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Palermo verso il cambio tattico? Corini e il precedente di Lecce, dal tridente al rombo

Dieci giornate, nove punti in classifica, pochissimo da salvare. Questa è la sintesi estrema della prima parte della stagione di un Palermo palesemente in difficoltà come poche altre squadre del campionato di Serie B. Almeno per il momento non si è visto il tocco da parte di Eugenio Corini, nè l’incisività dei tanti nuovi acquisti arrivati – per la verità – negli ultimi giorni di mercato. Si è parlato a lungo di possibili e potenziali cambiamenti sul piano tattico. Un cambio radicale per la formazione rosanero, in modo da trovare l’abito giusto per affrontare al meglio il prosieguo della stagione. In primis quelle tre partite – contro Modena, Parma e Cosenza – che vengono considerate la deadline entro la quale rilanciare la squadra.

Il cambio tattico più prossimo, considerando le doti tecniche dei giocatori e la loro predisposizione in campo, potrebbe essere quello legato al passaggio al 4-3-1-2. Un modulo particolarmente affine a diversi elementi della rosa ma anche a Corini. Il tecnico lombardo lo ha già applicato da giocatore, in primis nelle sue ultime stagioni in rosa. Ma a proposito di questo eventuale cambio tattico, c’è un precedente che incoraggia.

Corini e il precedente di Lecce

Torniamo indietro alla stagione 2020/2021. Eugenio Corini diventa il nuovo allenatore del Lecce, al posto dell’esonerato Fabio Liverani. La sua storia parla di un campionato di Serie B vinto a Brescia, quindi c’è la voglia di bissare il risultato. All’inizio della sua avventura in terra salentina, Corini decide di puntare sul 4-3-3, modulo con il quale ha iniziato la sua carriera in panchina. Tuttavia, forte dell’esperienza con le Rondinelle e del gruppo a sua disposizione, decide di cambiare.

Si passa al modulo con il centrocampo a rombo, divenuto inevitabile per le caratteristiche dei suoi giocatori. Il greco Tachtsidis a fare da schermo davanti alla difesa, i cursori Henderson e Majer ai suoi lati, pronti a unire lavoro di inserimento e di interdizione. Tra le linee si muove Listkowski alle spalle del tandem composto da Pippo Falco e Massimo Coda. Il risultato è a dir poco incoraggiante: quarto posto e semifinali playoff conquistate. Contro il Venezia solamente un errore di Mancosu dal dischetto nega l’accesso in finale.

Come potrebbe cambiare il Palermo

Un Palermo con il 4-3-1-2, dunque? Difficile, ma non impossibile. Anche perchè una delle difficoltà più evidenti della squadra sembra essere quello di proporre gioco, soprattutto sugli esterni. Lasciare Matteo Brunori da solo in mezzo alle coppie di centrali difensivi non ha pagato i giusti dividendi. E non è un caso che l’attaccante riesca a rendersi pericoloso quando arrivano rifornimenti centrali, che siano essi con gli inserimenti dei centrocampisti o con l’accentramento di Di Mariano ed Elia.

E poi c’è l’infortunio di quest’ultimo a dare un assist involontario, doloroso ma sostanziale a Corini. L’assenza di una delle due ali potrebbe accelerare il processo, anche per consentire allo stesso Di Mariano di giocare fronte alla porta e di conseguenza più vicino a essa. Dunque l’ex Lecce potrebbe agire da trequartista alle spalle di un tandem, come quello composto dallo stesso Brunori e da Luca Vido. È evidente la voglia di mettersi in mostra dell’ex Cittadella, che ha giocato pochissimo ma ha già colpito due legni.

Una veste tattica, in conclusione, che potrebbe rilanciare altri giocatori. Elementi come Roberto Floriano o Edoardo Soleri, anch’essi visti con il contagocce e pronti a rimettersi in gioco.

Redazione Sporticily
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