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Palermo, Gardini: “Su Stadio stop a investimenti perduti, nostro obiettivo Euro 2032”

Giovanni Gardini ha le idee chiare sul valore che hanno le infrastrutture nel progetto Palermo sotto la guida del City Group: l’amministratore delegato rosanero, in una intervista concessa ai microfoni di Radio Serie A / Rds, ha fatto il punto su quanto costruito finora con il centro sportivo di Torretta e su quanto c’è da fare ancora per lo Stadio, il cui futuro rappresenta in queste settimane un nodo cruciale sul campo e non solo.

Gardini e il tema delle infrastrutture

Per spiegare quelle che sono gli obiettivi della proprietà, Giovanni Gardini è partito innanzitutto dal momento dell’acquisizione del club. “La piazza di Palermo ha valori e potenzialità al di fuori del normale di cui neanche si rende conto. È per questo motivo che qui è fondamentale provare a fare un calcio diverso, non legato al palo che puoi colpire durante una partita. Noi siamo arrivati nel 2022 dopo un lavoro straordinario fatto dal presidente Mirri, che arrivò a portare la squadra in Serie B in tre anni. È stato un risultato meraviglioso, ma quando siamo arrivati c’erano 5 dipendenti. Oggi siamo 50, abbiamo costruito un centro sportivo, facendo tutta una serie di attività che non vogliamo assolutamente decantare, perché non è questo il luogo e il modo, ma abbiamo provato a fare un calcio diverso con al centro le infrastrutture. Un calcio di risorse umane”, ha spiegato.

Ciò è inevitabilmente frutto di un calcio che è cambiato, diventando sempre più un business internazionale. “Prima non c’erano le dinamiche di adesso: c’erano un direttore sportivo, un segretario e un presidente. Oggi se vuoi fare calcio in una certa maniera devi essere un’azienda prima di tutto. Devi rispettare le leggi, le evoluzioni normative e tutto quello che ne consegue. Non c’erano poi le attività mediatiche di ora”, ha sottolineato l’amministratore delegato del Palermo. C’è, però, un aspetto in cui i club fanno fatica ad evolversi. “Purtroppo un neo c’è ed è quello che rispetto al 1989, quando ho cominciato, l’impiantistica italiana è rimasta tale. Tutto quello che non è migliorato e non ha posto le società e i tifosi nella condizione di poter vivere uno spettacolo a 360 gradi è l’impiantistica sportiva, che è stata lasciata alla mercé delle intemperie del tempo”.

Il centro sportivo del Palermo in tal senso rappresenta una luce in fondo al tunnel. “Il centro sportivo è stato anche uno degli asset che hanno convinto il City Group a comprare il Palermo. Il fatto che il presidente Mirri avesse individuato e acquisito un’area per realizzare il centro sportivo è stata una leva molto significativa per il City Football Group, poi dopo il sì definitivo il CFG ha messo i soldi per arrivare a realizzare questo meraviglioso centro sportivo che in 125 anni di storia non era stato mai realizzato. È dedicato oggi principalmente alle attività della prima squadra, ma è stata già acquisita un’area adiacente. Il centro sportivo è uno di quei milestone che sono fondamentali per un’azienda di calcio che ha una visione per il proprio futuro. È stato costruito in 14 mesi senza nessun intoppo”.

Lo Stadio del Palermo: il parere di Gardini

Dall’altro lato, Giovanni Gardini sta vivendo in prima persona il problema delle infrastrutture a Palermo, con la questione Stadio Renzo Barbera che tiene banco. “L’obiettivo per lo stadio è il 2032, siamo chiari e sgombriamo il campo da qualsiasi potenziale interpretazione. Noi oggi abbiamo una convenzione per l’utilizzo dello stadio che scade nel 2026. Abbiamo dovuto investire molti soldi per rendere lo stadio utilizzabile, ma oggi non possiamo più aspettare. Oggi noi abbiamo bisogno di firmare e di sottoscrivere una convenzione di lungo periodo che ci metta nella condizione di entrare nel novero delle potenziali città per ospitare Euro 2032. Questo potrà farlo solo un privato, perché la macchina pubblica è troppo complessa”, ha riassunto.

La critica alle istituzioni è dunque netta. “Anche noi abbiamo delle scadenze che sono abbastanza ravvicinate. Entro il 31 marzo dobbiamo avere la convenzione firmata, perché abbiamo un certificato statico di agibilità che scade a metà marzo e quindi, per forza di cose, tutti devono correre contro il tempo e lavorare in fretta per metterci nella condizione di dare alla città di Palermo ciò che la città e i tifosi meritano e che merita una società che ha fatto un insieme di investimenti necessari per poter mettere i tifosi nella condizione di andare allo stadio e viverlo in una maniera consona”.

Il City Group d’altronde punta anche sul concetto di stadio come luogo da vivere. “Sul tema ci sono anche una serie di attività collaterali, ad esempio a San Valentino abbiamo dato la possibilità ai tifosi di festeggiare nei nostri skybox con una cena a lume di candela, la scorsa settimana abbiamo organizzato l’evento di Carnevale Rosanero Kids per i più piccoli e tutte queste esperienze dedicate ai tifosi rappresentano oggi un aspetto molto importante. Il risultato sportivo poi diventerà ancora più trainante ma non modifica il nostro cammino”.

“Abbiamo necessità – conclude Giovanni Gardini – di avere questa convenzione in mano altrimenti dovremmo fermarci e fare delle altre valutazioni. Non possiamo più aspettare perché non possiamo più investire soldi a fondo perduto. Chiamasi investimento per questo motivo e quindi ci stiamo sostituendo in tutto e per tutto per risolvere ciò che non è stato fatto in oltre trenta anni, ci siamo assunti l’onere però adesso il punto è che o si chiude o si arriva ad una soluzione definitiva che ci permetta di non fermarci e prevedere ulteriori investimenti per un nuovo impianto, altrimenti qualcuno dovrà prendersi la responsabilità di dire alla città e ai tifosi che bisogna fare diversamente”.

Redazione Sporticily
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