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Palermo, le pagelle di fine anno: Segre il migliore, Henderson-Insigne flop

Si è conclusa con una grossa delusione la stagione 2023-24 del Palermo, per il quale è tempo di pagelle. I rosanero, partiti con ambizioni da promozione (al netto di qualche dichiarazione sin troppo diplomatica) hanno chiuso al sesto posto il loro campionato. Che sarebbe stato settimo se solo la Sampdoria non avesse avuto una penalizzazione a inizio anno. Poco importa se si è migliorato il piazzamento dell’anno precedente, una sorta di minimo sindacale vista la squadra costruita in estate.

Ora il Palermo dovrà tirare una linea e ripartire quasi da capo per puntare più nettamente alla Serie A, ma prima andiamo a vedere le pagelle di fine stagione.

Palermo, le pagelle di fine anno: i migliori e i peggiori tra i rosanero

Nelle pagelle di fine anno del Palermo proveremo a fare un compendio della stagione appena trascorsa. Ci limiteremo a dare dei voti per ogni giocatore limitatamente a quanto visto sul campo, in cui hanno spiccate le prestazioni di alcuni singoli. Su tutti Jacopo Segre, Matteo Brunori, Filippo Ranocchia e Salim Diakitè. Grandi delusioni invece alcuni grandi colpi di inizio stagione come Roberto Insigne, Mamadou Coulibaly e Liam Henderson. Ecco qui le pagelle al termine della stagione 2023-24 del Palermo.

I portieri

PIGLIACELLI 6- – Il popolo rosanero ha spesso criticato le prestazioni dell’estremo difensore, lungamente titolare inamovibile della squadra nonostante alcuni errori. In stagione, tra campionato, playoff e Coppa Italia ha incassato 55 gol in 38 presenze, per una media di 1,44 reti subite per gara. Numeri non eccellenti, peggiorati nettamente nel girone di ritorno, complici le defaillance dei compagni di reparto. Ma questi vanno calati in una realtà più ampia. Il Palermo ha subito 176 tiri totali in stagione. Numeri più vicini a squadre come Ternana e Lecco che a Parma e Como. E non va dimenticato che, al netto delle uscite sbagliate e dei tiri da fuori (autentico incubo quest’anno per tutti i portieri rosa), Pigliacelli ha fatto anche diversi interventi importanti. Tanto da mantenere la porta inviolata 9 volte in stagione. La sufficienza dunque non è piena ma c’è, in attesa di capire il suo futuro.

DESPLANCHES 6 – Dopo tanto attendere, sul finale di stagione si è visto anche il portiere dell’Italia U21. Le presenze totali sono appena 4 tra campionato e playoff, tutte nel finale di stagione. Il giovane estremo difensore, chiamato in causa a sorpresa da Michele Mignani, ha subito 3 reti e messo 2 clean sheet a referto, dimostrando delle buone qualità in presa alta e in personalità. Come per Pigliacelli, non ha fortuna sui tiri da lontano, problema a cui il Palermo non ha mai trovato delle soluzioni. Dalla sua ha comunque il futuro, che gli riserverà quasi sicuramente la maglia da titolare nella formazione rosanero.

KANURIC s.v. – Il portiere classe 2000 lascerà il Palermo senza aver mai visto il campo in partite ufficiali. Per lui appena qualche spezzone nell’amichevole contro il Lommel e nulla più.

La difesa

DIAKITÈ 6,5 – Chiamato a dare una scossa sulla fascia destra dopo l’addio ad Ales Mateju e le prestazioni più o meno convincenti di Graves e Buttaro, il Ninja ha fatto vedere cosa può mettere al servizio della squadra. Ha giocato in tutti i ruoli difensivi della area di destra (braccetto, terzino puro, esterno a tutta fascia) risultando molto convincente. Anche lui non è stato sempre al top, ma le sue prestazioni possono decisamente migliorare. La prima mezza stagione in rosanero si chiude con 18 partite e 3 gol comunque importanti con Sudtirol e Sampdoria (nei playoff). È uno dei pochi che merita sicuramente la conferma.

