Pippo Inzaghi è pronto a varare un Palermo che si può dire quanto meno sperimentale. Chiusa ogni chance di promozione diretta e praticamente archiviate quelle legate al terzo posto (tenuto in piedi dal fattore differenza reti generale), i rosanero hanno poco da chiedere alle gare con Catanzaro e Venezia. Due sfide certamente di prestigio per la categoria, con una possibile rivale ai playoff e con la probabile vincitrice della Serie B. Ma che non offrono grossi stimoli per la graduatoria.
Così, lo stesso Inzaghi ha fatto capire che queste partite serviranno a tante “riserve” per mettersi in mostra. Un termine da non intendersi in senso dispregiativo, dato che tra quelli che hanno visto meno il campo in questi mesi c’è anche gente di primissimo livello. Ma anche giovani che vogliono affermarsi nella categoria e non solo.
Palermo, ampio divario tra i titolarissimi e le riserve: lo dice il minutaggio
Per quanto agli allenatori non piaccia parlare di titolari e riserve, di squadra A e squadra B, non si può negare che quest’anno il Palermo abbia puntato su un gruppo di giocatori ben definito. E a dettare la linea in questo senso c’è il minutaggio offerto da mister Inzaghi ai suoi ragazzi. A guidare la speciale classifica dei più presenti c’è chiaramente il capocannoniere della Serie B, Joel Pohjanpalo. Il finlandese è inseguito da vicino da Tommaso Augello, con i giocatori che sono gli unici sopra i 3000 minuti giocati. Poco sotto quella soglia c’è Jesse Joronen, che ha perso il primato per via degli ultimi infortuni.
Sotto, tra i 2800 e i 1800 minuti giocati c’è tutto il resto della squadra titolare: dai centrali Patryk Peda, Mattia Bani e Pietro Ceccaroni, ai vari Niccolò Pierozzi, Jacopo Segre, Filippo Ranocchia, Antonio Palumbo e Jeremy Le Douaron. Tutti giocatori con un minutaggio a 4 cifre, che hanno staccato per presenze il resto della squadra. Basti pensare che, fuori dai giocatori appena elencati, il calciatore con più tempo passato in campo è Emmanuel Gyasi con 862 minuti.
Il distacco è evidente e le motivazioni possono essere le più svariate. Dalla convinzione di Inzaghi a puntare su un gruppo ristretto e ben definito ad un mercato di gennaio che non è riuscito a dare la svolta che si aspettava. Senza dimenticarsi qualche infortunio che ha limitato le scelte del tecnico piacentino ad affidarsi a poche forze. Fatto sta che ora coloro i quali hanno visto decisamente meno il campo potrà avere una possibilità.
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Non solo Magnani e Johnsen: scalpitano Blin e Vasic, l’unica incognita è Gomes
I primi che certamente sono pronti a mettersi in gioco sono certamente Giangiacomo Magnani e Dennis Johnsen. Uno rientrato a Palermo dopo problemi personali, l’altro individuato come arma in più sulla trequarti, sin qui hanno visto il campo con il contagocce. Forse anche per una forma fisica non eccelsa e una necessità di adattarsi alle richieste di mister Inzaghi, che ha richiesto più tempo del previsto. Ma anche (e questo va detto) per l’ottima stagione dei giocatori con cui si confrontano giornalmente. Non può infatti passare in secondo piano quanto fatto da Bani e soci in difesa ma anche i numeri di Palumbo e Le Douaron.
Inzaghi sente di poter contare anche su diversi calciatori più giovani, che qua e là si sono visti in spezzoni di partita. E che comunque hanno provato a dare il loro contributo, soprattutto a gara in corso. Va detto come l’allenatore abbia spesso sottolineato quanto bene siano entrati nelle sfide gente come Giacomo Corona, Samuel Giovane e Aljosa Vasic. E come questi avrebbero anche meritato più spazio nelle settimane scorse. Non va dimenticato l’apporto che potrebbero dare in queste partite gente esperta come Bartosz Bereszyński, Alexis Blin e il già citato Gyasi. Calciatori che potrebbero anche tenere alto il livello di leadership qualora Inzaghi puntasse su un profondo turnover.
Forse un ragionamento diverso si potrebbe fare su Claudio Gomes, attualmente ai box per un problema fisico. Ma va detto che, quando è stato pienamente arruolabile, Inzaghi non ha puntato forte sul francese. Da cui ci si aspettava certamente un apporto diverso, dopo tante stagioni al centro del progetto tecnico-tattico. Non è chiaro se il giocatore, come gli altri abbia dovuto fare i conti con un gruppo diverso o se ci sia qualcosa di più profondo. Ma un suo recupero potrebbe tornare utile nel rush finale e soprattutto ai playoff. Dove il Palermo non farà distinzioni tra titolare e riserve: tutti dovranno dare qualcosa in più per sognare.

