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Palermo-Venezia, quei precedenti nei playoff 2018: ultima gioia prima di Frosinone

Il Palermo si prepara a scendere in campo contro il Venezia nella semifinale d’andata dei playoff di Serie B. Una partita che a tanti ricorderà un’altra semifinale, giocata a campi invertiti, quasi sei anni fa. Una semifinale che i rosanero vinsero, sognando il ritorno in Serie A. Prima che il destino (chiamiamolo così) presentasse il conto. La storia di queste due precedenti semifinali della stagione 2017-18 possono essere prese come un anello di congiunzione tra due storie: il passato, legato al Palermo di Maurizio Zamparini, e il presente, che oggi vede i siciliani far parte del City Football Group. In mezzo c’è una pagina dolce e amara, a tinte (neanche a dirlo) rosa e nere.

Palermo-Venezia, i precedenti nel playoff 2017-18: il percorso delle squadre in campionato

Quale fu il percorso di Palermo e Venezia prima di arrivare alle semifinali playoff della Serie B 2017-18? I rosanero, appena retrocessi, partivano coi favori del pronostico quell’anno per la vittoria finale. Nonostante una grande rivoluzione in termini d’organico, la squadra messa in mano a Bruno Tedino era di tutto rispetto, avendo in rosa gente come Alberto Pomini, Giuseppe Bellusci, Andrea Rispoli, Igor Coronado, Ilja Nestorovski e tanti altri.

Ma dopo un ottimo avvio di stagione, culminato col titolo d’invero, i siciliani avevano avuto un calo nel ritorno, perdendo diverse posizioni. Non a caso si era provato a sostituire il tecnico, passando alla guida di Roberto Stellone. Il cambio non era bastato, però, per evitare il quarto posto finale, alle spalle anche del Frosinone.

Diversa la stagione del Venezia, tornata in B proprio nel 2017-18. I lagunari, guidati dal tecnico Filippo Inzaghi, un’annata tutto sommato positiva e regolare, culminata (grazie ad una serie di 5 vittorie consecutive nel finale) al quinto posto in classifica. Tra l’altro proprio un 3-0 degli arancioneroverdi contro i rosanero era costato la panchina a Tedino, che non aveva vinto nemmeno la gara d’andata (0-0).

Nel Venezia non mancavano certamente i giocatori di spessore. Per citarne alcuni: Sinisa Andelkovic (passato in estate dal Palermo ai veneziani), Maurizio Domizzi, Simone Bentivoglio, Cristiano Del Grosso e anche dei giovanissimi portieri come Emil Audero e Guglielmo Vicario.

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All’andata regnò l’equilibrio, rosa qualificati da un autogol

Alla vigilia della prima semifinale il pronostico pendeva dalla parte del Palermo che, grazie al quarto posto, poteva giocare con due risultati su tre dalla sua. Eppure, la sfida dello stadio Pier Luigi Penzo del 6 giugno 2018 fu tutt’altro che scontata. Dopo un primo tempo molto tattico e con poche occasioni, era il Palermo ad aprire le danze con Antonino La Gumina, abile a controllare il pallone nello stretto e segnare con un tiro a giro. Il vantaggio era durato appena 4 minuti, con Davide Marsura, che approfittava di un preciso colpo di tacco di Gianluca Litteri per battere sottomisura il portiere rosanero e firmare l’1-1 finale. In mezzo tante occasioni da una parte e dall’altra per aume

La partita di ritorno, giocata 4 giorni dopo, partiva con una certezza: se il pareggio fosse rimasto in piedi per tutti e 90 i minuti, sarebbe passato il Palermo. Che per di più era passato in vantaggio dopo appena 4 minuti, grazie ad uno sfortunato autogol di Maurizio Domizzi generata da una conclusione di Aleksandar Trajkovski respinta da Emil Audero. Da lì, i siciliani gestivano la gara non senza patemi sino alla fine, sbagliando un calcio di rigore con Antonino La Gumina nel finale. Il 2-1 finale consegnava quindi la prima finale di playoff Serie B della storia al Palermo.

Da segnalare che, in quel doppio confronto, c’erano due protagonisti che oggi vestono maglie invertite. A guidare il Palermo in cabina di regia c’era Mato Jajalo, mentre nel Venezia si faceva largo un giovane centrocampista di nome Leo Stulac. Destino vuole che a 6 anni di distanza si ritrovino in una semifinale playoff, ma entrambi con un ruolo da comprimari.

La storia dopo: l’illusione Serie A e quella gara a Frosinone

Queste due precedenti tra Palermo e Venezia non fecero che acuire la rivalità tra queste due piazze. E non solo perché i siciliani erano di proprietà di Maurizio Zamparini, storico ex patron arancioneroverde mai perdonato per l’abbandono. Durante la stagione c’era già stato qualche attrito con l’allora presidente dei lagunari, Joe Tacopina, che si diceva potesse portare degli acquirenti alla corte di Zamparini. Rapporti, però, mai completamente stretti. Anzi negli anni a venire c’è stato modo di saggiare una certa antipatia sollevata da ambo le parti.

Dopo quella semifinale, comunque, era ancora vivo il sogno della Serie A per il Palermo. La piazza già pregustava la risalita nel massimo campionato, ancor più dopo il successo nella finale d’andata contro il Frosinone. Peccato che la pagina di calcio scritta il 16 giugno 2018 sia una delle peggiori della storia dei rosanero e di questo sport. Il clima ostile del pre-partita; i palloni gettati in campo dagli spalti e dalla panchina gialloblù per bloccare il gioco; l’arbitraggio quantomai discutibile del sig. Federico La Penna. Una ferita che si riapre ogni volta che si torna a quella stagione (forse perché fu l’inizio della fine). Ma che il Palermo vorrebbe cancellare per mettersi alle spalle il passato.

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