GRAVES 6+ – Dopo essere stato la sorpresa del girone d’andata del Palermo (anche nelle pagelle), ritorna quasi stabilmente in panchina in quello di ritorno. Ma, ogni qualvolta è chiamato in causa, dà sempre il suo contributo. Che sia da terzino destro bloccato o braccetto di destra, il danese appare sempre molto centrato nel compito da svolgere. Tanto che, tra squalifiche e infortuni dei compagni di reparto, è titolare nelle gare di playoff contro Sampdoria e Venezia. Coi lagunari non è stato perfetto, ma è sembrato più un problema di squadra ormai senza più energie fisiche e mentali. L’annata termina con 15 presenze stagionali e un gol a Como che sarebbe potuto valere molto di più del punto conquistato.

BUTTARO 5,5 – L’infortunio ad inizio anno ha condizionato non poco la stagione dell’ex Roma. Per di più, quando chiamato in causa, ha fatto più il quinto di centrocampo che il terzino destro, ruolo che è per lui più congeniale. Se sulla fase di spinta pare recuperato, si deve ancora lavorare (e tanto) sulla qualità dei suoi cross e sulle letture difensive. La rete realizzata a Cosenza è stato un piccolo sprazzo di luce in un’annata oscura. Con 10 partite, un gol e un assist c’è poco altro da aggiungere, se non un incoraggiamento a migliorare per il futuro.

LUCIONI 6,5 – È indiscutibilmente il giocatore più carismatico della squadra. Capitano di fatto quando gli infortuni l’hanno tenuto lontano dal campo. Il Palermo se n’è accorto, suo malgrado, proprio durante la sua lunga assenza. Sono 27 le presenze, contando tutte le competizioni. Il miglior Lucioni, però, si è visto solo nel girone d’andata. Quando è tornato, ha faticato a trovare la condizione ideale. Forse, se i rosanero lo avessero avuto per più tempo, l’annata sarebbe andata in altro modo. Rimangono a referto le reti contro Reggiana e Ternana e la sponda di testa a Brunori per il momentaneo 1-2 in casa del Venezia in regular season.

CECCARONI 6- – Il difensore classe 1995 ha vissuto tanti up and down durante questa stagione. Di lui si ricordano tante partite al top, soprattutto al fianco di Lucioni, ma anche diversi svarioni. Dalla trasferta a Cittadella alle gare al Barbera con Ternana e Venezia. Inoltre, come spesso è capitato ai centrali in più momenti, ha mostrato una certa difficoltà a contrastare gli avversari al limite dell’area di rigore. Aspetto deleterio, visti i dati dei rosa sui tiri da fuori. Termina l’anno con 31 partite, 2 gol e 2 assist a referto.

MARCONI 5 – Chiariamo il punto: per abnegazione, attaccamento alla maglia e decisività nella sua intera esperienza a Palermo, Marconi meriterebbe un 8 pieno nelle pagelle. Ma qui si valuta la stagione ed è evidente che uno dei pochi superstiti del 2021/22 abbia fatto male nelle poche occasioni avute quest’anno. Da dimenticare le partite a Como e Brescia, dove di fatto indirizza la gara per gli avversari. E non basta la buona prova offerta nei playoff contro la Sampdoria a garantire la sufficienza. Marconi lascerà Palermo dopo 108 partite ufficiali (di cui appena 14 giocate quest’anno), 4 gol e 4 assist. E un salvataggio in rovesciata a Padova che alla fine cancella ogni cattivo ricordo.

NEDELCEARU 6 – Come è capitato a Marconi, anche il romeno ha visto notevolmente ridursi il proprio minutaggio rispetto alla scorsa stagione. Ma dopo qualche mugugno malcelato, alla fine ha avuto le sue chance e, in qualche maniera, è riuscito a coglierle. Nelle 21 partite disputate nel 2023/24 (condite dalle reti contro Cremonese e Lecco) ha avuto l’ingrato compito di dover prendere il posto di un leader nato come Lucioni. Non sempre ci è riuscito, ma nel girone di ritorno ha dato prova di poter comunque essere utile alla causa. Michele Mignani lo prova addirittura da terzo di sinistra e pare sentirsi più a suo agio lì che da centrale puro nella difesa a 3. Peccato sia stato lasciato fuori dai titolari nella doppia sfida col Venezia, dove avrebbe potuto (forse) contenere meglio Pohjanpalo.

