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Palermo, Sirigu: “Ritorno emozionante, City Group punta al top. Il numero 46…”

Salvatore Sirigu torna a parlare da giocatore del Palermo. Il portiere sardo torna dopo 13 anni e racconta le sue sensazioni: “Vestire la maglia rosanero dopo 13 anni è un’emozione bella e particolare, qualcosa di importante che non succede a tutti. È il ritorno in un posto che mi ha visto crescere e ora mi vede tornare maturo. Tra gli aspetti che mi hanno spinto a scegliere il Palermo è sicuramente il fatto di tornare in una piazza che conosco bene e reputo molto importante. Un posto in cui comunque ho lasciato tanti amici e bei ricordi, dove ho anche dei ricordi importanti. È un posto stimolante, la società può solo crescere e ambire al meglio, è la scelta giusta”.

Palermo, Sirigu “trova” il City Group

Per Sirigu questo è il primo contatto con il City Football Group. Una holding che non ha bisogno di presentazioni e per la quale Palermo rappresenta una tappa importante: “Il City Group è una realtà importante nel mondo del calcio. Hanno visto nel Palermo le potenzialità che si sono sempre viste, fin da quando ero arrivato qui. È una piazza importante per tutta l’Italia, ha una nome e una particolarità anche all’estero. Palermo è una città che viene riconosciuta anche a livello internazionale”.

Il ritorno di Salvatore Sirigu lo ha visto inserirsi in un gruppo di qualità, guidato da Alessio Dionisi. Il portiere spende anche belle parole per il suo nuovo allenatore: “Le prime impressioni sono sicuramente buone. Non poteva essere altrimenti, mi hanno detto fin da subito che c’è un gruppo sano, senza problemi, con un allenatore giovane e ambizioso che ha già un buon bagaglio di esperienza in Serie A. Lo staff è giovane e di livello, è pronto a dare una mano ai giocatori”.

Sirigu sarà il più esperto tra i portieri del Palermo. Ragazzi come Sebastiano Desplanches potranno rubare dei consigli. Al tempo stesso l’ex PSG potrà avere degli stimoli per lavorare con colleghi così giovani: “Una figura esperta come la mia può aiutare a crescere dando consigli ed esperienza, ma anche semplicemente allenandomi con professionalità, che è il primo esempio da dare non solo per Desplanches ma anche per i giovani che sono in prima squadra. Anche loro sono importanti, allenarmi con ragazzi con 15 anni in meno è uno stimolo a continuare a dare il meglio ogni giorno. È importante anche per lo sviluppo di una squadra”.

Palermo, Sirigu ritrova De Sanctis e Migliaccio

Con il suo ritorno a Palermo, Sirigu ritrova Morgan De Sanctis e Giulio Migliaccio. Con entrambi ha già giocato, seppur in contesti diversi. E l’album dei ricordi non può non aprirsi: “Con Morgan ho condiviso tanti anni in Nazionale, con Giulio ho condiviso uno dei momenti più belli della storia del Palermo. Ho ricordi importanti e belli con entrambi. Con Morgan ho fatto gli Europei 2012 in cui perdemmo in finale ma è stata una delle competizioni più esaltanti per me in Nazionale. Con Giulio abbiamo scritto una pagina storica del Palermo, quando parlo con lui ci guardiamo indietro e ripensiamo a quel che abbiamo fatto non senza difficoltà. Era un altro calcio, ricordiamo tutto con piacere e soddisfazione”.

La storia di Salvatore Sirigu a Palermo si era chiusa con la finale di Coppa Italia del 2011. Una sconfitta amara, ma anche un modo per confrontare le due “generazioni” di tifosi rosanero: “La finale del 2011 è stata la mia ultima partita, poi sono andato via. È un ricordo indelebile, anche da parte di altre persone che hanno vissuto una partita così importante, persa contro una squadra che solo l’anno prima aveva fatto il Triplete. Avevo la sensazione che in quella finale si poteva fare di più. Dopo tanti anni la tifoseria è cambiata, anche per dati anagrafici, ora ci sono tanti giovani che si affacciano allo stadio e ci saranno facce nuove. Lo spirito e l’emozione sono quelle”.

Tra le altre cose Sirigu ha ammesso di aver seguito il Palermo anche dopo il fallimento. Ed è forse qui che è emerso in maniera lampante l’amore della piazza per questa squadra: “Ho seguito il Palermo anche in Serie D, ricordo di uno stadio pieno e una grande affluenza. Questo lo hanno notato anche alcuni miei amici all’estero che si chiedevano come fosse possibile che una squadra in una categoria così bassa avesse un tifo così importante. Questa è Palermo e continuerà a essere così”.

La storia del numero 46

Infine Sirigu ha raccontato la storia del numero 46. Una scelta legata ovviamente a Valentino Rossi, anche se le “radici” di questo numero erano finora ignote: “La storia del numero 46 è particolare. Risale al ritiro del 2009 a Saint Veikt, la stagione con Zenga allenatore. Ero un ragazzo esuberante, avevo scelto il numero 6. Nella prima amichevole viene stampata la maglia, Zenga vede la maglia e se la prende con il magazziniere. Nacque una polemica, mi disse che ero inguardabile. Avevamo appena visto una gara di Valentino Rossi e il magazziniere mi consigliò di mettere il 46. Da lì mi è rimasto, ma la scelta di ogni numero è stata sempre condivisa con i miei fratelli. Ho sempre cambiato numero in ogni squadra. Quando ho saputo di tornare ho chiesto ai miei fratelli, ma loro mi hanno detto che a Palermo sono ricordato con il 46. E poi Valentino Rossi è un idolo della mia adolescenza, un’icona come il mio numero”.

Redazione Sporticily
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