Matteo Brunori lascia il Palermo e diventa un nuovo giocatore della Sampdoria. Una notizia sulla quale ogni traccia di mistero era ormai totalmente decaduta da qualche giorno. Il saluto straziante ai tifosi rosanero dopo il fischio finale della gara contro il Padova e i rumors di calciomercato a cavallo tra fine 2025 e inizio 2026 sono stati gli ultimi step di una storia d’amore che ha vissuto varie fase. La diffidenza-indifferenza delle prime settimane; i dubbi dopo qualche segnale incoraggiante; l’esplosione della più bella delle passioni, al punto da sentirsi invincibili insieme, ma anche un po’ da soli.
Un amore folle in un tempo piccolo
La passione con cui Palermo ha avvolto Matteo Brunori, soprattutto a partire dalla seconda metà della stagione 2021-22, è stata qualcosa di incredibile. Un sentimento riservato a pochissimi eletti nella storia rosanero, ma comprensibile viste le recenti ferite. La piazza e la tifoseria sentivano ancora troppo vicini gli echi del fallimento, delle prese in giro, delle promesse da marinaio (a proposito di Sampdoria…). Dunque, il fatto di poter contare su un giocatore capace di trascinare la squadra in campo e i tifosi (neanche troppi in realtà) presenti sugli spalti è stato sufficiente.
Un amore folle in un tempo piccolo, scriveva Franco Califano. E in effetti sono bastati pochi mesi, se non poche settimane, per far sfociare il sentimento più bello di tutti. Un legame divenuto indissolubile, una fede quasi cieca a dispetto dei risultati delle stagioni successive. I numeri di certo hanno supportato questo rapporto, perché Matteo Brunori ha continuato a segnare, ma non a essere segnante.
Poi, la svolta negativa. 24 maggio 2024, il Palermo esce dai playoff sul campo del Venezia. Il microfono si accende, la domanda del giornalista presente in mixed zone termina. Arriva una frase: “Giocare a Palermo non è semplice perché hai pressioni che ti responsabilizzano anche in positivo. La piazza ti fa sentire veramente giocatore, ma in un attimo ti può distruggere“. Parole che non piacerebbe sentir dire a nessuno, soprattutto a chi macina migliaia di chilometri per tutta la stagione. Parole che non piacerebbe sentir dire da nessuno, soprattutto da chi dice di portare con orgoglio la fascia da capitano.
Palermo, Brunori e un legame in declino
E così ci si presenta all’estate del 2024 con un tormentone. Quasi una nuova ossessione, sempre per citare una canzone. Matteo Brunori continuerà a giocare per il Palermo? Ad alimentare le voci ci pensa anche l’entourage del capitano, che a più riprese parla di un giocatore che “merita la Serie A”. Morgan De Sanctis, nuovo direttore sportivo, prova a dissipare ogni dubbio ma non basta. Anche perchè il clima nel ritiro estivo di Livigno non aiuta. L’italo-brasiliano non parla con nessuno, non sorride, non viene fatto interfacciare con la stampa, non sempre è gioviale e cordiale con i tifosi e i curiosi presenti al centro sportivo.
Poi Manchester, il mini-ritiro lontano da tutto e da tutti. Il 29 luglio Brunori parla, dice di essere fiero di giocare nel Palermo e di voler dare il massimo per questa maglia. Peccato che, nonostante queste dichiarazioni senza contraddittorio, niente tornerà più come prima. Il numero 9 gioca e non gioca, segna poco, borbotta. Poi arriva Carlo Osti, “un direttore sportivo vero” come verrà etichettato dopo la vittoria sul Modena. Un ds che, però, nel ruolo tanto amato dal capitano ingaggia un certo Joel Pohjanpalo.
In pochi se ne renderanno conto, ma è forse questa la parola “fine” sull’era dorata di Matteo Brunori a Palermo. Non più il capitano, non più il condottiero, non più l’anima della squadra. Semplicemente Matteo, con un numero pesante sulle spalle e un lembo di stoffa altrettanto pesante sul braccio.
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Una svolta repentina
I primi giorni del 2026 sono stati quelli del silenzio e dell’attesa. Un’attesa che i sostenitori di Brunori più che del Palermo volevano che finisse al più presto, magari con una smentita e l’inizio di un’operazione rilancio. Poi, però, il tam tam di rumors si è trasformato in realtà. La sera di sabato, quella in cui esci di casa tirato a lucido per andare a prendere la tua amata, Matteo Brunori saluta (forse per sempre) il più grande amore della sua carriera calcistica per abbracciare un’altra causa. Forse una scappatella, forse un episodio sporadico prima di rendersi conto che “omnia vincit amor”.
Eppure, Matteo Brunori se n’è andato da Palermo in punta di piedi, accerchiato da un silenzio assordante. Ci ha pensato il club, con un video tributo, a salutarlo al meglio, come accade sempre in casa rosanero in questi casi. Chi si aspettava un saluto via social da parte dell’ormai ex capitano è rimasto deluso, almeno per il momento.
Nel frattempo prosegue il processo al Palermo, in particolare a due persone. Carlo Osti, il “direttore sportivo vero” che lo avrebbe fatto andare via per rinforzare una rivale. Eppure a metà campionato il quarto posto a 33 punti del Palermo appare lontanissimo dal quattordicesimo della Sampdoria a 17 lunghezze. Filippo Inzaghi, un allenatore che “non lo ha mai capito veramente”, come sostengono alcuni fans dell’italo-brasiliano.
Del resto, anche gli amori più passionali sono spesso destinati a finire. E per terminare un ipotetico trittico di citazioni, “non piangete perché è finito, sorridete perché è successo”.