LUND 6+ – L’esterno di passaporto americano aveva sorpreso in tanti al momento del suo arrivo. Ma col passare delle partite la sua spinta e la sua attenzione sono calate vistosamente. Il numero 3 sfodera ottime qualità quando si tratta di attaccare, puntare l’uomo e mettere cross in mezzo. Sono meno spiccate le sue skill legate ai fondamentali in difesa. Rimangono nella mente dei tifosi i 2 gol – belli quanto (purtroppo) inutili – contro Ternana e Pisa e i 4 assist in 37 partite. Ma soprattutto un sorriso inconfondibile in ogni singola foto pre-gara e in tanti post-partita che l’hanno fatto diventare un giocatore ben voluto dalla piazza.

AURELIO 5,5 – Nonostante le 27 presenze, condite da un gol decisivo al Sudtirol e un assist, non è facile giudicare l’annata del giovane laterale. D’altronde, sono più le volte in cui è entrato a gara in corso che le presenze dal primo minuto. In generale, manca di attenzione nelle zone nevralgiche del campo, in cui si è spesso fatto bruciare dagli avversari. Qualcuno forse ricorderà i due gol subiti contro la Cremonese nella sanguinosa gara di ritorno, arrivati in situazioni in cui il numero 31 non è esente da colpe.

Il centrocampo

GOMES 6+ – La stagione del centrocampista francese è lontana dall’essere inattaccabile. Nell’annata di esordio in Italia aveva saputo accompagnare verticalmente la squadra, con la sua caratteristica corsa palla al piede utile nei contropiedi. Quest’anno ha, invece, dovuto cantare e portare la croce. Prima da regista (ruolo non suo), poi da mediano nel 4-2-3-1 e poi come playmaker davanti alla difesa nel 3-5-2. Un vorticoso e continuo cambio tattico che non lo ha certo favorito. Tanto da apparire in affanno e non sempre in forma per diverse partite. Quando, però, non è in campo il suo equilibrio manca tremendamente alla squadra. Anche per lui non è noto il futuro, ma chiude il 2023/24 con 37 presenze stagionali e 3 assist.

STULAC 6- – Ennesima annata complicata per lo sloveno. Stavolta non sono gli infortuni a fermare l’ascesa del regista, ma le scelte tecnico tattiche di Eugenio Corini prima e Michele Mignani poi. Il suo passo compassato e la sua flemma mal si sono adattate ad un Palermo che ha vissuto in maniera frenetica tanti momenti della propria stagione. Tanto da sparire dai radar quasi del tutto nel finale. Nonostante ciò, non vanno dimenticati i gol 4 gol in 22 presenze, tutti siglati nel 2023. Il voto inevitabilmente ne risente, risparmiandogli una brutta insufficienza.

SEGRE 7- – Il Dottore ha finito il 2023/24 in debito d’ossigeno, perché le sue forze sono state spremute sino allo stremo. Eppure, con un colpo di testa dei suoi – parato da Joronen – ha rischiato di riaprire il discorso qualificazione in quel di Venezia. Segno evidente che, nonostante tutto, l’ex Torino fosse pronto ancora una volta ad aiutare la squadra in zona gol. Con Eugenio Corini in panchina, Segre ha vissuto una prima parte di stagione praticamente da bomber (7 le reti segnate quest’anno in 38 presenze). Il tutto sfruttando i suoi grandi tempi d’inserimento e le sue doti aeree. Con Michele Mignani è invece tornato a fare legna a centrocampo, venendo anche qualfhe volta lasciato in panchina. Una scelta che, alla luce dei fatti, è risultata incomprensibile. Soprattutto per le difficoltà dimostrate dal Palermo al termine del torneo. Rimane comunque una stagione da ricordare.

COULIBALY 5 – Si temeva che quel poco di buono che si era visto ad inizio anno (assist a Brunori a Venezia e gol al Brescia) potesse essere un fuoco di paglia. Purtroppo, così è stato. Qualche infortunio di troppo hanno condizionato la resa del senegalese, che non è stato in grado di sfruttare appieno le proprie qualità. Chiude la sua annata (e probabilmente la sua esperienza a Palermo) con 20 presenze e un voto negativo nelle pagelle.

