non ha dubbi nella scelta. “Tengo più alla finale, vincerla sarebbe stata la ciliegina sulla torta, una gioia enorme. C’era tutta la mia famiglia a Roma, è indimenticabile. Mi viene la pelle d’oca solo a pensarci”, dichiara.
Un suo ex compagno in rosa, Giulio Migliaccio, è tornato a Palermo sotto altre vesti. Pastore ha speso belle parole per lui e per Morgan De Sanctis: “Sono molto preparati, amano il loro lavoro e hanno un bel rapporto con i giocatori. Giulio già da giocatore si vedeva che era dirigente, ho ricordi bellissimi con lui. Una volta in un allenamento mi prese per il collo alzandomi i piedi da terra, però sono stati dei momenti che mi hanno fatto crescere tanto. Mi ha fatto capire che eravamo squadra e non singoli calciatori. È il compagno che più mi aiutato in uno spogliatoio”.
Il rendimento del rosa
Pastore parla poi del rendimento del Palermo in questa prima parte di Serie B. L’argentino è stupito nel vedere un ruolino di marcia mediocre in casa: “È vero che squadra sembra trovarsi meglio fuori, sono i risultati a dirlo. C’è da dire che la Serie B è molto complicata, io seguo il Palermo da tanto, sembra che nessuna squadra riesca a fare meglio di tutte, serve costanza. Io però li vedo bene e rapidamente possono risalire la classifica. Per me hanno tutte le carte in regola per fare il salto di categoria, è una squadra in crescita. È normale che i tifosi vogliono subito tornare in Serie A, per come stanno lavorando arriveranno in A prima che la gente se lo aspetta. Sono sicuro che Palermo tornerà ad essere una grande in Italia”.
A capo del club c’è Giovanni Gardini. Anche in questo caso, El Flaco ha belle parole da spendere: “È una persona molto preparata che vuole il bene del Palermo. Abbiamo parlato un po’ e vogliono portare il Palermo dove merita. Non è facile, però è gente che sta lavorando e creando il tutto per poterlo fare”.
Niente Palermo per Pastore
Nei giorni scorsi Javier Pastore ha annunciato il suo addio al calcio giocato. Ma come sta oggi il fuoriclasse argentino? “Sto benissimo e sono molto felice – risponde – . L’intervento che ho subito a febbraio è riuscito benissimo e non ho nessun tipo di dolore. Avrei potuto provare a tornare a giocare a calcio perché le condizioni erano buone, però mentalmente non ero pronto, ho detto basta. Sono felice così, sto studiando per avere una esperienza fuori dal campo come dirigente, come direttore sportivo. Ho tanti progetti in mente”.
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Pastore a Palermo ha trovato anche l’amore, sposando Chiara Picone. Al momento, però, non è in programma un trasferimento in Sicilia: “In questo momento non ci pensiamo. Abbiamo sempre vissuto in città diverse rispetto alle nostre di nascita e adesso viviamo a Madrid, non abbiamo un posto che ci fa dire “andiamo a vivere lì”. I bambini si trovano bene in Spagna, hanno gli amici e le loro attività. Ma io non chiudo mai una porta, l’ho fatto sempre, fin da bambino”.

