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Palermo, Osti: “Calciomercato in continuo movimento. Primo acquisto? Inizia con la F…”

Carlo Osti parla al termine del suo primo anno da direttore sportivo del Palermo. Lo storico dirigente, ai microfoni del Corriere dello Sport, ha fatto capire di non avvertire le pressioni della piazza. Anzi, la sua scorza è abbastanza dura dopo i tanti anni di lavoro nel calcio: “Sono stato anche alla Sampdoria e la pressione a Genova è simile, anzi là è suddivisa su due squadre mentre qui percepisci che una città intera vive per il Palermo. Il che trasmette ambizione ma comporta maggiori stimoli”.

Il calciomercato del Palermo secondo Osti

E fin dalla prima sessione di calciomercato a Palermo, Osti ha subito esibito i documenti. L’arrivo di giocatori di spessore come Emil Audero, Giangiacomo Magnani e Joel Pohjanpalo è stato un biglietto da visita. Il direttore sportivo ne parla con orgoglio: “Ho portato un certo tipo di calciatori che ritengo utili alla causa. Io ho suggerito un percorso con giocatori pronti, e il City l’ha accettato; il tempo dirà se otterremo i risultati sperati, lavoriamo tutti assieme per questo scopo”.

L’esperienza di Osti e la solidità del City Football Group sono due elementi importanti per il calciomercato del Palermo. Il direttore sportivo ha parlato proprio del modo di interfacciarsi con la proprietà: “Io sono affascinato dal rapporto col City Group. Ai primi di dicembre sono stato a Manchester per la prima volta e ne sono rimasto impressionato. Organizzazione straordinaria, riunioni con 153 osservatori da tutto il mondo, confronti con i direttori di ogni squadra del gruppo, strutture d’eccellenza. Un club che anticipa il futuro. Il Cfg vuole capire prima quali caratteristiche dovrà avere il calciatore del 2030. Palermo ne avrà solo vantaggi. Con una realtà simile alle spalle, dirigenti di grande livello e il calore del Barbera, è più facile convincere i giocatori a venire”.

Ma quale sarà il primo colpo di calciomercato del Palermo nel 2026? Osti, come ci si poteva aspettare, non fa nomi. Anzi, c’è una qualità che non si può comprare e che i rosanero devono continuare ad avere: “Comincia per F, e si chiama fame. È la dote che più necessita per emergere in un torneo durissimo come la B. Con Inzaghi ce n’è già tanta ma averne di più non guasta”.

L’addio di Brunori

Carlo Osti non vuole sbilanciarsi sulle dinamiche del calciomercato. C’è chi lamenta carenza di qualità e fantasia in fase offensiva. Il direttore sportivo del Palermo, però, la pensa diversamente: “Vedremo, il mercato è un fiume in continuo movimento. L’insidia di gennaio è voler cambiare troppo, io preferisco far crescere i giocatori che abbiamo, come è successo nell’ultimo mese dove abbiamo vinto 4 partite su 5. Non abbiamo l’ansia di intervenire ma siamo vigili. Voi parlate solo di entrate ma magari mi chiedono Pierozzi dalla A”.

Nel frattempo si è consumato l’addio di Matteo Brunori, andato alla Sampdoria. Questa è la versione ribadita da Osti sulla cessione dell’ex capitano del Palermo: “Brunori nessuno lo ha voluto mandare via, ma oggi il suo ruolo era cambiato. Lui ne è consapevole, è stato correttissimo, ha deciso di andare e noi lo abbiamo accontentato dato quello che ha fatto per il Palermo. Al suo posto? Detto che Le Douaron è cresciuto, arriverà un altro attaccante di livello, che ci possa migliorare. E non è facile”.

Il Palermo, fin qui, ha puntato poco sui giovani. Osti ha fatto capire qual è il motivo per cui arrivano in rosanero giocatori già affermati: “Un calciatore più esperto si relaziona meglio con una piazza esigente. È più difficile vincere valorizzando i giovani, anche se ad esempio Peda e Vasic si stanno rivelando certezze. Ci sono certe maglie che “pesano” di più, il Palermo in B è un top club: in una trattativa devo considerare anche l’aspetto caratteriale di un giocatore. Spesso ciò che fa scattare qualcosa”.

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L’impatto di Inzaghi

Carlo Osti ha parlato anche di Filippo Inzaghi e del suo impatto a Palermo. Il direttore sportivo ha sottolineato la mentalità del tecnico rosanero: “Il Palermo è pragmatico, subisce poco e segna. È una squadra riconoscibile ed è merito dell’allenatore. La fame di calcio di Pippo fa la differenza: conosce tutto, nel tempo libero guarda le partite di C e mi chiama per analizzarle. Il gioco non è sempre brillante? Cattiveria ed agonismo sono ok, ma la nostra rosa ha anche qualità, e Inzaghi lavora per farla emergere”.

Ma quali sono i colpi di calciomercato di cui Carlo Osti va più orgoglioso? Si parte proprio da un calciatore portato a Palermo all’inizio della sua avventura: “Pohjanpalo: non era facile convincerlo, ma l’ho sempre pensato adattissimo per Palermo. Alla Samp portai Muriel, Schick e Skriniar. Ma vado fiero di un acquisto dei miei inizi: ero a Terni, presi Fabrizio Miccoli dal Casarano. Tutti dicevano che era troppo basso, Palermo sa bene che giocatore è stato”.

Francesco Cammuca
Francesco Cammuca
Uno dei fondatori di Sporticily, vive il giornalismo sportivo (e non solo) sul campo dal 2009. Dalle sue dita arrivano articoli approfonditi e a volte taglienti, la sua voce è una di quelle che raccontano le vicende delle squadre di cui la nostra realtà si vanta di essere Media Partner.

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