HENDERSON 4,5 – È una delle delusioni più grandi del Palermo 2023/24 e le pagelle non mentono. Lo scozzese era partito come acquisto di punta della linea mediana dei rosanero. I numeri parlano chiaro: 31 presenze, condite da un solo gol e 4 assist. Le prime partite del calciatore dell’Empoli sembravano lasciare delle ottime impressioni, soprattutto quelle contro Modena e Sudtirol. Col tempo, però, l’incisività è calata drasticamente e sono aumentati errori e nervosismo. L’anonimato, che l’aveva già colto al termine del girone d’andata, se n’è impadronito nuovamente nel ritorno, tanto da metterlo ai margini nel progetto tecnico. A queste condizioni è difficile che possa avvenire il riscatto dall’Empoli.

RANOCCHIA 6,5 – Verrebbe da chiedersi come sarebbe andata se l’operazione che lo ha portato a Palermo si fosse definita in estate e non solo a gennaio. Il talento ex Juventus ed Empoli ha fatto vedere, in poco tempo, quanta qualità passa dai suoi piedi. Gol, assist, sventagliate, il tutto accompagnato da un dinamismo che ha permesso anche di vederlo schierato tra due mediani. Ma se c’è una zona di campo in cui Pippo si esalta, quella pare essere la trequarti avversaria. Peccato averlo perso per infortunio nella fase cruciale del campionato e averlo ritrovato quando tutto era ormai compromesso. La prima fase della sua esperienza in Sicilia termina con 15 partite, 4 gol e un assist. Ma ci sarà tempo e modo per migliorare questi dati.

VASIC 6- – Si conferma il trend da oggetto misterioso per il talentino serbo. Tanti, troppi infortuni di breve entità e mai superati pienamente, che lo hanno costretto a un minutaggio esiguo. Stando così le cose è quasi impossibile effettuare delle riflessioni sul suo rendimento. La sensazione da noi avuta nei momenti in cui l’ex Padova è sceso in campo, è quella di un giocatore schierato in zone di campo non adatte alle sue caratteristiche. Da qui emerge una sufficienza non piena, a fronte di 20 presenze stagionali.

L’attacco

INSIGNE 5 – L’anno scorso a Frosinone è stato uno dei fautori della promozione dei gialloblù. 12 mesi dopo, il Palermo si è ritrovato un giocatore involuto e sperduto nei meandri di una stagione anonima. Va detto che gli schemi tattici di Eugenio Corini e Michele Mignani forse non hanno valorizzato appieno la sua abilità nel muoversi tra le linee nella trequarti avversaria. Il tecnico ex Bari ha tentato una modifica in extremis per coinvolgere maggiormente l’attaccante, ma per lui la stagione era finita da tempo. Insieme ad Henderson una delle più grandi delusioni della stagione, al netto di 2 gol e 4 assist in 27 match, in cui raramente è rimasto in partita per 90 minuti.

DI MARIANO 6 – Per impegno e abnegazione rimane uno dei più affidabili della squadra. Non c’è un ruolo in cui il palermitano doc non si spenda, dando tutto di sé. A farne le spese è il suo fisico, spesso vittima di infortuni. Tra il problema agli adduttori nel girone d’andata e la profonda ferita alla gamba rimediata contro il Parma, gli stop sono stati frequenti. Nonostante tutto, Kekko è stato il miglior assistmen della squadra, con 6 passaggi vincenti ai propri compagni. L’unica pecca rimane la lucidità sotto porta, la cui conseguenza è l’assenza di gol segnati in qeusta stagione. Nelle pagelle del Palermo, il suo voto non può essere negativo.

TRAORÈ s.v.12 presenze tra campionato e playoff per oltre 220 minuti complessivi, al netto dei minuti di recupero. L’equivalente di 2 partite e mezzo, grossomodo. Sarebbe ingeneroso giudicare un giocatore in queste condizioni. Di certo, con così poche informazioni, risulta addirittura pachidermica la richiesta di 10 milioni di euro di riscatto. Farà carriera altrove.

DI FRANCESCO 6- – Il Palermo prende lui e Insigne per fare il salto di qualità e innescare Brunori con grande costanza. Difficilmente si è visto tutto questo. L’ex Lecce, in tutta onestà, si è barcamenato fino alla fine. Nonostante tutto, ha raggiunto la soglia dei 5 gol, che non segnava con una singola squadra da 3 anni. A negare la sufficienza piena al figlio d’arte è però l’incostanza delle sue prestazioni. D’altronde si è spesso assistito alla presenza di un giocatore troppo attaccato alle corsie laterali e dunque lontanissimo dalla porta. Una mossa che, si spera, non venga riproposta in futuro.

MANCUSO 5,5 – Essere costantemente in panchina e cercare di cambiare in corsa le partite non è mai facile. L’attaccante ci ha provato ma raramente ci è riuscito, visti gli appena 900 minuti a disposizione. Appena 4 gol realizzati e altrettanti assist serviti in 29 presenze, per lo più da subentrante. Poi ci sono altre prestazioni risultate tanto generose quanto sterili dal punto di vista realizzativo. Il passaggio al modulo a due punte da parte di Mignani poteva essere una carta da cogliere al volo per l’ex Monza. Tuttavia, dopo il gol alla Sampdoria, Mancuso è tornato a sedere in panchina. E, come visto con altri giocatori in prestito, sembra destinato a non rimanere.

SOLERI 5,5 – La doppietta al Modena è il punto più alto di una stagione in chiaroscuro per l’attaccante. L’addio a gennaio è stato ad un passo, dopo i soli 2 gol messi a segno da subentrante in Coppa Italia col Cagliari e in Serie B con la Reggiana. Quei due gol hanno invece convinto il Palermo e l’ariete romano a continuare assieme per altri 6 mesi. Peccato che l’effetto di quelle reti sia svanito quasi subito. Nel momento di maggiore crisi, anche il bomber di scorta per eccellenza ha un po’ tradito le aspettative.

BRUNORI 6,5 – Proviamo a scindere le prestazioni sul campo dal “resto”. L’attaccante ha segnato 17 gol in Serie B. Reti spesso inventate dal nulla, nella pochezza di una manovra che mai l’ha messo nelle condizioni di rendere al 100%. La doppietta rifilata al Parma, figlia di due marcature di pregevole fattura, ne è un esempio. Nel bilancio conclusivo, tuttavia, è da precisare che le sue reti non hanno concretamente portato molti punti al Palermo. Le gare contro Pisa, Sampdoria, Reggiana e Ascoli lo dimostrano: non è arrivata la vittoria. Il voto è comunque positivo. Ciò scritto, tra atteggiamenti, musi lunghi e dichiarazioni non passate inosservate, l’ambiente non può essere soddisfatto di quanto lasciato da un capitano che, caratterialmente, raramente si è dimostrato tale. Da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Bisogna tenerlo a mente.

Palermo, le pagelle dei tecnici rosanero

CORINI 4,5 – Fa male parlare così di un condottiero di mille battaglie, sul campo e fuori. Ma il Genio è uno dei grandi sconfitti della stagione 2023/24. Non solo per quanto accaduto in questi due anni, dove anche giocatori e dirigenti hanno delle grandi responsabilità. Quest’anno, sempre più spesso, il tecnico è apparso come un comandante spaesato e stordito da una situazione ingestibile. La pressione dell’ambiente ha finito per schiacciare lui e la squadra, mandata in campo in cerca di un equilibrio mai trovato. E poi una comunicazione con la stampa che non lo ha aiutato a gestire la situazione con il “mondo esterno”. Una situazione che ha portato all’esonero, dai più ritenuto tardivo. Ma la speranza è che almeno il ricordo dell’uomo e del professionista non venga cancellato da questa infelice esperienza biennale.

MIGNANI 5 – Era difficilissimo raddrizzare una barca in tempesta come quella rosanero. Specialmente se hai solo 10 partite per farlo. Però, dopo quanto era accaduto, sembrava lecito aspettarsi almeno una reazione d’orgoglio che non c’è stata. L’inserimento di Desplanches, il passaggio alla due punte, l’idea di mettere calciatori come Di Francesco e Ranocchia in posizione intermedia per dare maggiore imprevedibilità sulla trequarti. Tutte mosse interessanti, ma che avrebbero necessitato di più tempo per essere sviluppate. Alla fine, anche il mister genovese si è un po’ arreso all’evidenza di una stagione nata sotto una buona stella ma finita nella mediocrità. E nelle pagelle del Palermo di fine anno, anche il suo voto è negativo. Probabilmente non verrà confermato, nonostante il contratto lo leghi ai rosanero ancora per un anno.

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